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Cina: ricerca e sviluppo guideranno il cammino del Dragone

05/03/2018

 

Detrazioni fiscali per spingere l’economia ed incentivi alle aziende hi-tech, questa la ricetta per la Cina 2.0

 

Si sono ufficialmente aperti oggi i lavori dell’ Assemblea Nazionale del Popolo, il massimo organo legislativo della Repubblica Popolare Cinese, chiamato oggi in assemblea per varare le nuove politiche del Paese di Mezzo ed approvare il turnover di governo.

Perché dunque seguire con interesse? La Cina è la seconda economia al mondo e l’Italia ha molto da guadagnare in termini di opportunità economiche, guardando ad est. Il Bel Paese è infatti al terzo posto tra le destinazioni degli investitori cinesi in Europa.

Sport, chimico ed agroalimentare sono solo alcuni settori dove l’imprenditoria del Dragone è entrata, senza contare che l’Italia è stata scelta come snodo strategico nel Mediterraneo della Nuova via della Seta.

Quest’anno ricorre il 40° anniversario delle politiche di riforma e di apertura iniziate da Deng Xiaoping, e l’intero Report sull’attività di Governo, esposto dal Premier Li Keqiang, è stato una promessa sul continuare ad approfondire la strada delle riforme.

Con un obiettivo di PIL fissato a 6.5% nel 2018, il Dragone ricercherà più uno sviluppo qualitativo basato sulle nuove tecnologie. Rigore sarà attuato su tematiche spinose come salvaguardia ambientale e debito pubblico. A riguardo obiettivo quest’anno sarà far scendere il disavanzo, dal 3 al 2,6% del PIL

“La Cina ridurrà le tasse per le imprese e privati di oltre 800 miliardi di yuan”

 

Questo il piano fiscale proposto dal premier Li. Il taglio delle tasse esposto dal Consiglio di Stato sarà di circa 126 miliardi di dollari, solo nel 2018.

Come esposto nel suo report, Li ha sottolineato come “la Cina darà la priorità a tagliare le imposte per quelle imprese a basso profitto, così facendo si abbasseranno i costi di produzione e trasporto delle merci, alzando le entrate annuali. Sarà inoltre aumentato il numero di attrezzature e strumenti che potranno essere deducibili dalle tasse, dando così maggiori stimoli all’economia” ha detto Li Keqiang.

Il premier ha altresì sottolineato come “saranno messe in atto anche alcune esenzioni sulle imposte sul reddito per alcune società, inoltre le ditte operanti nel settore della logistica godranno di un trattamento fiscale preferenziale sul loro uso della terra per gli impianti di stoccaggio”.

“La Cina continua anche il suo percorso delle riforme strutturali, in particolare va avanti nell’attuale revisione fiscale, che è la più significativa degli ultimi 20 anni”, ha sottolineato Li.

Il Paese sta infatti sostituendo gradualmente la cosiddetta “tassa d’affari” che, oramai obsoleta, è in vigore da 60 anni. Al posto della vecchia imposta, il Dragone ha introdotto l’imposta sul valore aggiunto “snellendo così la procedura burocratica di tassazione ed evitando rallentamenti e l’essere costretti a pagare più di una volta all’anno, come previsto dalla vecchia tassa”.

Questo nuovo modello fiscale per le imprese è stato introdotto per la prima volta a Shanghai nel 2012 in via sperimentale, e nel 2016 si è allargato ad altre aree del Paese.

“Il Governo ha in programma di alleggerire ulteriormente il carico non fiscale sugli enti di mercato di oltre 300 miliardi di yuan quest’anno, il che lascerà alle imprese la possibilità di concentrare le loro risorse sullo sviluppo”, ha chiosato Li Keqiang.

Priorità nella lotta all’inquinamento: bonifiche dei terreni e riduzione delle emissioni

 

Come annunciato da tutti, il Governo ha intenzione di fare della lotta all’inquinamento una priorità. Come espresso nel Report “ la Cina ridurrà le emissioni inquinanti del 3% e lavorerà per raggiungere un calo costante della densità di PM2,5 in aree chiave”.

A livello industriale il Consiglio di Stato “incoraggerà le aziende per ottenere emissioni ultra-basse e continuerà gli sforzi per prevenire e controllare l’inquinamento dell’acqua e del suolo”, ha detto Li.

Il governo raddoppierà gli sforzi per proteggere e ripristinare gli ecosistemi, e finirà per stabilire una “redline” per la conservazione ecologica in tutto il paese.

“Quest’anno, più di 6,67 milioni di ettari di terreno saranno rimboschiti, e la rotazione delle colture e le prove per i terreni a riposo saranno aumentate per coprire 2 milioni di ettari di terreni agricoli” secondo il premier.

Ricerca e sviluppo guideranno la corsa della Cina nel futuro

 

Come anticipato “la Cina farà della ricerca tecnologica ed innovazione, la principale strategia di sviluppo per avere un’economia innovativa e competitiva”. Il Governo “darà forti incentivi a quelle aziende che guidano la corsa tecnologica del paese”.

Importante il passaggio del premier circa i connazionali all’estero, con un invito diretto a tornare in patria. Da qualche anno il governo sta aumentando gli incentivi per quei giovani che, finito il percorso di studi all’estero, tornano in patria per iniziare una propria attività.

Mettendo a loro disposizione ingenti risorse per creare start-up o altre iniziative innovative, lo scopo è fornire quegli strumenti economici a quelle realtà che possano contribuire a completare il programma “China 2025”.  

Ma non finisce qua. Pechino si prepara  diventare la calamita dei “cervelli in fuga” stranieri. La Cina “accoglierà a braccia anche i cittadini stranieri”, un chiaro riferimento alle recenti politiche varate di facilitazione delle pratiche di rilascio dei visti decennali, con l’introduzione della categoria “talenti di alta gamma”. L’intenzione della leadership del Dragone è attrarre non solo scienziati e uomini d’affari, ma anche specialisti di ogni settore a lavorare in Cina

Come sottolineato dal premier, fondamentale sarà il continuare ad investire nell’innovazione, nonché nel reclutamento di talenti di alta qualità, e promuovere la ricerca di base. Finanza digitale, robotica ed aerospazio, questi i punti strategici del futuro.

“La Cina istituirà un fondo di garanzia di finanziamento statale, sosterrà le imprese innovative ed estende a livello nazionale le politiche fiscali preferenziali pilota” ha annunciato Li.

 

La porta della Cina sarà ancora più aperta

 

“Quest’anno la Cina aprirà le porte agli investitori stranieri” ha detto il premier cinese. Secondo Li Keqiang “gli investitori stranieri avranno un accesso facilitato in una più ampia gamma di settori come telecomunicazioni, servizi medici, istruzione o imprese per la costruzione di veicoli di nuova generazione”.

Li ha anche sottolineato come questa apertura sarà estesa anche al settore bancario, confermando così le indiscrezioni di qualche mese fa.

“Agli investitori esteri sarà concesso il differimento delle imposte per il reinvestimento del profitto realizzato in Cina, mentre le procedure per la costituzione di imprese a capitale straniero saranno semplificate”, ha chiosato Li, “il governo inoltre incentiva ed approfondirà le già consolidate collaborazioni nelle attuali free-trade-zone e approfondirà i dialoghi per l’apertura dei cosiddetti free trade ports”.

Molte saranno le sfide chiave che la Cina dovrà affrontare : tra queste, le conseguenze di una popolazione che invecchia velocemente, investimenti nel welfare, salari più alti e la quota dei consumi rispetto al Pil. Per ora è certo che il Paese di Mezzo continuerà sulla strada riformista e del cambiamento economico intrapresa quarant’anni fa.

 

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