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Le 10 maggiori società tecnologiche del 2017

02/01/2018

 

Ecco quali aziende in Cina rappresentano i più grandi investimenti in tecnologia nell’anno appena terminato

 

 

La Cina nel 2017 ha leggermente diminuito i finanziamenti delle start-up, dopo che nel 2016 era arrivata a 51,6 miliardi di dollari in società tecnologiche inferiori ai 53,9 miliardi, secondo il sito di informazione cinese Caijin.

Nonostante il calo, le dimensioni medie delle trattative sono cresciute, raggiungendo un record di 31,9 milioni di dollari alla volta.

Ecco le 10 maggiori società tecnologiche dell’anno, partendo dalla minore.

Cainiao si occupa di logistica e-commerce. Sono stati investiti 799 milioni di dollari nel progetto creato da Alibaba nel 2013, in collaborazione con 15 compagnie di consegna cinesi; la società spinoff è stata progettata per dare una sferzata allo shopping online cinese. Inizialmente Alibaba aveva una piccola quota in Cainiao, ma l’ultimo investimento è arrivato al 51%.

Mobike è una società di trasporti che nell’anno appena trascorso ha investito 815 milioni di dollari. Mobike potrebbe aver raccolto meno del concorrente Ofo nel 2017, ma ha comunque avuto un buon anno, abbinando il suo business alla diffusione di pneumatici Archrival in 200 città in tutto il mondo. Sia Mobike che Ofo sono riuscite ad annullare sul mercato alcuni piccoli rivali cinesi, tre start-up concorrenti sono crollate a novembre. Tra gli investitori di Mobike ci sono i colossi Tencent e Foxconn.

Ele.me è la compagnia che ha visto ben un miliardo di dollari di investimenti nel 2016. La società di occupa di servizi locali, effettuando food delivery, consegna di piatti e cibo servendosi di scooter elettrici. All’ultimo conteggio, il servizio afferma di avere 260 milioni di utenti in 2.000 città cinesi, che ordinano pasti di 1,3 milioni di ristoranti. Alibaba e la sua Ant Financial dovrebbero aver guidato questo ultimo round, ripetendo gli 1,3 miliardi che il gigante dello shopping online aveva investito per Ele.me ad aprile 2016.

Bytedance ha anche investito nel settore un 1 miliardo di dollari. È un media non particolarmente popolare in Cina, almeno non quanto Toutiao, l’app di successo che la startup ha lanciato. Raccogliendo notizie dalle “innernette” cinesi, Toutiao ha 120 milioni di utenti ogni giorno che passano in media 74 minuti sfogliando l’app, il doppio del tempo trascorso su Snapchat. La startup lo scorso mese ha acquisito Musical.ly, aggiungendo questo social network al suo crescente impero mediatico internazionale che include Flipagram, Topbuzz e Tik Tok. Si dice che il valore di Byteance si aggiri intorno ai 20 miliardi di dollari.

Koubei ha investito 1,1 miliardi. Si tratta di un altro spinoff di Alibaba, tramite il quale Jack Ma (fondatore di Alibaba) iniziò a garantire che la sua azienda non dimenticasse lo shopping locale dedicato alla spesa al dettaglio e ai ristoranti. Con la sua app per il pagamento Alipay, il servizio combina le inserzioni locali con le offerte dei prodotti. Sebbene il cibo consista nella maggior parte dei prodotti, Koubei non effettua consegne (a differenza di Ele.me e Meituan-Dianping, anche loro nella Top 10).

Ofo con 1,2 miliardi di dollari è una azienda di trasporti che, proprio come Mobike, ha avuto un anno di crescita internazionale. Alibaba, Ant Financial e Didi Chuxing sono tra i suoi investitori.

NIO è una società di automobili che ha investito 1,7 miliardi di dollari. Dopo essere partita come NextEV nel campionato di Formula E per monoposto elettrica, il rebranding di NIO ha preannunciato il passaggio da startup a vera – ed importante – casa automobilistica. NIO questo mese ha presentato la sua prima auto di produzione, la ES8. A partire da 68.000 dollari, il SUV elettrico è una sfida audace per la categoria di lusso popolare per la classe media cinese, in cui rientrano la Audi Q7 e la Mercedes-Benz GLC. Entrerà in competizione anche con il Modello X, anche se il minivan iperspeed di Tesla costa il doppio. Già pronto per il pre-ordine, l’ES8 arriva arriverà in questa prima metà del 2018. I giganti della tecnologia cinese Tencent e Baidu sono tra i sostenitori dell’NIO.

Al terzo posto della classifica c’è Daikuan con 2 miliardi di dollari di investimenti. Daikuan rappresenta l’enorme sviluppo della Cina nei servizi finanziari online – “fintech” – che include una serie di startup dedicate ai prestiti, dove la gente comune può guadagnare interessi offrendo il proprio denaro ai mutuatari. Diversa dalla maggior parte delle startup fintech, in quanto si concentra solo sui prestiti per gli acquirenti di auto di seconda mano.

Segue Meituan-Dianping che ha investito 4 miliardi di dollari grazie al suo business dedicato a servizi locali. La gigantesca startup unisce due siti, Meituan e Dianping, proponendo annunci, offerte e consegne, ponendosi sul mercato come rivale di Alibaba’s Koubei e Ali.me. Per rendere ancora più aspra la rivalità, Tencent, avversario di Alibaba, è uno dei principali sostenitori.

Infine, è Didi Chuxing ha chiudere la classifica con 5,5 miliardi di dollari. Anche dopo aver ottenuto finanziamenti da Apple e aver costretto Uber a sventolare bandiera bianca in Cina nel 2016, l’azienda di trasporti è riuscita a diventare la più grande nel suo settore ad aprile 2017. All’epoca aveva raggiunto il secondo posto nella classifica dei più grandi investimenti in società tecnologiche.

Didi ha ripetutamente promesso l’espansione internazionale durante tutto l’anno, ma ciò non si è verificato. Ciononostante, con l’app attiva in Brasile, il 2018 potrebbe essere l’anno in cui Didi salirà sul palcoscenico internazionale per sfidare ancora una volta Uber.

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