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“Le riforme non sono una passeggiata nel parco”: Xi Jinping inaugura il Congresso del PCC

18/10/2017

“Xi Jinping si differenzia dal torpore dei suoi predecessori”

 

Si è finalmente aperto ieri a Pechino il 19° Congresso del Partito Comunista Cinese, uno degli eventi più attesi dell’anno poiché il Plenum definirà in maniera risoluta le sorti ed il cammino della Cina nei prossimi anni. Grande attenzione, in particolare dei tanti media stranieri, è stata rivolta al discorso del Presidente Xi Jinping e il Capo dello Stato, nonché del Partito, non ha disilluso le aspettative. I tecnici parlano di un discorso che “si differenzia dal torpore generale dei suoi predecessori”, un non poco velato riferimento ad Hu Jintao, anche lui presente insieme a Jiang Zemin, all’evento. La consueta pacatezza e calma del linguaggio di Xi hanno soppesato un discorso duro, fermo e diretto. Xi Jinping nel suo intervento di tre ore, ha toccato ogni tema spaziando dalla politica interna a quella estera, da quella economica ai rapporti con Taiwan e la “questione” di Hong Kong. Nei confronti dell’isola il Presidente è partito subito all’attacco sottolineando ancora una volta come bisogna ritrovare il dialogo ed i rapporti pacifici tra le due sponde ribadendo il concetto della “ribellione di Taiwan nei confronti della madrepatria”. Il discorso è passato poi ai rapporti con l’ex enclave britannica nel Mar Cinese Meridionale. Secondo il capo dello Stato l’arresto del “capo della rivoluzione degli ombrelli Joshua Wong” è il semplice rispetto del Basic Law che regola l’isola. Ma ad interessare più la platea internazionale accorsa al Plenum è il passaggio sull’economia, vero osservato speciale di questa sessione.

Xi Jinping con voce ferma e sguardo rivolto verso i 2800 delegati ribadisce che “la Cina diventerà solo e sempre più aperta” e quei paletti alzati nei confronti degli investimenti stranieri saranno ulteriormente abbassati. Nel suo discorso di apertura del Plenum del PCC l’uomo forte di Zhongnanhai, proseguendo l’onda riformista di Deng e Zhou Enlai ha assicurato inoltre la “continuazione del processo di liberalizzazione dei cambi e dei tassi d’interesse “.  Raggiungere il rinnovamento della Cina non sarà’ “come una passeggiata nel parco”. Usa questa espressione Xi, sottolineando che il “zhongguo meng”, sogno cinese, richiede una ferrea volontà e lotta decisa alle contraddizioni interne, nonché un forte impegno collettivo su progetti e cause. il traguardo finale e’ la costruzione di “grande e moderna nazione socialista”, che guardi oltre i confini con l’iniziativa “Una cintura Una via”, attraverso un doppio avanzamento.

 

Controllo ed apertura: Costruire una società più giusta con “caratteristiche cinesi”

 

La figura di Xi Jinping e il nuovo “secolo cinese” hanno fatto sì che il Plenum del PCC, generalmente opaco e senza grande interesse diventasse un importante avvenimento capace di bloccare i mercati. Le borse asiatiche, da Tokyo a Shanghai si sono svegliate assopite, e molto probabilmente ci vorrà un altro giorno prima che queste possano riprendere il loro sprint abituale. Il discorso del Presidente era sì rivolto al suo pubblico di delegati, ma era un chiaro riferimento anche a tutti quegli operatori che vogliono investire nel Dragone. Xi Jinping ha in parte cambiato nel profondo il Paese e questa trasformazione non è ancora conclusa del tutto. Ribadendo ulteriormente i successi della campagna anticorruzione, che non accenna a placarsi, il potere si è spostato dai tecnocrati ai funzionari di un partito sì epurato, ma più “onesto e rivolto al popolo”. Controllo ed apertura, una contraddizione che è di fatto l’essenza dell’economia socialista “con caratteristiche cinesi”. Negli ultimi anni Pechino  è già intervenuta direttamente nel settore assicurativo nonché nelle attività dei grandi conglomerati privati e recentemente ha aperto ai capitali privati in asset strategici come ad esempio quello delle telecomunicazioni. Eppure piccole “cellule” vicine a Zhongnanhai sono presenti praticamente ovunque e nella maggior parte delle grandi aziende. Nello specifico il Governo preoccupato della crescita dell’importanza delle grandi società tecnologiche, leggasi Baidu e Tencent, ha approvato una norma che permette allo Stato di comprare una quota non superiore all’1% dei pacchetti azionari di queste aziende. Poca cosa, si può pensare, ma pur una presenza che gli investitori stranieri dovranno valutare per arginare la possibilità di intrusione negli affari interni aziendali. Un problema che, tuttavia, secondo gli esperti occidentali si potrà bypassare. Le opportunità del mercato cinese sono enormi, in particolare nel settore del cross-bordar e-commerce, e farne parte è sicuramente una grande sfida per tutti i player al di qua della Muraglia.

 

“Una vita migliore per tutti i cittadini del Paese di Mezzo”

 

Xi nel suo discorso si è anche occupato di politica interna. Ha ribadito che oramai il Paese è entrato in una “nuova era del socialismo” ed ha promesso “una vita migliore per tutti i cittadini”. Questo forse il passaggio che più lega il Presidente al suo popolo. Indubbiamente Xi è amato dai suoi connazionali, sia per la volontà di scoperchiare gli affari sporchi del Partito, sia per la lotta contro l’inquinamento. Il Premier Li Keqiang, nella sua breve introduzione, ha promesso che nel Documento approvato si “lavorerà per avere un cielo sempre blu”, che sia un messaggio al Presidente americano Donald Trump? Meno inquinamento e “meihao shenghuo”, vita felice, questo il paradigma di Xi. Molte saranno le sfide chiave da affrontare : tra queste, le conseguenze di una popolazione che invecchia velocemente, investimenti nel welfare, salari più alti e la quota dei consumi rispetto al Pil. Xi ha ribadito “una dura lotta agli sprechi e bolla immobiliare” poiché  “la casa è un diritto di tutti”. Nell’immediato, queste politiche stanno producendo i loro effetti ma, come ribadito ancora una volta, le riforme “non sono una passeggiata nel parco”. Su quale strada camminerà la Cina nei prossimi anni?

 

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