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Pompeo a Roma: “Investimenti cinesi in 5G una minaccia”. L’Ambasciata cinese a Roma respinge le accuse americane

03/10/2019

 “Pompeo ci diffama, le aziende cinesi rispettano le leggi italiane” sostiene l’ambasciatore cinese a Roma. “Ci si accusa di concorrenza sleale, ma interferire nelle relazioni bilaterali non è anch’essa concorrenza sleale?”

 

La visita di Mike Pompeo a Roma ha sollevato non poche reazioni infuocate, prima fa tutti l’Ambasciata di Pechino a Roma. Sotto accusa le parole del capo della diplomazia USA che in numerosi interventi ha sottolineato come gli investimenti cinesi in 5G o la vendita di know-how made Huawei possano essere una seria minaccia per gli alleati della NATO. Accuse forti cui l’ambasciatore cinese a Roma Li Junhua ha rispondo duramente in una nota rilasciata alla stampa italiana. Come si legge nella dichiarazione “Il segretario di Stato americano Pompeo ha più volte puntato il dito contro la Cina, diffamandola volutamente.”

 

“L’ambasciata cinese in Italia rifiuta fermamente le accuse e ribadisce la volontà di impegnarsi per sviluppare il partenariato strategico globale con l’Italia”.

 

“Il 5G non può danneggiare la sovranità e la sicurezza di alcun Paese, le aziende cinesi dell’ICT promuovono la cooperazione con i partner italiani, nel rispetto delle leggi italiane e nell’interesse dei cittadini”, ha aggiunto.

“L’Ambasciata cinese in Italia – si legge nella nota firmata dall’ambasciatore Li Junhua – ribadisce la volontà di impegnarsi per sviluppare il partenariato strategico globale con l’Italia e ampliare la cooperazione fattiva su tutti i settori, sulla base del principio di trattamento paritetico e di mutuo vantaggio”.

“Il signor Mike Pompeo – prosegue l’ambasciatore – ha fatto del suo meglio per creare problemi ai rapporti tra Cina e Stati Uniti e si è impegnato per interferire nei rapporti della Cina con altri paesi.

 

Se il signor Pompeo ritiene che questa sia la ‘missione più importante’ di un segretario di Stato, quello che vorremmo dirgli è una frase sola: ‘solo pentendosi e tornando sui propri passi ci si può redimere’.

 

Il 5G è uno dei nuovi frutti dello sviluppo tecnologico dell’umanità e tutti i governi e le aziende dovrebbero unire le forze e cooperare, progredire insieme e creare ricchezza per diffondere il progresso. Il 5G non può danneggiare la sovranità e la sicurezza di alcun Paese, anzi è un modo per rendere tutti i Paesi uniti. Le aziende dell’ICT cinesi promuovono la cooperazione con i partner italiani, nel rispetto delle leggi italiane e nell’interesse dei cittadini.

Gli Stati Uniti, ventilando presunte minacce alla sicurezza prive di fondamento, creano una campagna diffamatoria della cooperazione tra imprese italiane e cinesi, ma quali prove reali hanno in mano? Sono sicuro – sottolinea ancora il diplomatico cinese – che il signor Pompeo non abbia dimenticato il programma ‘PRISM’ con cui gli Stati Uniti, tramite l’uso di alta tecnologia, hanno spiato i paesi loro alleati e raccolto segretamente informazioni sui singoli cittadini.

 

Allora chi era a minacciare la sicurezza degli altri paesi? Chi violava la sovranità degli altri Paesi? Non c’è bisogno di dirlo”.

 

“Il signor Pompeo – si legge poi nella nota diffusa dall’ambasciata di Pechino a Roma – ha accusato la Cina di concorrenza sleale, ma mi chiedo: quando gli Stati Uniti hanno fatto ricorso alla forza di un paese intero per mettere sotto pressione l’azienda Huawei, è stata concorrenza leale?

Quando gli Stati Uniti hanno forzato gli altri Paesi a interrompere le cooperazioni già aperte con Huawei, si poteva parlare di concorrenza leale? Il sistema di libero scambio globale è un sistema costituitosi su iniziativa e sotto la guida degli Stati Uniti e riconosciuto da tutti, ma in realtà sono gli Stati Uniti stessi a trarne i maggiori benefici.

Gli Stati Uniti, con la scusa della ‘teoria delle perdite’, avviano guerre commerciali contro altri Paesi, avviano azioni unilaterali e bulliste, dov’è in questo l’equità? Sono molti i Paesi, le istituzioni e le imprese che guardano con profonda preoccupazione a queste scelte intraprese dagli Stati Uniti”.

 

“Il signor Pompeo diffama la Cina affermando che essa ruba i diritti di proprietà intellettuale degli altri paesi.”

 

“In realtà, la Camera di Commercio degli Stati Uniti, nel report sugli indici sui diritti di proprietà intellettuale internazionali pubblicato lo scorso marzo, ha riportato che la Cina ha raggiunto importanti risultati nel law enforcement in ambito di brevetti. La Camera di Commercio Sino-Europea, nel maggio scorso, ha evidenziato in una relazione che quasi il 60% delle aziende europee presenti in Cina reputano che ci sia stato un evidente rafforzamento della tutela dei loro diritti di proprietà intellettuale”.

“Vorremmo sottolineare – prosegue l’ambasciatore – che i risultati che sono oggi ragione di orgoglio per la Cina sono il frutto del duro lavoro e della sapienza che il popolo cinese ha ottenuto versando una goccia dopo l’altra di sudore. Al contrario, il signor Pompeo ha detto, orgogliosamente, rivolgendosi a degli studenti, che gli Stati Uniti ‘ricercano l’onore del progresso’, ma questo è invece frutto di ‘bugie, inganni e furti’. Le bugie, però, rimangono sempre tali e non diventeranno mai realtà.

Speriamo che il signor Pompeo ritrovi la ragione e gestisca al meglio gli affari del suo Paese e i propri. La Cina continuerà a sviluppare cooperazioni di mutuo vantaggio con tutti i Paesi, sulla base del rispetto reciproco.
Su questo punto – conclude la nota – speriamo che gli Stati Uniti possano fare altrettanto e siamo convinti che anche il governo e il popolo italiano lo apprezzerebbero molto”.

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