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Alfano incontra Wang Yi a Pechino: nuovi ambiziosi accordi commerciali

21/12/2017

 

 

Con l’obiettivo di intensificare gli scambi commerciali, ha inizio l’era di liberalizzazione del commercio Italia- Cina; anche gli alimenti come la carne di bovino tornano ad essere esportati in Cina.

 

 

 

 

Angelino Alfano e Wang Yi, Ministri degli esteri rispettivamente italiano e cinese, hanno entrambi espresso “Vivo compiacimento per l’eccellente andamento del Partenariato Strategico Globale tra i due Paesi e ribadito l’impegno a svilupparlo, in un mondo sempre più interconnesso e interdipendente”. Così si legge nella nota congiunta a margine dell’incontro di lunedì 18 dicembre, durante la ottava riunione del Comitato governativo Italia – Cina.

Durante la visita di Alfano in Cina, i due ministri hanno passato in rassegna l’evoluzione del dialogo e della cooperazione tra Unione Europea e Cina, i principali aspetti delle relazioni bilaterali, i temi regionali di comune interesse e le questioni di maggiore rilievo dell’agenda globale.

Entrambi hanno convenuto sull’opportunità di approfondire e intensificare il dialogo politico e le consultazioni a tutti i livelli, al fine di contribuire al rafforzamento della pace, della sicurezza, della stabilità internazionale e dello sviluppo sostenibile, nel pieno rispetto dei fini e dei principi della “Carta delle Nazioni Unite”. Stando a quanto riportato dalla Agenzia Internazionale Stampa Estero, “i due Ministri hanno convenuto sull’opportunità di promuovere il Partenariato in uno spirito di rispetto reciproco, equità e giustizia, e di beneficio comune nella prospettiva di una rafforzata solidarietà globale”.

Con il mantenimento di un dialogo regolare e di uno stretto coordinamento in materia di riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, di interesse sono i temi principali dell’agenda globale, tra i quali merita un focus la governance dell’economia mondiale. Dichiarandosi soddisfatti del partenariato strategico globale, i due ministri hanno rinnovato l’impegno a sviluppare l’accordo tra i due Paesi, per conseguire gli obiettivi della Dichiarazione Congiunta tra i Governi italiano e cinese (ottobre 2014) e del Piano d’Azione per il rafforzamento della cooperazione economica, commerciale, culturale e scientifico-tecnologica tra Italia e Cina 2017-2020 (maggio 2017).

In vista della ricorrenza nel 2020 del 50° anniversario dello stabilimento di relazioni diplomatiche tra Italia e Cina, si traccia l’inizio di nuova epoca dei rapporti bilaterali, per l’avvio di una collaborazione concreta (Road-to-50), che aprirà altri orizzonti al commercio crossborder e nuove opportunità per l’e-commerce.

In linea con il piano d’azione, i due Ministri hanno confermato priorità di collaborazione negli ambiti: ambiente ed energia sostenibile; agricoltura; urbanizzazione sostenibile; sanità; aviazione; tecnologie spaziali e relative applicazioni; infrastrutture e trasporti.

Hanno anche sottolineato l’importanza del Business Forum Italia-Cina quale strumento di promozione delle relazioni fra i due sistemi imprenditoriali che favorirà l’aumento dei flussi commerciali e di investimento. Tale agevolazione del commercio include l’export e l’import online quanto quello offline, la partecipazione alle fiere e l’assistenza nei casi giudiziari commerciali.

L’impegno parte contro ogni forma di protezionismo, con l’obiettivo di intensificare gli scambi commerciali, promuovendo la liberalizzazione del commercio e l’agevolazione degli investimenti. Ribadendo l’obiettivo di favorire una solida ed equilibrata crescita dell’interscambio di beni e servizi, e a favore di una leale competizione tra le imprese, un accesso più facile ai mercati si è ritenuto indispensabile, necessario quindi eliminare gradualmente le barriere non tariffarie, che creano ingiustificati ostacoli al commercio, e cooperare per il reciproco avvicinamento agli standard tecnici e alle misure sanitarie e fitosanitarie.

“Aprire i mercati con regole giuste può aiutare migliaia di nostri allevatori e agricoltori, come dimostra l’aumento del 92% delle esportazioni agricole in Cina in questi ultimi mesi. L’export del Made in Italy – ha dichiarato il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina – si sostiene con protezione e promozione, avanti su questa strada”.

Così, dopo 16 anni, l’Italia torna ad esportare carne bovina italiana di qualità in Cina. “È un risultato strategico del grande lavoro che abbiamo fatto in questi anni insieme al Ministero della salute e alla nostra ambasciata”, continua il ministro.

Tra i primi cambiamenti in atto, Pechino ha deciso di rimuovere il bando entrato in vigore nel 2001; i tempi per far ripartire l’export verso la Cina, però, non saranno brevissimi, dato che il Ministero dell’Agricoltura cinese e l’Amministrazione per il Controllo della Qualità, l’Ispezione e la Quarantena (AQSIQ) devono prima varare un protocollo con i requisiti sanitari della carne disossata di bovini con meno di 30 mesi.

Determinante per arrivare a queste conclusioni, la visita in Italia, lo scorso settembre, di una delegazione di esperti cinesi per verificare le garanzie sanitarie offerte dal sistema produttivo del nostro Paese.

L’eliminazione del bando sul seme bovino italiano per il virus di Schmallenberg, imposto a tutti gli effetti nel 2012, è importante per i commerci dei prodotti alimentari italiani che sono in netta espansione nel mercato cinese e nel settore dell’e-commerce.

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