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Alluminio, arriva la risposta della Cina ai dazi USA

28/02/2018

Tramite un funzionario del Ministero del Commercio, il paese asiatico ha chiesto che venga rescissa la tariffa del 23,6% sulle importazioni

 

 

Dopo che l’amministrazione Trump ha deciso di imporre ingenti tasse sulle importazioni di alluminio dalla Cina agli USA, arriva la presa di posizione del Governo di Pechino. Wang Hejun, capo dell’ufficio per i rimedi commerciali e le indagini sotto il Ministero del Commercio, ha infatti dichiarato: “Gli Stati Uniti hanno ignorato le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e hanno gravemente danneggiato gli interessi degli esportatori cinesi di alluminio”.

Contraria, non solo per sé stessa, alla presa di posizione americana, la Cina ha chiesto ufficialmente che venga rescissa la tariffa del 23,6% sulle importazioni d’alluminio.

Il mercato dell’alluminio in Cina è strettamente collegato a quello USA, visto che la produzione americana di tale materiale è stata abbandonata più di 20 anni fa per concentrarsi su un altro tipo di mercato. “La riduzione della produzione di alluminio e di una riduzione delle quote di mercato negli Stati Uniti – precisa Wang – è attribuita alle scelte dei produttori statunitensi, piuttosto che alle importazioni straniere”.

 

 

La sentenza a stelle e strisce prevede una regola antidumping specifica per ogni società cinese che esporta alluminio

 

Nonostante la reprimenda cinese, gli USA non intendono abbandonare la strada intrapresa. Il Dipartimento del Commercio americano, infatti, ha annunciato una sentenza finale per imporre dazi antidumping e antisovvenzioni sull’alluminio cinese.

La sentenza prevede una regola antidumping per ogni società cinese che esporta alluminio. Il margine di dazio compensativo sarà del 17,14% per Jiangsu Zhongji, 80,97% per Loften Aluminum Limited (Hong Kong) , Manakin Industries LLC e Suzhou Manakin Aluminium Processing Technology Co Ltd, 19,98% per Dingsheng e 18,56% per tutti gli altri produttori in Cina.

Sull’argomento, ancora una volta, arriva il commento di Wang Hejun: “Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha identificato erroneamente fornitori di materie prime cinesi e istituzioni finanziarie come ‘istituzioni pubbliche’. La Cina adotterà le misure necessarie per difendere i propri interessi in risposta alle pratiche sbagliate degli Stati Uniti”.

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