fbpx

Apple davanti al Congresso USA: nessun attacco da parte della Cina

08/10/2018

 

La compagnia di Cupertino ha smentito un articolo di Bloomberg riguardo un attacco cinese alla sua catena di approvvigionamento

 

 

Nessun intromissione cinese sospetta nei dispositivi Apple. A confermare la cosa, smentendo di fatto un articolo-bomba che era stato lanciato da Bloomberg, è stato uno dei principali funzionari della sicurezza di Apple. Questi, davanti al Congresso degli Stati Uniti d’America, ha confermato di non aver trovato tracce di trasmissioni sospette o altre prove del fatto che sia stato perpetrato un qualunque attacco sofisticato alla catena di approvvigionamento.

George Stathakopoulos, vicepresidente Apple per la sicurezza delle informazioni, ha inviato una lettera ai comitati di commercio del Senato e della Camera, spiegando che la società aveva ripetutamente investigato, non trovando però prove per i punti principali contenuti in un articolo di Bloomberg. In quest’ultimo, infatti, si parlava di chip all’interno dei server venduti a Apple da parte di Super Micro Computer, che avrebbero permesso trasmissioni backdoor in Cina.

 

 

Stathakopoulos ha ripetuto alla stampa che Apple non ha mai trovato chip o vulnerabilità

 

 

Gli strumenti di sicurezza usati da Apple effettuano continuamente la scansione proprio per questo tipo di traffico in uscita, poiché indica l’esistenza di malware o altre attività dannose. Ma, a tal proposito, non è mai stato trovato nulla” ha precisato Stathakopoulos.

Lo stesso Stathakopoulos ha ripetuto alla stampa che Apple non ha mai trovato chip o vulnerabilità intenzionalmente piantati in alcun server.

 

 

Conferme arrivano anche dal National Cyber ​​Security Center britannico e dal Dipartimento della sicurezza nazionale degli Stati Uniti

 

 

Anche il National Cyber ​​Security Center britannico e il Dipartimento della sicurezza nazionale degli Stati Uniti hanno confermato come non ci sia motivo di dubitare sulle smentite da parte di Apple e Amazon.com riguardanti i chip di backdoor.

Bloomberg, dal canto suo, continua a sostenere la propria ricostruzione dei fatti, basata su 17 fonti anonime, riguardo l’attività di spionaggio sui prodotti Apple. Alcune accuse, ha però risposto prontamente Apple , si basano solamente su alcuni account o addirittura su una singola fonte anonima.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *