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Arresto dell’imprenditore Ye Jianming del gruppo energetico CEFC

01/03/2018

Ye Jianming, l’imprenditore cinese che dirige il gruppo energetico cinese CEFC, è stato arrestato.

La notizia che la compagnia CEFC fosse sotto inchiesta circolava già da circa una settimana prima dell’avvenimento. Il CEFC è diventato un punto di riferimento internazionale da quando ha acquistato il 14% del colosso russo dell’energia Rosneft, poco dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha visitato Pechino la scorsa estate.

In precedenza aveva acquistato un asset da 1,5 miliardi di dollari nella Repubblica Ceca, in coincidenza con una visita del presidente cinese Xi Jinping in quel paese e l’attuazione della strategia di Pechino per ottenere influenza nell’Europa orientale.

Dal nulla Ye Jianming ha costruito un impero commerciale con 263 miliardi di yuan di vendite prima di arrivare a compiere 40 anni, e ha iniziato a fare acquisti per asset energetici in tutto il mondo, in gran parte finanziati dalle banche statali cinesi.

All’interno della Cina, sul numero uno di CEFC girava voce fosse collegato a personalità di alto spicco nei ranghi dell’esercito, seppure costretto a negare in una dichiarazione ai media cechi la sua parentela in qualità di nipote del leader militare comunista di primo piano. In quella occasione si è avvolto nella bandiera cinese e ha sponsorizzato il pensiero e slogan nazionalistico di CEFC China Energy.

A novembre, gli Stati Uniti hanno accusato il suo ex segretario per gli affari interni di Hong Kong, Patrick Ho Chi-ping, di corrompere i leader africani. Il coinvolgimento di CEFC Energy è stato negato.

Le voci delle connessioni del signor Ye sono state alimentate dall’insolito successo della compagnia privata nell’ottenere preziose concessioni nel settore energetico nazionale, che è solitamente dominato da imprese statali. Un’inchiesta del Financial Times a settembre ha documentato i legami tra il signor Ye e i suoi partner CEFC con l’intelligence militare cinese.

Un alto dirigente cinese nel settore dell’energia ha sostenuto che Xi è apparso desideroso di prendere le distanze da CEFC mentre l’attenzione internazionale sulla compagnia è cresciuta. In più occasioni, gli investimenti del CEFC erano coincisi con le visite di stato del signor Xi.

Il signor Ye si definiva “presidente” e dedicava una parte del suo sito web aziendale ai suoi pensieri, alla maniera di Mao Zedong. La sua ultima missiva risale al 30 dicembre, quando ha scritto un poema per il nuovo anno al personale del CEFC, in stile tradizionale cinese. “Prendi la pesante responsabilità di Belt and Road, lavora più duramente per fare nuove mosse”, ha esortato loro.

Conglomerati cinesi come la compagnia di assicurazione Anbang e il gruppo HNA hanno fatto spese folli all’estero nel 2015 e nel 2016. Una serie di acquisizioni di alto profilo nel settore immobiliare e dell’intrattenimento hanno portato le società alle accuse di frode e appropriazione indebita di fondi.

“Anbang è stata probabilmente inibita pubblicamente per dare l’esempio agli altri di fare un passo indietro”, ha detto Adams Lee, un avvocato specializzato in commercio internazionale presso Harris Bricken. Ipotizzando che il caso potesse non rimanere isolato, ma ne sarebbero seguiti altri.

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