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Auto e motori: Perché la fusione con Psa farà bene agli affari di Fiat in Cina? Maserati approda alla CIIE

01/11/2019

La fusione con Psa potrà offrire al gruppo torinese un maggiore sbocco sul mercato cinese. Intanto Maserati abbaglia Shanghai e Fra prova a sfruttare la spinta di Dongfang

Se Iveco è leader del mercato anche in Cina nei veicoli industriali, per quanto riguarda il comparto delle autovetture, Fiat e Peugeot, nonostante le joint venture con partner locali, sono ancora indietro rispetto alle concorrenti tedesche e nipponiche. Per quanto riguarda il Lingotto buone le performance di Maserati e Ferrari, che si confermano come portabandiera del Made in Italy  dei motori. Non solo, Maserati parteciperà alla prossima Fiera internazionale dell’import (CIIE) in programma a Shanghai.

Il brand automobilistico di fascia alta del Lingotto avrà uno stand proprio nell’ambito della seconda edizione dell’appuntamento, in programma dal 5 novembre, pensato per aprire il mercato cinese ai marchi globali e ai prodotti esteri. Per Maserati la Repubblica Popolare è il secondo mercato di sbocco dopo quello del Nord America. Dalle 65 vetture vendute nel 2005 è passato alle quasi 8mila dello scorso anno, grazie anche al successo del modello Levante, particolarmente apprezzato all’ultimo salone di Shanghai, lo scorso aprile.

 

La presenza tra i consumatori cinesi dei marchi italiani è limitata al segmento lusso. Ferrari domina le vendite. Più 72% le vendite nell’ultimo semestre a un prezzo medio superiore a 360 mila euro.

 

Come sappiamo, la fiera prenderà mentre Fca sta celebrando l’unione con Psa Peugeot Citroen. La joint venture darà vita al quarto produttore mondiale di auto. Perché queste nozze potranno fare bene alla casa italiana? Peugeot porterà infatti in dote la sua presenza nel mercato cinese con il 12% dell’azionariato della casa transalpina del gruppo cinese Dongfeng. Stessa percentuale dello stato francese.

Rimangono comunque alcune sfide da affrontare sia per Fiat che per Psa. Nei  primi nove mesi dell’anno le vendite della joint-venture tra Fca e il Gac sono crollate a poco più di 52mila unità. Il Lingotto, con una quota di mercato attorno all’0,8% può comunque contare sull’effetto traino di Jeep. Non è andata meglio alla joint venture Dongfeng Psa, altra forma di collaborazione sull’asse franco-cinese, che nello stesso periodo ha visto dimezzarsi il numero di vetture a poco più di 91mila.

Secondo il quotidiano economico cinese Yicai,  anche Chang’an aveva annunciato l’intenzione di vendere la quota al 50% della partnership con Peugeot. Le motivazioni sono da ricercare nella fallimentare esperienza commerciale della jv che nei primi nove mesi  ha venduto appena 2.000 veicoli. Infine già nel 2017, quando era da tre anni socio di Psa, Dongfeng aveva annunciato una nuova joint-venture con Renault-Nissan al fine di sviluppare e vendere veicoli elettrici nel Paese asiatico.

 

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