Chengdu nuova capitale del tech cinese?

23/10/2018

Perseguendo il piano di sviluppo “Made in China 2025”, la città dei panda sta scalando le classifiche dei poli high-tech della Cina. Non solo mercato del lusso, ma Chengdu si prospetta a diventare un hub importante nel settore dell’intelligenza artificiale, ecco come

 

Girando per gli stand della 17° edizione della West China International Fair (WCIF) svoltasi di recente a Chengdu, ci si è ritrovati ad essere immersi in un film di fantascienza. Ad essere esposta era la quintessenza della ricerca degli ingegneri della Repubblica Popolare in fatto di AI, high-tech e molto altro.

Come ad esempio un drone utilizzato, in via sperimentale, dai vigili del fuoco del Dragone. Questo speciale mezzo pilotato da remoto, grazie a telecamere intelligenti, non solo è capace di analizzare in diretta le immagini ad altissima definizione, ma può  anche elaborare un piano operativo su come spegnere un incendio o salvare dei civili intrappolati.

Dopo decenni di sforzi per diventare un centro tecnologico, Chengdu, capitale provinciale del Sichuan e sita nell’entroterra occidentale della Cina, ha attribuito grande importanza allo sviluppo scientifico e tecnologico, creando una zona di sviluppo industriale ad alta tecnologia (CDHT) per attirare talenti e imprese globali.

 

“Il nucleo del moderno sviluppo globale sta nelle tecnologie avanzate e nella scienza. Le autorità locali di Chengdu hanno fornito supporto alle startup tecnologiche, aiutandoci a prendere l’iniziativa sia nella ricerca scientifica che nell’industria tecnologica” ha dichiarato Wu Jiemin, presidente di Vision-Zenith, una compagnia locale di IA.

 

L’ambizione tecnologica della regione ha dato i suoi frutti. Secondo le statistiche, durante i 5 giorni della WCIF, nella provincia del Sichuan, sono stati firmati contratti di investimento per 106 miliardi di dollari, con un aumento del 12% rispetto all’anno precedente, mentre oltre 60.000 imprenditori di 90 paesi e le regioni hanno visitato il polo tecnologico emergente.

Nonostante la città dei panda sia ancora lontana dal primato di hub tecnologici quali Pechino o Shenzhen, il suo settore nell’high-tech ha visto un’esplosione vertiginosa di investimenti negli ultimi anni. Apripista della corsa tecnologica del capoluogo del Sichuan è il  Chengdu Hi-tech Industrial Development Zone (CHIDZ), fondato nel 1988, oggi occupa la quarta posizione a livello nazionale in fatto di investimenti e brevetti.

 

 

©人民网, Chengdu Hi-tech Industrial Development Zone (CHIDZ)

 

Sebbene la città abbia destinato, se confrontata con altre metropoli cinesi, solo una “minima” parte del proprio PIL cittadino agli investimenti nell’alta tecnologia, questo non ha compromesso la crescita del CHIDZ che, attualmente, è il quarto polo cinese nel settore dell’IT.

Pochi sanno, ma molti degli iPad che utilizziamo vengono prodotti qua, così come anche i chip e microchip della maggior parte dei laptop in commercio. Chengdu è ora pronta a fare un salto qualitativo con le aziende cento per cento cinesi.

Un esempio su tutti è la AOSSCI Technology, azienda leader nella progettazione e produzione di droni basata sul CDHT. Fondata nel 2015, la ditta utilizza l’innovazione come componente principale della propria competitività, ed ultimamente ha esteso la propria attività in più settori, compresi i big data e il settore dei software.

 

©人民网, drone disegnato dalla AOSSCI Technology

 

 

“A differenza delle altre compagnie nel settore UAV, che si concentrano principalmente sui droni stessi, la nostra azienda ha sviluppato diversi sistemi e software aerei senza pilota, piattaforme di volo, postazioni di controllo a terra e altri sottosistemi chiave, stabilendo una catena industriale per UAV “, Ha detto Liu Yang, COO della compagnia.

“Abbiamo ridefinito l’industria UAV, collegando in modo innovativo i droni con l’analisi dei dati e le tecnologie di trasformazione delle informazioni, una grande combinazione che può migliorare le capacità dei droni”, ha aggiunto Liu.

 

Non solo supporto domestico, il Chengdu Hi-tech Industrial Development Zone sta spingendo l’internazionalizzazione del capoluogo del Sichuan grazie a collaborazioni con laboratori negli States, Israele e in Francia.

 

Grazie all’innovazione della società, i droni AOSSCI sono ora ampiamente utilizzati in settori quali le indagini di polizia e le operazioni di soccorso in caso di calamità. Nel 2017, quando un terremoto di magnitudo 7.0 ha scosso e distrutto Jiuzhaigou – una delle valli naturali più belle della Cina non molto lontana da Chengdu – Liu ha inviato una flotta di droni nell’area colpita, raccogliendo dati e informazioni preziosi, utilizzati poi anche dalle forze di primo soccorso.

Tuttavia, l’innovazione non è il segreto del successo solo per la compagnia di Liu. Fondata nel 2009, Vision-Zenith è salita sul carro dell’IA, creando “dei sistemi visivi” e “cervelli” per i robot. “Stiamo attualmente sviluppando un sistema di visione per i nostri robot, aiutandoli a ‘vedere’ le cose, piuttosto che ricevere semplicemente ordini dagli umani. Abbiamo anche sviluppato diversi algoritmi, insegnando robot ad analizzare le immagini che vedono “, ha detto Wu Jiemin, numero uno dell’azienda.

Tutti successi che senza la creazione della Chengdu Hi-tech Industrial Development Zone non sarebbero stati possibili raggiungere. Il polo tecnologico ha infatti non solo promosso il settore in patria, ma anche spinto l’internazionalizzazione della stessa città di Chengdu.

Infatti oltre al supporto domestico, la zona high-tech ha anche stabilito 13 basi di talenti all’estero in paesi tra cui Canada e Stati Uniti, rafforzando la cooperazione con centri di innovazione globale come Silicon Valley negli Stati Uniti, Tel Aviv in Israele e Sophia Antipolis in Francia .

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