Cina: al varo una nuova legge per il cross-border e-commerce

28/11/2018

Il Consiglio di Stato cinese è pronto ad aggiornare la lista dei prodotti che potranno essere importati tramite acquisti online. Una buona notizia anche per il Made in Italy

 

Come rilanciato dai media di stato cinesi, Pechino modificherà la sua politica circa il cross-border e-commerce, aggiornando la lista dei prodotti che potranno essere acquistabili online. Questa comprenderà categorie merceologiche quali prodotti alimentari, beauty e health care, ma anche tecnologia. La novità è che il numero delle merci ammesse sarà più ampio.

Oltre 1300 le voci aggiunte. Come diramato dal Consiglio di Stato, l’iniziativa del governo cinese, che sarà ufficializzata a partire da gennaio 2019, vira a favore dei consumatori del Dragone e alla loro richiesta di acquistare nuovi prodotti. Meglio se stranieri.

 

©123rf. Il porto di Yangshan è uno dei più trafficati e grandi al mondo per volume di container che qui vengono smistati ogni giorno.

 

La linea della leadership è quella di approfondire le politiche di regolamentazione circa il cross-border e-commerce al dettaglio, tant’è che il Consiglio di Stato ha affermato che questa politica di apertura sarà estesa a ben 22 città, dalle 15 iniziali.

Ma le novità non si fermano solo all’aumento della gamma dei prodotti. La nuova legge riguarderà anche l’incremento del limite di spesa che ogni consumatore potrà fare su ogni singola transazione. Dai 2.000 yuan di adesso – circa 255 euro – sarà aumentato a 5.000 yuan, circa 635 euro.  Con un limite annuo di transazioni fissato a 26.000 yuan, 3.300 euro.

 

Non è la prima volta che il Consiglio di Stato interviene in materia. Già nel 2016 e 2017 Pechino rimodula la legge sul cross-border e-commerce, tendendo la mano al consumatore. 

 

Secondo Cao Lei, Direttore del China’s E-Commerce Research Center, la nuova normativa “soddisferà una maggiore domanda di prodotti esteri economicamente vantaggiosi nel contesto degli aggiornamenti dei consumi interni”. Secondo il ricercatore “l’innalzamento dei limiti di spesa, nonché l’inserimento di nuove categorie, darà nuova linfa ad un settore in continua espansione”.

Al tempo stesso “l’e-commerce, ma il commercio al dettaglio online in generale, si svilupperà in maniera ulteriore non solo nei mercati di fascia alta, ma soprattuto nei mercati di media fascia, vale a dire nelle second e third tier” ha affermato Cao.

 

Perché città di cui non abbiamo mai sentito parlare guideranno la crescita economica della Cina? Le lower-tier hanno fame di prodotti stranieri.

 

Bisogna prendere coscienza che le città di seconda e terza fascia saranno oramai i pilastri dell’economia cinese di domani. A sostegno di tutto non solo la BRI, ma anche il progetto “Made in China 2025”. Il Dragone oramai non è solo un mercato appetibile, bensì una realtà aziendale matura con cui collaborare anche fuori dalle grandi first-tier. Ed il cross-border e-commerce potrebbe essere la testa di ponte ad unire i nostri rispettivi mercati. 

 

©123rf. Shaanxi, Xian. Second-tier come Xian, Nanchino, Jinan e molte altre guideranno i consumi della Cina di domani.

 

Liu Peng, direttore generale di Tmall Global, ha dichiarato che l’annuncio del Consiglio di Stato è stato  un ottimo segnale per l’intero settore del commercio digitale. “Negli ultimi quattro anni, Tmall Global ha introdotto 19.000 marchi d’oltremare in Cina da 75 paesi che coprono 3.900 tipi di prodotti, e oltre l’80% di essi è entrato in Cina per la prima volta”, ha affermato Liu.

I dati degli analisti di Stato cinesi, hanno mostrato che nel 2017 le importazioni al dettaglio relative al commercio elettronico transfrontaliero hanno raggiunto i 56,6 miliardi di yuan – 7,5 miliardi di euro – in aumento del 75,5% rispetto all’anno precedente.

 

Da gennaio a ottobre del 2018, la cifra era di 67,2 miliardi di yuan – 8,5 miliardi di euro – in aumento del 53,7% su base annua.

 

I consumatori cinesi sono sempre più per l’e-shopping in tutto il mondo. Secondo uno studio pubblicato il 31 luglio dall’agenzia di marketing e consulenza Westwin, il 67% dei consumatori cinesi hanno comprato online prodotti stranieri. Una cifra in netto aumento rispetto al 34% dell’anno precedente.

In media, i consumatori abitudinari nell’universo del cross-border e-commerce hanno ordinato più di una volta al mese dall’estero. Questa crescente domanda di articoli dall’estero ha portato il paese a importare una cifra record in merci.

Sempre parlando di cross-border e-commerce, l’anno scorso il 53% dei consumatori ha speso più di 10.000 yuan – 1.270 euro – e il 15% di essi ha speso oltre 20.000 yuan – 2.540 euro – negli ultimi 12 mesi.

In particolare, i consumatori di sesso femminile e quelli con figli mostrano una maggiore frequenza di acquisto e spesa rispetto ad altri. Nell’universo delle piattaforme e-commerce, Tmall e JD occupano le prime posizioni, mentre i nuovi portali di “social-commerce” come Redbook o Vipshop sono in continua crescita. 

 

Ma gran parte della crescita non dipende solo dall’aumento dell’offerta, ma soprattutto dalle garanzie di qualità.

 

Come molti consumatori hanno sottolineato “l’autenticazione della garanzia di qualità” è stato il fattore principale che ha determinato la scelta dei consumatori a comprare online. Oramai per legge chiunque voglia vendere nell’universo digitale cinese, deve esibire sigilli e certificati di qualità, il che ha fatto aumentare il rapporto di fiducia tra utente e piattaforma.

È stato sottolineato che accelerare la crescita dell’e-commerce internazionale è una misura importante per incentivare le importazioni e le esportazioni, rispondere meglio alle esigenze dei consumatori ed aumentare così lo sviluppo sia interno che esterno alla Cina.

 

©123rf. In Cina comprare qualcosa comodamente da casa tramite un click è oramai la normalità. Tutto si paga tramite WeChat Pay o Alipay.

 

Dal 2015 il Consiglio di Stato ha approvato la creazione di zone di libero scambio per l’e-commerce in città come Hangzhou e in altre 13 zone: il risultato è stato una crescita impressionante della crescita delle vendite transfrontaliere per due anni consecutivi.

Lo sdoganamento e la logistica sono temi chiave di queste riforme, con l’obiettivo di creare un approccio standard e condiviso ai mercati globali, favorendo così l’innovazione aziendale e l’aggiornamento del settore.

 

Con questa mossa, il paese continua a promuovere l’apertura verso il mondo imprenditoriale esterno, insieme alla trasformazione e al miglioramento delle politiche del commercio estero.

 

L’ultima riunione del Consiglio di Stato ha evidenziato una serie di operazioni chiave che risentiranno positivamente della creazione di zone di libero scambio. A beneficiarne saranno la logistica, deposito e sdoganamento. L’obiettivo è quello di semplificare ulteriormente l’intero processo: esame e approvazione, integrazione dello sdoganamento, condivisione delle informazioni, una supervisione più tollerante, ma prudente ed efficace.

Ciò aumenterà l’importazione di prodotti competitivi esteri da un lato e incoraggerà le imprese cinesi ad accelerare la costruzione di magazzini all’estero e l’istituzione di un’efficace rete di marketing globale dall’altro.

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