Cina che assaggi, vino che bevi !

26/11/2018

Cresce il consumo del vino in Cina ed aumenta la conoscenza del prodotto tra il pubblico. Ma vendere vino nel Dragone è davvero così semplice?

 


Dolce & Gabbana lo hanno imparato a loro spese. Andare in Cina e vendere tout court prodotti al pubblico del Dragone senza conoscere il background socio-culturale del mercato di riferimento, può avere un effetto boomerang sulle performance di vendita.

Questo vale per ogni genere di prodotto dall’abbigliamento agli alimenti, vino incluso. L’Italia è uno dei maggiori produttori di vino al mondo, ma nel Dragone è solo il fanalino di coda nelle vendite, nonostante le potenzialità.

 

Negli ultimi anni il trend delle vendite di vino in Cina sono aumentate, ma Cina che mangi, sapore che trovi. Bisogna prendere in considerazione le tradizioni culinarie del Dragone.

 

Per vendere in Cina non basta solamente mettere una bottiglia sullo scaffale. Bisogna sicuramente agire su due livelli. Un primo rivolto verso il consumatore, al fine di creare un brand-awareness intorno al prodotto ed istruire il cliente circa la bontà e qualità del prodotto.

 

©123.rf. Esiste solo una Cina a tavola? Assolutamente no, tante e diverse tra loro, sono le scuole culinarie nel Dragone.

 

Dall’altra agire sulle ditte importatrici per comprendere meglio usi e costumi alimentari dei cinesi. Questo perché, quando parliamo di Cina in tavola, parliamo di più di qualche generico piatto nazionale.

Il Dragone è un paese la cui vastità geografica è continentale. Questo ha comportato non solo la nascita di dialetti differenti, ma anche la comparsa di tradizioni culinarie profondamente radicate nella popolazione locale e altamente diverse da zona a zona.

 

Un abitante di Chengdu avrà una sensibilità gustativa diversa rispetto a chi viene da Shanghai o Canton. In questo caso conoscere le “8 scuole” di cucina è fondamentale.

 

Quando la Cina entra in cucina, sul piatto vengono portate otto grandi scuole tradizionali che riassumono, in larga parte, l’universo culinario del Dragone.  Partendo dal Guangdong, abbiamo la cucina cantonese, conosciuta anche come Yue, che tende ad essere dolce e favorisce la cottura brasata o stufata.

 

©123rf. Forte e aromatico, il pepe del Sichuan è una costante nei piatti di questa Provincia.

 

Nel Sichuan abbiamo la speziata cucina Chuan, molto piccante come quella Xiang, dello Hunan. Sulla costa orientale assaporiamo la tradizione Min, Fujian, leggera ed agrodolce che unisce ingredienti di montagna e mare. Proseguendo verso nord arriviamo nello Zhejiang e Jiangsu con le tradizioni Zhe e Su. Virando al centro si arriva nello Anhui e la cucina “medica” della tradizione Hui ed infine la scuola Lu nello Shandong, cucina dai gusti decisi, salati e croccanti.  

 

Un sommelier occidentale saprebbe abbinare comodamente ad un piatto tipico francese, italiano o spagnolo un vino. Ma in Cina?

 

Una risposta viene dall’esperto Wang Shu Tai  che sul International Journal of Gastronomy and Food Science, ha cercato di rispondere al quesito. Anche se sotto una sola bandiera, in Cina convivono diverse realtà culinarie, che vanno ad influire sul gusto del consumatore. Come scrive Wang “una cucina forte, speziata e decisa come quella del Sichuan il cliente preferirà note affumicate, che ben si accompagnano ai gusti piccanti”.

 

©123rf. Vini rossi, non sapidi e fruttati, questa la tendenza generale del mercato cinese, ma i gusti variano da zona a zona.

 

Con uno stile di cottura più delicato “come la tradizione cantonese, si avranno palati più sensibili a vini decisi, asciutti e sapidi, al contrario, dato l’alto livello di sapidità della cucina dello Shandong, i bevitori di quell’area geografica saranno più tolleranti nel gustare un vino tannico”, ha affermato Wang.

Quale vino versare quindi? Anche in Cina questa bevanda ha “una forte funzione di aggregante sociale” sostiene Wang, tuttavia vendere nel Dragone non è così semplice come possa sembrare, fermo restando che il vino più bevuto, anche per questioni culturali, è quello rosso.

Se generalmente i cinesi non amano vini troppo asciutti, ma prediligono gusti aromatici e fruttati, all’interno della galassia gustativa cinese, fondamentale è anche tenere bene a mente quelle tradizioni culinarie locali, che potranno fare la differenza sulla scelta di questo o quell’altro vino. Chi dice che un buon bicchiere di Cannonau sardo non lo si può abbinare ad un fragrante mapo doufu, alfiere della cucina del Sichuan? 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *