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Cina, il futuro dell’e-commerce è il lusso di seconda mano

14/10/2019

 

A confermare la tendenza è Liu Bo, direttore generale di TusStar Venture

 

 

Il settore cinese dei beni di lusso ha ricevuto un flusso costante di investimenti negli ultimi anni. TusStar è uno degli investitori di capitale che versa denaro nel settore, fungendo da principale investitore per l’operatore di fascia alta dell’usato Ponhu-Luxury.

Costruire una piattaforma offline integrata per lusso di seconda mano è ciò di cui il mercato avrà bisogno in futuro, ha dichiarato a TechNode il direttore generale di TusStar Venture, Liu Bo.

In Giappone, il tasso di penetrazione per i beni di lusso usati ha raggiunto un rapporto di 1:1, il che significa che ogni volta che viene acquistata una nuova borsa, una vecchia verrà rivenduta. In Cina viene venduto solo il 3% delle merci. Fondamentalmente, nessuno ha acquistato lussi di seconda mano“, ha detto Liu.

 

 

TusStar investe in start-up ad alta tecnologia ed alta crescita

 

 

Liu prevede una crescita nel mercato per la vendita di prodotti usati di alta gamma in Cina. “Bisogna pensare che un giorno, se una recessione economica colpisse la Cina, i lussi di seconda mano manterrebbero il loro valore come è accaduto in Giappone in passato. Le culture dell’Asia orientale sono simili. Vediamo promettenti punti di crescita nel settore del lusso di seconda mano in Cina“.

Nel suo ruolo attuale, Liu tiene d’occhio le opportunità di investimento in TMT, risparmio energetico e ambiente, nonché la nuova economia e i nuovi servizi.

TusStar, del resto, investe in start-up ad alta tecnologia ed alta crescita, concentrandosi principalmente su TMT, internet mobile, cleantech, nuovo materiale, assistenza sanitaria, produzione avanzata, istruzione, hardware intelligente e area di consumo. L’azienda, a conferma di ciò, ha siglato accordi con oltre 300 startup e finora ha investito oltre 2 miliardi di RMB.

 

 

Ma la Cina, nonostante forti passi in avanti, sembra apprezzare maggiormente il commercio offline

 

 

Alcuni sostengono che la digitalizzazione sia il principale motore che alimenta le vendite di lusso in Cina, ma Liu sostiene che la vera “battaglia” si sviluppi offline. “Solo alcuni utenti potrebbero prendere in considerazione l’acquisto di lussi online. La maggior parte dei clienti, infatti, si preoccupa poco dello sconto, mirando più a marchi e qualità“.

Secondo un rapporto pubblicato da Bain Analysis nel 2019, anche se le vendite di lusso online hanno superato il mercato globale nel 2018, la penetrazione online in altre categorie di lusso rimane molto bassa, ad eccezione dei cosmetici.

Ci sono ancora molte opportunità per costruire piattaforme in questo settore“, ha detto Liu. “Ma non è il tipo di piattaforma di e-commerce su Internet di cui le persone parlano oggi, bensì una piattaforma offline che unisce tutti i nodi chiave dell’intera catena commerciale”.

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