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Cina, politiche economiche preferenziali per IC e software

11/05/2019

Maggiore apertura per il settore hi-tech anche ad investimenti stranieri. Intanto Pechino promette sgravi fiscali per i suoi pupilli ad alta tecnologia

 

Nonostante le schermaglie commerciali con gli Stati Uniti, Pechino prova a difendere il suo “New Made in China” varando un pacchetto di sgravi fiscali e tassazione agevolata per il settore hi-tech. Il Consiglio di Stato cinese, come deciso nella “Doppia Sessione” di marzo, ha deciso di continuare ad attuare delle politiche preferenziali per ciò che riguarda le imposte sul reddito per società che producono circuiti integrati (IC) e software.

Il paese, in questo modo, attirerà anche maggiori investimenti dall’estero per partecipare e promuovere lo sviluppo dei due settori. Il tutto è stato reso pubblico dopo una riunione esecutiva del Consiglio di Stato, presieduta dal premier Li Keqiang.

 

Le autorità mirano anche al miglioramento delle politiche di supporto ed una maggiore apertura agli investimenti stranieri.

 

La Cina continuerà a implementare le politiche di riduzione delle imposte e di esenzione per entrambi i settori a partire dal calcolo delle tasse e dalla raccolta per il 2018. Nel frattempo, le autorità dovrebbero concentrarsi sul miglioramento delle politiche di supporto per promuovere ulteriormente lo sviluppo delle industrie di circuiti integrati e software ad un livello più alto.

A beneficiarne saranno non solo le aziende di base nelle tradizionali Silicon Valley cinesi, ovvero Shenzhen, Hangzhou e Pechino, ma anche quelle startup di nuova creazione nate nei nuovi hub R&D cinesi come Chengdu, Xian o Changsha. Il tutto mirato a continuare la lunga marcia del tech “Made in China”.

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