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Cina – UE, una relazione complessa, ma necessaria per entrambe le parti

25/06/2020

Aumenta l’interscambio Cina – Europa, ma ancora distante l’intesa sugli investimenti. Pechino fa aperture, mentre Bruxelles preme per chiudere entro l’anno, ma intanto gli europei investono nel Dragone

Cina e Unione Europea saranno presto nella posizione di firmare un accordo sulle indicazioni geografiche che garantisce un alto livello di protezione per i nostri produttori. Questo quanto è emerso dalla lunga sessione del 22esimo vertice bilaterale UE-Cina avvenuto interamente online lunedì scorso. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e il presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, accompagnati dall’alto rappresentante europeo per la Politica Estera, Josep Borrell, hanno partecipato al summit con il primo ministro cinese Li Keqiang e al successivo scambio con il presidente cinese Xi Jinping. Si è trattato del primo incontro formale tra l’establishment cinese ed i nuovi leader leader dell’Unione, nonché dello scambio istituzionale di più alto livello tra Cina e UE mai avvenuto dopo lo scoppio dell’epidemia di Covid-19.

Come ha sottolineato il presidente Xi, “non esiste un conflitto di interessi fondamentale tra la Cina e l’UE, la cooperazione è molto più grande della concorrenza e il consenso è molto più grande delle divergenze”. Tuttavia Pechino e Bruxelles continuano ad avere “un commercio e relazioni di investimento sbilanciate”, ma segnali di apertura sembrano essere giunti da ambo le parti

Le relazioni Ue-Cina si sono evolute negli ultimi anni, tanto che l’interdipendenza economica è cresciuta a tal punto che Pechino e Bruxelles devono oramai lavorare insieme sulle sfide globali, come la lotta al riscaldamento climatico, lo sviluppo sostenibile e la gestione del Covid-19. “Cooperare con la Cina è sia un’opportunità che una necessità”, ha dichiarato Charles Michel

Ma in termini di dati, quanto il commercio bilaterale sta diventando importante per entrambe le economie regionali?  Sicuramente il Vecchio Continente ed il Dragone godono di una delle relazioni commerciali più dinamiche e grandi, in termini di volume, al mondo. I loro scambi commerciali e di investimento sono diventati un motore economico fondamentale. Ecco perché nell’Agenda strategica di cooperazione UE-Cina 2020, l’Unione europea ha sottolineato l’importanza del dialogo economico e commerciale annuale ad alto livello come forum per la pianificazione e la guida dello sviluppo delle relazioni economiche e commerciali UE-Cina, nonché ha sottolineato la centralità di decisioni strategiche su importanti questioni commerciali, di investimento ed economiche.

Nonostante le tensioni Pechino-Washington ed il diffondersi della pandemia di COVID-19 abbiano gettato un clima di incertezza a livello globale, il dialogo economico Cina – UE non solo non si è fermato, ma è proseguito spedito. Dati alla mano, il traffico merci su rotaia tra Europa e Cina lungo la nuova Via della Seta, è ripreso di oltre il 90%. Alla fine di febbraio, ben 1132 treni avevano funzionato tra la Cina e l’Europa dall’inizio dell’anno. La leadership cinese sa quanto l’export con l’Europa sia importante per le sue aziende, ragion per cui, sebbene senza alcuna dichiarazione diretta, Pechino sembra pronta a delle aperture. L’agenzia di Stato Xinhua ha scritto infatti che “Cina e Ue si sono impegnate a concludere sugli investimenti entro la fine del 2020”, ma sicuramente la strada è ancora tutta in salita.  

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