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Dalingjia si espande nel mercato offline: un primo match point nella partita della “Beauty Economy”

04/10/2017

Dalingjia, catena fondata nel 2014 con lo scopo di fornire alle donne cinesi prodotti internazionali di qualità, ha creato un suo franchising offline. Per il marchio dedicarsi a questo tipo di mercato femminile offline non è un cambiamento, ma un miglioramento verso la cosiddetta“Beauty Economy”.

Nell’Aprile del 2016 il Governo cinese ha rilasciato “L’avviso sulla politica fiscale per l’importazione al dettaglio del cross border e-commerce”. La riforma strutturale ha avuto lo scopo di legalizzare e normalizzare le attività del cross border e-commerce, ma nella realtà ha comportato un aumento dei costi per le aziende del settore, andando ad eliminare i vantaggi dati dalla differenza sulle imposte, rendendo il settore sempre più impervio, ma competitivo. Jumei.com ha investito nello shared chariging ed ha aperto una società per la produzione di audiovisivi, mentre Mia.com ha deciso di espandersi nel mondo dei parchi divertimento per bambini. Dopo la trasformazione di queste due grandi piattaforme, l’approfondimento del mercato femminile scelto da Dalingjia, potrebbe essere un esempio per l’intero settore del commercio online ed i suoi player.

 

Questo è un periodo non semplice per i capitani d’industria, ma Dalingjia in soli dodici mesi ha fatto due investimenti da 700 milioni di yuan grazie alla sua capacità gestionale dei fornitori e la profonda conoscenza del pubblico di riferimento.

La linea di fornitura dell’azienda viaggia su due binari paralleli, un primo incentrato su una catena di distribuzione indipendente interna ed un secondo formato da più di 300 brand esteri con cui Dalingjia ha stipulato accordi per diverse categorie di prodotti. Inoltre l’autonomia di gestione è fondamentale per il successo dell’azienda, poiché questo sistema non solo consente una veloce risposta lungo la catena di stoccaggio, ma anche nella fase finale di accumulo del prodotto ha mostrato grandi capacità.

La segmentazione del mercato spinge le aziende a concentrarsi su una parte di esso per raggiungere i consumatori e ottimizzare i profitti. Quasi tutte le piattaforme come Jumei.com o Vip.com si sono concentrate sui consumatori di sesso femminile. La grande spinta è arrivata dal sesto censimento in cui è emerso come donne le rappresentano il 48% della popolazione cinese con un forte potere d’acquisto. È stato inoltre evidenziato che i consumi delle donne fra i 20 ed i 50 anni influiscono del 21% su tutti i consumi nazionali. Madri, mogli, figlie e casalinghe hanno portato alla formazione di un consumo con caratteristiche e psicologie indipendenti. Dalingjia è riuscita a catturarle e farle diventare il proprio punto di riferimento. La sua politica aziendale incentrata sul comprendere, capire e soddisfare i bisogni delle donne si è rivelata fondamentale per riuscire a fornire l’esperienza di cui tutte loro hanno bisogno. Con questa politica si è andata a costruire una base solida nonché una migliorata interazione tra online ed offline. Si prevede che entro il 2019 la dimensione del mercato “beauty femminile” raggiungerà i 4,5 miliardi con una crescita anche dei consumi, che Dalingjia abbia messo a segno un primo match point?

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