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Dalla Cina agli Stati Uniti, come Douyin sta conquistando i giovani

18/12/2018

Con 500 milioni di utenti in tutto il mondo Douyin è l’app del momento. “Ma davvero è una app cinese?” si chiedono gli utenti occidentali. Ed ora Facebook copia nuovamente lanciando la sua video-app sulla falsariga del prodotto di ByteDance

 

Video veloci, divertenti a volte ironici. Questa è Douyin, 抖 音 – TikTok per il mercato occidentale – la video-app di Bytedance che non solo ha conquistato il Dragone, ma adesso è divenuto un trend anche in Occidente. L’ascesa di una delle app più popolari del momento ha dell’incredibile, ma non deve sorprendere.

Oramai il Dragone esporta le sue mode tecnologiche ed i big-tech occidentali sembrano copiare quanto avviene in Cina. Ma cosa si nasconde dietro al successo di un’app che conta oramai mezzo miliardo di utenti a livello globale?

Douyin ha già superato i 500 milioni di utenti attivi ogni mese in 150 paesi e 150 milioni di utenti attivi ogni giorno in Cina.

 

Douyin fa parte della galassia ByteDance, start-up con sede a Pechino fondata da Zhang Yiming. ByteDance suonerà sconosciutiuta ai più, ma questa è meglio conosciuta in Cina per avere creato la piattaforma di notizie Toutiao, terzo portale cinese nel settore mediatico dopo CCTV e ed il gigante Yicai. ByteDance, cavalcando l’onda della diffusione del video-blogging ha deciso nel 2016 di lanciare Douyin, precedentemente chiamata A.me.

Di lì la corsa mondiale della video-app è stata inarrestabile. Tra i segreti del successo il suo format. Douyin permette infatti di creare brevi video di 15 secondi, ma le opzioni da  utilizzare nel montaggio sono pressoché infinite. Attualmente TikTok si è classificato rapidamente tra le app gratuite più scaricate al mondo, con oltre 104 milioni di download, 500 milioni di utenti iscritti, di cui 150 solo in Cina, ma il numero è in continua ascesa.

 

Sebbene Douyin sia stata sviluppata in soli 200 giorni, in un solo anno ha raggiunto 100 milioni di utenti con oltre 1 miliardo di video visti ogni giorno. Il primo video social network?

 

Ma ciò che gli utenti più amano di Douyin è la sua facilità d’uso e versatilità. L’utente può cercare video con parole chiave o lasciare che l’algoritmo scelga quelli che meglio si adattano ai suoi gusti. Mentre l’user passa da un video all’altro, è possibile lasciare like e commenti. Questa la novità che rende questa app un vero social network.

 

Douyin and TikTok - social share integration - cifnews

 

Come molti altri social network, Douyin  consente agli utenti di caricare i propri video di 15 secondi tramite registrazione diretta, trasmissione o video registrati in precedenza, ma aggiunge un po ‘di divertimento grazie alla sua ampia galleria di effetti divertenti e alla possibilità di sincronizzarli su una base musicale . Anche l’interfaccia “swipe”, assai diverso rispetto alla “staticità” dei concorrenti che chiedevano di cliccare sui video,  ha contribuito al successo dell’app.

 

Tuttavia, ByteDance non è stata l’unica azienda a scommettere su contenuti video in Cina, altri colossi hanno già investito nel settore, ma con discreto successo.

 

Nel 2012, Weibo ha lanciato Miaopai, 秒拍, che tuttavia non ha raggiunto il successo sperato. Cinque anni dopo, Tencent ha tentato anche di investire nel mercato delle video app prima con Kuaishou, 快手, che ha raggiunto i 100 milioni di utenti attivi ogni giorno, e poi riesumando Weishi, una app il cui cammino è stato segnato da alti e bassi.

Nello stesso anno, Baidu si è buttato nella mischia lanciando  Haokan Shepin, 好看视频 che ora è 27 tra le app gratuite scaricate. Tuttavia, nonostante il successo locale, questi concorrenti non sono riusciti ad attraversare i confini cinesi come TikTok. Un grande contributo alla crescita della popolarità di Douyin è dato da Key Opinion Leaders e i marchi internazionali i quali hanno colto al volo le opportunità offerte dalla video app.

 

Douyin and TikTok - Yang Mi and Mark Chao - michael kors - cifnews

 

Ad esempio Michael Kors è stato il primo brand internazionale a collaborare con Douyin per invitare i propri KOL agli eventi del marchio. In risposta migliaia di follower-influencer hanno promosso una “sfilata di hashtag” dove la passerella altro non è stata che la città, condividendo video personali di passeggiate o uscite con i prodotti di Michael Kors.

Risultato? Un successo di marketing per il brand americano con oltre 6 milioni di visualizzazioni in streaming, con le clip sono state trasmesse in streaming  oltre 5 milioni di volte.

Anche Adidas Neo – sub-brand di Adidas rivolto ad un pubblico più giovane – ha utilizzato la piattaforma per raggiungere un più largo target, pubblicando contenuti originali anche grazie alla collaborazione con celebrità locali.

 

Douyin ha ora stabilito una forte presenza internazionale, soprattutto negli Stati Uniti e in Giappone, ma in molti non sanno che l’app è cinese.

 

“Ma davvero è una app cinese?”, chiede sorpresa Yuko, giovane studentessa della Todai University di Tokyo. Una meraviglia che è diffusa. Gran parte degli utenti occidentali non sa che TikTok è in realtà un prodotto “Made in China”.

Nel mercato americano, Douyin è diventato gradualmente un successo, anche grazie a un meme ispirato a “Riverdale” dal titolo “Karma is a Bitch”. Il download mensile dell’app ha superato il numero di app come Facebook, Amazon e YouTube. Basti pensare che negli States Douyin ha registrato quasi 4 milioni di download nel solo mese di ottobre.

 

Douyin and TikTok - gackt - jpop - cifnews

 

Tuttavia ad aiutare nella corsa nel mercato a stelle e strisce, la chiusura di Vine, nota applicazione per i suoi video in loop di sei secondi, ha contribuito in maniera decisiva. Ecco quindi che gli utenti si sono  rapidamente spostati sulla piattaforme cinese, senza nemmeno sapere che provenisse dalla Repubblica Popolare.

Ora, anche Mark Zuckerberg cerca anche di raggiungere gli utenti orfani  di Vine. Di fatto, Facebook ha recentemente lanciato – e in sordina – la sua video app chiamata “Lasso” nel tentativo di replicare la popolarità di TikTok tra gli adolescenti. Con il Marketplace clone di WeChat Pay Facebook ha fallito, vediamo come se la caverà la nuova creatura del big-tech americano.

 

Mentre  gli Stati Uniti sono al primo posto nel download di app gratuite, il 30% dei download globali di TikTok proviene dal Giappone.

 

L’app cinese ha creato qui un nuovo ecosistema digitale grazie anche alla sua capacità di adattarsi al mercato locale offrendo un’ampia varietà di canzoni J-pop. Rispetto a quello americano, il Giappone è sempre stato uno dei mercati più importanti per gli sviluppatori di app cinesi, in quanto due delle prime dieci applicazione più scaricate sono in realtà del Dragone.Un esempio fra tutti il gioco d’azione di NetEase, Knives Out.

Ora è chiaro che Douyin non rappresenta più solo un social network per video-selfie musicali. L’app si è rivelata una straordinaria opportunità per qualsiasi marchio di presentare visivamente la propria personalità ed essenza. Sebbene gli utenti dei social network tendano solitamente a mostrare il lato “perfetto” si se stessi, come dichiarato Stefan Heinrich, responsabile del marketing globale di TikTok, “quello che fa apprezzare TikTok è che le persone mostrano il loro lato reale”. Ed è vero.

 

Che le video-app sia solo una moda passeggera? Sicuramente no. Secondo le statistiche, il mercato dei video brevi in ​​Cina dovrebbe raggiungere circa 14,08 miliardi  di dollari entro il 2020.

 

Sebbene sia ancora lontano dai giganti come Tencent o Alibaba, Douyin si sta avvicinando rapidamente alla vetta, chiudendo il 2018 con entrare record. ByteDance e la sua TikTok hanno tuttavia dovuto risolvere diverse questioni. La prima il boicottaggio da parte di Tencent.

Il gigante di Pony Ma ha infatti bannato e bloccato Douyin dal suo universo di applicazioni. Se volessimo condividere un video di TikTok su WeChat, questo non sarà possibile. In secondo luogo si è registrato  ha dovuto rispondere all’accusa di essere troppo avvincente dato che il 22% degli utenti lo utilizza più di un’ora al giorno come descritto da Zeng Hu, un project manager di Jinan, alla CNBC “In un giorno della settimana, spenderei anche tre ore a guardare questi brevi video di 15 secondi. Durante il fine settimana, posso guardare fino a cinque ore al giorno “.

ByteDance ha quindi preso la questione in mano, cercando di responsabilizzare gli utenti. Un esempio è stato l’impostare allarmi e blocchi di password ogni volta che l’app viene utilizzata per più di un’ora. Questo sembra aver funzionato, allontanando anche lo spettro di un controllo del Dipartimento di Propaganda circa l’accusa di “minare alla salute degli utenti”, come è inciampata di recente Tencent. Per ora Zhang Yiming, padre-padrone di TikTok si gode i frutti del successo della sua creatura pensando anche a piani di sviluppo futuri.

 

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