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Digital Days: Cifnews Global porta la Cina a Torino

13/02/2020

Mondo digitale e futuro. Guido Ghedin, CMO di Cifnews Global, punta i riflettori sulla Cina

 

La seconda giornata dei Digital Days si è aperta ieri con gli incontri di Guido Ghedin, capo dello sviluppo globale di Cifnews Global, e Veronica Ronchi, professoressa all’università di Milano. La giornata di ieri ha visto la Cina ed il mondo digital del Dragone come protagonisti. “Stiamo assistendo ad un cambiamento di direzione dei trend innovativi digital”, ha detto Ghedin nel suo intervento. “Prima erano le aziende occidentali a guidare l’innovazione, ora è indispensabile rivolgere lo sguardo alla Cina”.

Come sottolineato da Ghedin, “una volta i siti americani venivano copiati dalle controparti cinesi, ma adesso ci sono in campo due forze che si equivalgono e che impatteranno ugualmente nel mondo europeo. I due contesti sono diversi e complessi — continua —, ma saremo dipendenti da entrambi”. Come sappiamo in Cina tutto è connesso. E non è una sorpresa che il Dragone abbia inaugurato la prima cashless society al mondo: una società senza contanti dove tutti i pagamenti vengono fatti usando le piattaforme digitali.

 

“Se si visita una zona rurale della Cina, ad esempio, e si entra in un piccolo tempio, non è strano trovarsi un banchetto con sopra il codice Qr”, ha raccontato Ghedin. Senza contare che in piena emergenza coronavirus “esiste persino una app che individua le persone affette intorno a noi” ha affermato Ghedin. Si usa il digitale per agevolare ogni aspetto della vita e controllare ogni singolo fenomeno, fake news comprese. “Il 40% dei prodotti Amazon arrivano dalla Cina, che rappresenta il futuro del nostro pianeta. Non ci resta che seguirli”.

La giornata è poi proseguita con l’intervento della professoressa Ronchi, che ha illustrato l’evoluzione digitale dell’Africa subsahariana, una realtà “prima veniva ignorata, che oggi risulta di grande interesse. Due i fattori principali: l’aumento della popolazione e l’accesso alla tecnologia a basso costo. Il mercato interno è in espansione, così come il numero di persone che desiderano beni e servizi digitali”. Una realtà che ci ha fatto capire l’evoluzione digital di questa regione è Interswitch, una start up africana che permette di pagare tutto tramite smartphone. E le transazioni digitali sono già 300 milioni al mese. “I limiti di questa rivoluzione consistono nella scarsa liquidità, nella carenza di professionisti digitali e nelle infrastrutture, ma la strada è quella giusta”, ha concluso Veronica Ronchi.

 

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