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Dimentichiamoci il 5G, il prossimo hot trend del tech “Made in China” sarà la musica. Ora le app cinesi diventano internazionali

10/06/2019

Apple o Spotify? Nessuna delle due. Tencent domina l’industria dello streaming musicale online in Cina. Oggi le app di musica “Made in China” stanno diventando globali. Il prossimo obiettivo è l’Africa

 

Mentre tutti discutono a fondo sulla guerra commerciale tra Washington e Pechino o del “Grande Balzo” della Cina in materia di 5G e IA, c’è un diverso settore totalmente trascurato dagli highbrow tecnologici: l’intrattenimento, e nello specifico il mondo dello streaming musicale. Non è un azzardo ipotizzare che la prossima tendenza del tech cinese sarà proprio questo settore.

La Cina ama la musica. Quasi il 75% di una popolazione di 1,4 miliardi di persone ascolta musica regolarmente. Come sappiamo, alla fine degli anni ’90, l’industria musicale globale, in particolare il suo canale di distribuzione, fu sconvolta da una nuova serie di tecnologie: digitalizzazione, data compression ed ovviamente internet.

 

 

I servizi di musica digitale, come il download o lo streaming in abbonamento, hanno iniziato a cambiare il comportamento dei consumatori nonché hanno cominciato a guadagnare più quote di mercato rispetto ai tradizionali canali di distribuzione.

Anche la Cina ha seguito questa tendenza globale, tanto da diventare uno dei principali paesi digitali in termini di consumo di musica. Tuttavia ancora una volta il Dragone ha sviluppato un percorso tutto suo. La differenza tra la Repubblica Popolare ed altri mercati è che i servizi di streaming musicali cinesi sono sorti come parte integrante di grandi società online impegnate nella ricerca digitale, nell’e-commerce o nelle piattaforme di social messaging. Risultato? Una vera integrazione tra social media ed intrattenimento.

 

L’industria musicale digitale cinese è oggi dominata da una società: Tencent Music

 

Tencent Music è la più grande piattaforma di streaming musicale online della Cina con oltre 800 milioni di utenti attivi mensilmente. Il suo ecosistema ha unito le app musicali QQ Music, Kugou e Kuwo con la piattaforma karaoke WeSing, che insieme controllano circa il 75% del mercato musicale in streaming in Cina. Secondo i dati, i suoi utenti attivi quotidianamente trascorrono oltre 70 minuti al giorno sulla piattaforma, che ha accesso a milioni di brani da oltre 200 etichette musicali nazionali e internazionali. A differenza dei suoi rivali minori, Tencent Music ha accordi esclusivi con molti artisti occidentali.

 

 

Come abbiamo affermato, l’integrazione tra servizi di streaming musicale e social media è il segreto del settore musicale in streaming cinese. Per quanto riguarda Tencent Music, il 70% delle sue entrate proviene dei cosiddetti social entertainment services, che includono regali virtuali su WeSing e abbonamenti premium.

Ma anche gli utenti paganti sono cresciuti del 24% all’anno. Il restante 30% delle sue entrate proviene dai suoi servizi di musica streaming, che includono abbonamenti a pagamento, vendite di album e molto altro. Stime ufficiali hanno evidenziato che dalla sua fondazione Tencent Music ha avuto una crescita degli utenti paganti del 30% annuo, un dato che non è sfuggito agli esperti, tanto che questi hanno sottolineato come Tencent sia un passo avanti a Spotify nel saper monetizzare dai suoi servizi.

 

Ma QQ Music non sta camminando da sola nel settore dello streaming digitale. A seguire abbiamo  NetEase sta cercando di sfidare la compagnia di Pony Ma.

 

NetEase Cloud Music, l’unità di streaming musicale di NetEase, controlla circa il 16% del mercato dello streaming musicale in Cina. Nonostante l’enorme divario con Tencent, NetEase ha deciso ugualmente di sfidare Tencent. La società di base a Pechino ha recentemente annunciato una nuova partnership strategica con CUBE Entertainment, una delle più grandi società di intrattenimento della Corea del Sud. L’accordo garantisce a NetEase Cloud Music l’accesso all’intero catalogo musicale di CUBE (va ricordato che il K-Pop è estremamente popolare in Cina), ma deve ancora affrontare una dura battaglia contro Tencent.

 

 

Tuttavia da qualche hanno anche Alibaba ha deciso di scendere nell’arena musicale con Xiami Music. Fondata nel 2006 e acquistata dal colosso e-commerce di Hangzhou nel 2013, la società è sicuramente molto indietro in termini di numeri di utenti, ma l’engagement degli utenti di Xiami è in realtà il più alto tra le piattaforme sopra citate.

Ciò è dovuto al fatto che l’app si concentra principalmente sulla musica di qualità di nicchia, un target ristretto volutamente ricercato da Xiami al fine di evitare uno scontro diretto con Tencent. Indubbiamente l’industria musicale cinese sta già guadagnando l’attenzione degli investitori stranieri ed ora ha messo il piede sull’acceleratore per espandersi all’estero. E nello specifico l’Africa.

 

La piattaforma di streaming musicale cinese Boomplay domina lo scenario dello streaming musica in Africa. E gli altri competitor? Quasi assenti.

 

La Cina è entrata a gamba tesa nel gioco musicale mondiale. Oggi le aziende hi-tech cinesi sono già presenti nella telefonia e nel settore dell’e-commerce africano, ma adesso sono pronte a conquistare il settore dello streaming musicale. E gli altri competitor? Nonostante giganti dello streaming globale come Spotify o Apple siano già da anni presenti sul territorio, queste hanno drasticamente ceduto il passo ai concorrenti del Dragone.

 

 

Nonostante Spotify sia stata una delle prime ad investire nel mercato africano, questa è presenta prevalentemente nel Nord Africa, mentre a sud del Sahara l’unica operazione degna di nota è stata in Sud Africa. Stessa cosa dicasi per Apple Music.

Questo dato è a dir poco sorprendente. L’Africa ad oggi ha un potenziale mercato di 600 milioni di giovani, esperti di tecnologia pronti ad aumentare la loro spesa quotidiana. Un’occasione snobbata de facto dalle piattaforme occidentali e che la Cina non si è lasciata sfuggire.  

 

Lampante il caso di Boomplay, un servizio di streaming e download di musica lanciato nel 2015 che, ad oggi, è diventata  la prima app musicale in Africa.

 

Dietro la longa mano di due colossi di Pechino: una joint venture tra il produttore di telefoni Transsion e NetEase. Con 46 milioni di utenti attivi attivi, Boomplay ha il monopolio del settore in Africa, con una revenue annuale di 20 miliardi di dollari. Ed ora è pronta ad ampliare il suo portfolio di paesi coperti dall’app.

Con questi numeri, l’industria musicale del Dragone sta già guadagnando l’attenzione degli investitori stranieri. Difficle che QQMusic o NetEase possano scardinare in occidente l’appeal di Spotify o Apple Music, ma la vera sfida viene da ibridi come TikTok. La popolare app di video cinese ha fatto samere che presto irromperà nel mondo della musica. Per chiarire, è stato TikTok a rendere la “Old town road” di Lil Nas X un successo numero uno nella classifica Billboard Hot 100.

 

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