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Dove investire? L’80% dell’economia del Dragone suddiviso in 11 macroaree

18/01/2018

Non solo Pechino e Shanghai, il panorama economico cinese è assai diversificato

 

Dove puntare con gli investimenti? La Repubblica Popolare è attualmente la seconda economia al mondo, ma è vasta come un continente. Vera locomotiva d’Asia, il Paese di Mezzo ha promesso che anche nel 2018 rafforzerà le riforme strutturali economiche, così come quelle del tessuto produttivo. Tuttavia, nonostante la grande corsa degli ultimi vent’anni, la Cina non ha ancora un’economia integrata ed omogenea, dal momento che esistono ancora forti discrepanze tra le diverse aree del Paese. Come riconosciuto anche dagli stessi economisti di Stato, le cause sono molteplici, sia storiche che non.

Oggi il Paese risulta diviso in “cluster”, vale a dire in macr aree produttive sparse da nord a sud, includendo più città di primo e secondo livello. Questi cluster – ad oggi se ne contano undici – includono dalle 20 alle 30 città e circa il 60% della popolazione che produce quasi l’80% della ricchezza del Dragone. Ogni area si differenzia a sua volta non solo per geografia, ma anche per produzione ed abitudine nel mondo degli affari. Oggi come non mai è utile ricostruire una mappa per sintetizzare le aree produttive del Paese di Mezzo.

 

Pechino e il “Dongbei”, il grande nord che cambia pelle

 

Nella sola capitale abitano circa 20 milioni di abitanti e il PIL di questa metropoli non ha niente da invidiare alla rivale Shanghai. L’antagonismo con la “città sul mare” è di lunga data ed ancora oggi non vi è una simpatia reciproca. Pechino non solo è il cuore politico della Repubblica Popolare, ma qui sono presenti i quartier generali di alcune delle principali aziende tech del paese come Tencent, Mobike o Lenovo. La capitale, insieme al polo portuale di Tianjin, è altresì uno dei centri produttivi e finanziari più dinamici del paese.

Anche il “Dongbei”, una grande area geografica che comprende tre province, con il cluster Shenyang-Dalian è una realtà produttiva storica della Cina. Le industrie pesanti tradizionalmente qui presenti sin dai primi del ‘900, stanno lasciando il passo a nuovi apparati industriali, meno inquinanti e più produttivi. Quest’area è divenuta negli anni recenti un importante polo della chimica, tant’è che l’università delle scienze tecnologiche di Harbin è venuto uno dei poli high-tech più importanti d’Asia.

 

Non solo birra, Qingdao e Jinan aprono le porte dello Shandong

 

Questa provincia è storicamente una delle più ricche e produttive del Paese. Lo Shandong è stata anche una delle prime provincie cinesi ad avere un moderno apparato industriale nel 1800. Qingdao, conosciuta in tutto il mondo per la sua omonima birra, deve il suo prestigio anche per essere stato il centro della concessione Giapponese e successivamente Tedesca. Se l’invasione e l’occupazione occidentale e delle truppe del Sol Levante non è stata una delle pagine più rosee della storia cinese, la loro presenza su questo territorio ha permesso il sorgere di una moderna industria che ha reso lo Shandong uno dei fari della Repubblica Popolare. Meta turistica di grande patrimonio storico-culturale, pochi sanno che gran parte dei prodotti manifatturieri prodotti in Cina, sono originari di quest’area. La stessa Qingdao è un fiore all’occhiello di tecnologia. Questa città portuale, grazie alla relativa vicinanza con la Corea del Sud, ha da sempre attirato gli investimenti di Seul, senza contare il suo porto che, insieme a quello di Tianjin, è il più importante del nord della Cina. Qingdao è un polo tecnologico di primo livello. Basti pensare che la quasi totalità della città è alimentata da energia eolica.

 

Il PIL del Jiangsu supera quello del Messico

 

Il cluster che ha come centro Shanghai è, con le sue 52 città, il più grande ed il più importante della Cina. La “città sul mare” è storicamente il polo finanziario dell’intero paese. Una città dinamica, veloce e sempre in movimento. Shanghai, in quanto centro dell’alta finanza della Repubblica Popolare è sede di rappresentanza di molte società, ma il mercato cittadino è pressoché saturo. Poco lontano da questa metropoli, troviamo due provincie le quali hanno un passato storico, ed economico, di prim’ordine nel Paese di Mezzo: il Jiangsu e lo Zhejiang.

Il Jiangsu, è la seconda provincia più ricca della Cina. Nel solo 2016 il Fondo Monetario Internazionale ha contato un PIL di 1.165 trilioni di dollari, una somma superiore a quella dell’intero Messico. Centro amministrativo di questa regione è Nanchino, una città “di seconda fascia”, che negli ultimi anni sta cambiando volto coniugando in modo armonico un passato glorioso e ricco di storia, con uno moderno e produttivo.

Quando parliamo di Zhejiang, la nostra mente vola immediatamente ad Hangzhou, capitale della provincia. Città di lunga storia che nel tempo ha ispirato poeti e scrittori, Hangzhou è anche la sede di molte società di alta tecnologia, tra cui Alibaba e Kaola. Lo Hangzhou Hi-Tech Industrial Development Zone (HHTZ) è uno dei centri di innovazione tecnologica più importanti della Repubblica Popolare, secondo solo a quello di Shenzhen. Sin dal 2013 lo HHTZ ospita più di mille sviluppatori di software e aziende BPO, ed è a tutti gli effetti uno dei centri industriali dove investire.

 

Xian, Zhengzhou e Wuhan: Pechino investe nel centro della Cina

 

Xian, capitale della Provincia dello Shanxi, è a tutti gli effetti il cuore pulsante dell’industria aerospaziale cinese. L’antica capitale dell’impero Tang, è oggi uno dei centri produttivi più importanti del Paese. Materiali compositi, fibre di carbonio, raffinazione per il propellente dei razzi, quasi tutto viene prodotto a Xi’an, una città non sempre considerata come faro d’investimento ed esportazioni. Stesso dicasi per Zhengzhou, capitale dello Henan, lo snodo ferroviario più importante del centro della Cina insieme a Chongqing. Zhengzhou è infatti il tramite di collegamento tra il grande nord e l’ovest del paese, e la sua posizione strategica ha attratto numerosi investitori sin dai primi anni delle riforme di politica d’apertura. Polo importante nella produzione di automotive, Zhengzhou non è solo la sede industriale di Nissan e Foxconn, quest’ultima produttrice dei telefoni Apple, ma è il quartier generale di Yutong e Shaolin Bus, le principali compagnie di autobus della Repubblica Popolare.

 

La nuova via della Seta passa per Chongqing

 

Il cluster Chengdu-Chongqing domina tutto il centro sud della Cina. Il Governo centrale ha piani importanti per Chongqing, una delle second-tier più dinamiche del Paese di Mezzo. Città moderna e in rapido sviluppo, Chongqing, è un’attrazione importante anche per quei giovani laureati e ricercatori stranieri che siano interessati a provare una nuova esperienza, a vedere riconosciute le proprie qualità e a vivere in ambienti dinamici e in pieno sviluppo.  Da non sottovalutare, inoltre, il fatto che il governo centrale ha per questa metropoli importanti piani di sviluppo legati direttamente alla Nuova via della Seta. Chongqing, insieme a Chengdu, sarà il capolinea delle merci provenienti via treno dall’Europa. Solo nel 2017, sono stati ben mille i treni che dal Sichuan, si sono diretti verso il Vecchio Continente,  È chiaramente un cambiamento epocale nel panorama dell’import-export. Il treno sino-europeo è conveniente innanzitutto per il tempo di percorrenza, che è un terzo di quello marittimo, ed è anche vantaggioso dal punto di vista economico, visto che costa un sesto di quello aereo. Logico quindi supporre come questo cluster ancora in espansione possa essere una grande risorsa di investimento per le aziende del Made in Italy.

 

Il Guandong ed il Fujian al centro della Via della Seta Marittima

 

Canton, Guangzhou in cinese, è una delle principali opportunità d’investimento per i nostri imprenditori. L’intera provincia del Guangdong, è infatti una delle aree più ricche della Repubblica Popolare e per PIL, la sola Canton,  è la terza città più ricca del Paese. Il tandem Guangzhou-Shenzhen, con la moltitudine di imprese high-tech site proprio nella ZES (Zona Economica Speciale) di quest’ultima è ha tutti gli effetti la Silicon Valley del Dragone. Come nel caso di Chongqing, con il recente progetto della “Nuova Via della Seta Marittima”, Canton avrà un ruolo nevralgico nella logistica e distribuzione delle merci verso le province limitrofe dello Yunnan e Hunan.
Stesso dicasi per Fuzhou e Xiamen, città site nella provincia del Fujian. Questi “piccoli” centri, rispettivamente di 7 e 4 milioni di abitanti, sono dei poli manifatturieri e commerciali in rapida espansione. Molte delle società di prim’ordine del mondo digital cinese sono state fondate proprio da persone del Fujian, mentre i grandi marchi di abbigliamento sportivo cinese come 360°, Anta o Peak Sport, sono state tutte fondate a Xiamen. Il Governo Centrale ha inoltre importanti piani di sviluppo sempre legati alla Via della Seta Marittima.

Investimenti e piani a lungo periodo. Questo in sintesi le ricette di Pechino per far emergere il Paese come una delle locomotive mondiali. Perché dunque seguire con interesse anche i nuovi poli produttivi del Dragone? La Cina è la seconda economia al mondo e l’Italia ha molto da guadagnare in termini di opportunità economiche, guardando ad est. Il Bel Paese è infatti al terzo posto tra le destinazioni degli investitori cinesi in Europa. Sport, chimico ed agroalimentare sono solo alcuni settori dove l’imprenditoria del Dragone è entrata, senza contare che le nuove politiche che attuate in questi “cluster” agevoleranno di molto l’entrata degli investimenti stranieri. Sotto la lente d’ingrandimento di Xi Jinping ci sono in particolare le riforme del settore finanziario, “cercare il progresso, mantenendo la stabilità” questo il mantra dettato da Zhongnanhai.

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