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Economia: Cina unico paese a non andare in recessione nel 2020

02/07/2020

Nonostante le perdite nel primo quadrimestre, il Dragone sembra essere ripartito. Gli analisti avvertono: “La Cina sarà molto probabilmente l’unica grande economia ad avere un segno positivo nel 2020, sebbene minimo”

I numeri parlano chiaro: tra le grandi economie al mondo la Cina è, per ora, l’unica a segnare ancora un segno positivo di crescita evitando così una recessione nel 2020. La crescita sarà sicuramente modesta, avvertono gli analisti, ma questa sarà con grande probabilità, con un segno positivo. Tuttavia è l’intero continente asiatico ha registrare performance migliori, proprio sulla spinta della Cina.

Nonostante sia ancora presto per delle conclusioni a causa dell’incertezza dell’andamento della pandemia in autunno, la Corea registrerà una stagnazione economica nel 2020, mentre il Giappone, nonostante il forte output negativo nei primi mesi di quest’anno, riuscirà a ridurre le perdite come i primi dati stanno dimostrando. E per l’Europa? Sicuramente i provvedimenti di lockdown, necessari, hanno avuto un forte impatto sull’economia regionale.

Crolla l’export, ma questo ha cominciato a ritornare alla normalità sin da Aprile.

Ha registrare il segno fortemente in negativo è il Regno Unito, sulle cui finanze sta anche gravando l’accordo di uscita dall’Unione Europea. Male anche la “locomotiva” d’Europa, ovvero la Germania, con un crollo netto dell’export ed una recessione al -7%. Stesso dicasi per l’Italia dove la situazione non è delle più rosee. Male anche nel resto del mondo. Con gli Stati Uniti che registrano giorno dopo giorno una nuova escalation di contagi, si pensa che la prima economia del mondo perderà oltre il 6%.

Anche i paesi del Golfo come l’Arabia Saudita sono stati fortemente colpiti dalla pandemia, anche a causa di una guerra dei prezzi del petrolio a monte che, con un lockdown pressoché mondiale, ha fatto crollare le richieste di greggio e quindi la principale fonte di entrata dei paesi arabi. Cosa aspettarsi quindi per il 2021? Sicuramente i paesi dell’estremo Oriente timorati dalla Cina hanno saputo dare una risposta più forte e decisa sin dai primi casi di COVID-19 registrati all’interno dei loro confini. Sicuramente l’esperienza della SARS e MERS negli anni passati ha aiutato alcune realtà come la Corea o Singapore, ma le forti politiche, a volte anche decisamente coercitive, applicate dai governi di Seul o Pechino, ad esempio, hanno garantito una rapida ripresa nell’immediato. 

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