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Elon Musk di Tesla elogia la Cina su Twitter

02/03/2018

 

Pechino sta usando un recente tweet di Elon Musk come strumento di propaganda?

 

Qualche giorno fa Elon Musk , patron di Tesla, ha postato un tweet elogiativo nei confronti di 1.500 operai in Cina che in sole 9 ore hanno aggiunto un nodo ferroviario, in una stazione del Fujian . “I progressi della Cina nelle infrastrutture sono 100 volte più veloci degli Stati Uniti”, così ha twittato Musk.

Non è passato molto tempo prima che i media cinesi iniziassero a pronunciare il tweet di Musk come avallo delle capacità infrastrutturali della Cina.

L’agenzia ufficiale di stato Xinhua ha pubblicato un intero articolo intitolato “Elon Musk stupito dal progetto ferroviario cinese completato entro 9 ore”. Anche il conservatore Global Times, ha raccolto la stessa storia, così come l’emittente televisiva nazionale CGTN. Un altro articolo era ancora sull’edizione del Quotidiano del Popolo di ieri.

Il tweet di Musk, come al solito, ha suscitato un’acessa discussione. Nonostante i molti commenti di stupore e meraviglia, altri si sono interrogati sulle condizioni di lavoro in Cina.

 

 

Che la Cina viva una contraddizione circa il mercato del lavoro, non è una novità. Tanti sono gli operai che provengono dalle aree rurali ed approdano nelle grandi città per portare avanti la costruzione della Cina che avanza. Bassi salari, poche pause a volte si lavora senza contratto. Ma il governo ha già introdotto molte norme a riguardo e la situazione è più che migliorata.

 

I commenti negativi sono figli anche di preconcetti e luoghi comuni riguardanti la Cina?

 

In parte si. Che nel Dragone non sia tutto oro quel che luccica, lo sappiamo. Ma allora perché il video datato 2014 di oltre mille operai giapponesi che, anche qui, nelle ore notturne sostituirono dei binari di una stazione della metropolitana di Tokyo, ha fatto anche in quel caso il giro del mondo, ma ha ottenuto un’ovazione generale?

Analizzando i fatti siamo dinanzi alla stessa situazione. Solo da una parte il “democratico” Giappone, dall’altra l’autarchica Cina.Tuttavia anche il paese del Sol Levante è noto per un ambiente di lavoro non proprio scevro da contraddizioni. Perché utilizzare due pesi e due misure quindi?

Come alcuni osservatori occidentali hanno notato, alcuni progetti infrastrutturali necessitano di essere completati di notte, affinché non abbiano ripercussioni sul traffico giornaliero.

Le ore irregolari e le condizioni di lavoro intense cui questo tipo di progetti sono soggetti, possono effettivamente essere un segno distintivo delle condizioni di lavoro sfavorevoli, tuttavia bisogna sempre fare un’attenta valutazione del caso.

Michael Moritz, sul Financial Times ha dichiarato che “l’approccio cinese può sembrare malsano e poco attraente per gli occidentali”, ma non deve stupire. In Giappone o Corea, non è inusuale assistere a questi “lavori collettivi”. Inoltre non è che l’ambiente di lavoro sia migliore a Seul o Tokyo, anzi. Moritz annuncia che le valutazioni occidentali presto ”sembreranno antiche” ed ha definito i dibattiti sull’equilibrio tra lavoro e vita privata “una distrazione ingiustificata” .

“I top manager si presentano alle 8 del mattino e spesso non se ne vanno fino alle 22. La maggior parte di loro lo farà sei giorni alla settimana – e ci sono un sacco di esempi di persone che fanno questo per sette”, ha scritto Moritz.

I critici al tweet di Musk si sono aggrappati ad una serie di discussioni oramai trite e ritrite che saltano ogniqualvolta trattiamo l’argomento Cina. Ovviamente un’approfondimento e studio sulla realtà storico-culturale in cui si è sviluppata la cultura non solo del Dragone, ma anche dell’estremo Oriente in generale, sarebbe importante.

Fermo restando che ancora oggi, per ammissione dei governanti cinesi stessi, la Cina non ha ancora superato le sue contraddizioni,  equiparare 1500 lavoratori cinesi come persone costrette ai lavori forzati, è sicuramente una forzatura che non descrive il panorama attuale.

Nonostante le critiche, Musk è andato dritto per la sua strada rincarando la dose. Nei seguenti tweet, il numero uno di Tesla, ha continuato a sottolineare i problemi di inefficienza e costi elevati in alcuni dei progetti infrastrutturali statunitensi, come l’estensione della metropolitana di New York, dicendo che la causa risiede in “una crescita esponenziale di burocrazia “e” un’industria di consulenza del settore privato” che guadagna profitti sul costo del progetto.

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