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Facebook accusa sviluppatore di Hong Kong per malware

10/08/2019

 

Il caso è l’ultimo di una serie di offensive contro le società cinesi che stanno cercando di iniettare malware nelle app

 

 

Facebook ha citato in giudizio uno sviluppatore con sede a Hong Kong per aver presumibilmente impiantato malware nelle app Android che ha creato clic falsi sugli annunci del social network. Il caso è l’ultimo di una serie di offensive contro le società cinesi che stanno cercando di iniettare malware nelle app per ottenere guadagni finanziari.

Google, dal canto suo, ha bandito gli sviluppatori – inclusa la consociata Baidu Do Global – dal suo Play Store per motivi simili. Nel frattempo, la società ha escluso CooTek dalla sua piattaforma pubblicitaria dopo che è stato scoperto che la società cinese utilizzava un plug-in dannoso e che violava le norme pubblicitarie di Google.

 

 

Sia LionMobi che JediMobi sono stati banditi dalla rete di Facebook

 

 

LionMobi, con sede a Hong Kong, è presumibilmente impegnato in “frodi con iniezione di clic” per generare clic falsi sugli annunci visualizzati su uno smartphone. La denuncia di Facebook è stata presentata anche allo sviluppatore con sede a Singapore JediMobi. La società americana ha anche affermato che LionMobi ha pubblicato annunci di app dannose sulla propria rete, violando le politiche pubblicitarie dell’azienda.

Facebook ha affermato che la sua causa è “una delle prime nel suo genere” contro la pratica. Sia LionMobi che JediMobi sono stati banditi dalla rete del pubblico di Facebook, che consente agli inserzionisti di estendere le loro campagne su Internet e nelle app.

 

 

Facebook ha tentato di mitigare le preoccupazioni relative ai problemi di privacy

 

 

Le società tecnologiche stanno bloccando il software dannoso che genera entrate fraudolente per gli sviluppatori di app. La pratica, infatti, danneggia le aziende come Facebook e Google, che fanno affidamento sugli annunci per aumentare le entrate.

Facebook ha anche tentato di mitigare le preoccupazioni relative ai problemi di privacy degli utenti sorti dopo lo scandalo di Cambridge Analytica. L’anno scorso, invece, Google ha rimosso diverse app sviluppate da Cheetah Mobile per frode pubblicitaria.

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