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Fintech, ennesimo passo falso. WhatsApp Pay è stato già sospeso in Brasile

26/06/2020

Dopo neanche 10 giorni dal lancio, la Banca Centrale brasiliana ha già sospeso la funzione della piattaforma di proprietà di Mark Zuckerberg. Secondo i media, l’istituto centrale carioca “ha intimato a Visa e Mastercard di sospendere il progetto congiunto con WhatsApp per distribuire pagamenti digitali all’interno del popolare servizio di messaggistica per timori che sarebbe anticoncorrenziale”.

Il Brasile, dopo l’India, ha il secondo maggior numero di utenti WhatsApp in tutto il mondo dopo, non una sorpresa quindi se il paese è stato scelto per il progetto pilota della nuova funzionalità fintech della piattaforma. Lanciata il15 giugno, l’obiettivo sarebbe stato quello di implementarla in un secondo momento a livello mondiale. Tuttavia l’altolà della Banca Centrale brasiliana sembra aver messo i bastoni tra le ruote all’app americana.

In realtà, come ha dichiarato l’istituzione brasiliana, il problema è soprattutto legale. WhatsApp ha lanciato i suoi servizi in Brasile senza richiedere l’autorizzazione della banca centrale, che di fatto regola ogni sorta di pagamento e transazione in Brasile, in quanto operava come intermediario tra consumatori e istituzioni finanziarie. Una scappatoia che non è bastata. Risultato? WhatsApp Pay sospeso a tempo indeterminato.

Mark Zuckerberg non sembra quindi avere pace. Il caso brasiliano è l’ennesima battuta di arresto dei suoi sogni fintech. Dopo la resistenza quasi globale degli organismi regolatori alla sua Lybra, Facebook, che è anche proprietario di WhatsApp, è stata costretta a cambiare nuovamente le sue strategie.

Un portavoce di WhatsApp ha dichiarato che il servizio di messaggistica continuerà a lavorare con “partner locali” e la banca centrale per fornire pagamenti digitali ai suoi utenti in Brasile utilizzando un modello di business aperto a un numero maggiore di partecipanti che affronterebbe le preoccupazioni dei regolatori in merito alla concentrazione del mercato.

Impietosa la debacle di WhatsApp se confrontassimo la vicenda con l’intero settore fintech cinese. Il Dragone è decisamente più avanti su alcuni trend hi-tech, primo fra tutti il settore dei pagamenti digitali. E Facebook si è ampiamente ispirato, per non dire copiato, ai trend in voga in Cina in questi anni. 

Dalla funzione “marketplace” di Facebook alla stessa Whatsapp Pay, il colosso di Palo Alto sembra aver fatto fatto “spesa” di idee dai modelli di pagamenti digitali ed  e-commerce che troviamo nel mondo digital cinese, prima fra tutti WeChat. Eppure, nonostante tutto, Facebook si è rivelato ancora una volta incapace a ricreare lo stesso sistema favorevole di mobile payment così in voga in Asia ed universalmente riconosciuto anche in Occidente.

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