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Fiumicino è sempre più ingresso d’Europa per i viaggiatori cinesi

23/09/2019

 

Aumento dei passeggeri in aereo del 15% rispetto allo stesso periodo del 2018

 

 

Si è registrato un forte incremento dei passeggeri da e per la Grande Cina nei primi 7 mesi del 2019, ovvero da Gennaio a Luglio. La crescita è stata del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, fortemente supportata dall’avvio di voli per nuove destinazioni.

 

Aeroporti di Roma va verso l’obiettivo dei 900 mila passeggeri cinesi entro fine 2019.

 

Le tre nuove rotte aperte tra maggio e giugno verso Shenzhen, Hangzhou e Chengdu hanno fatto sì che nei primi sette mesi dell’anno il numero viaggiatori da e per la Greater China sia aumentato. Il territorio in questione include anche Hong Kong, Macao e l’isola di Taiwan.

Si tratta di un incremento particolarmente rilevante, specie considerando che nei mesi estivi la crescita ha toccato il 30%. Intanto il gestore degli scali a Roma continua a corteggiare strategicamente i passeggeri d’oltremuraglia.

In occasione del prossimo Ttg, manifestazione di riferimento per il turismo, si dedicherà alla Cina un convegno organizzato assieme al Convention Bureau con la collaborazione degli operatori del mercato turistico cinese.

 

L’evento è in programma a Rimini dal 9 all’11 ottobre, la società del gruppo Atlantia è per la prima volta come Official Airport Partner.

 

Il primo semestre dell’anno ha anche fatto segnare una crescita del 30% del fatturato generato dai passeggeri che si imbarcano verso la Repubblica popolare passando dallo scalo Leonardo da Vinci. Tra i brand preferiti a intraprendere questo viaggio, le note marche di lusso Gucci, Bulgari ed Hermes.

Fiumicino è oggi il terzo aeroporto europeo per destinazioni servite in Cina, superato solo da Londra e Parigi, le quali però contano sull’effetto traino dato dalla British Airways e da Air France.

 

Comunque Adr punta  a superare la soglia del milione di viaggiatori cinesi già nel corso del prossimo anno.

 

Per favorire lo sviluppo dei collegamenti, ricordava lo scorso luglio Raffaele Pasquini, responsabile marketing e Sviluppo Prodotto Adr, occorre però rivedere gli accordi bilaterali così da aumentare la frequenza dei voli.

Ne parlava in un intervento durante l’iniziativa organizzata da Class Editori e MF-Milano Finanza assieme a Xinhua Silk Road Information Service e a China Economic Information Service, “Belt & Road Initiative 2 Le nuove Vie della Seta”.

 

Cominciano ad essere “saturi” i cieli tra Italia e Cina. L’ultimo aggiornamento risale al 2015, quando la revisione ha conteggiato 49 frequenze settimanali per parte.

 

Ma se sul versante italiano c’è ancora spazio di manovra, su quello cinese comincia a scarseggiare. Solo una parte delle frequenze assegnate sono effettivamente utilizzate dai vettori cinesi.

Le altre 13 sono invece scelte dalle compagnie più grandi come AirChina, China Eastern Airlines e China Southern. Il numero ideale da raggiungere, allo stato attuale del mercato, è di 70 frequenze settimanali, considerando però che l’obiettivo vero è avvicinarsi a quota 100 frequenze, come già hanno fatto Francia e Germania.

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