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Food2China apre il Padiglione Italia per promuovere il food online

04/09/2019

 

Aumenta l’esportazione dell’agroalimentare italiano, il Bel paese si conquista sempre più la pole position nell’importazione del food in Cina

 

 

È online da qualche giorno il portale Food2China, dove è appena stato inserito il Padiglione Italia, grazie a un accordo con Ice. Grazie all’accordo, 60 aziende di alimentari promuoveranno per sei mesi i loro prodotti. Tra le prime aziende ad accettare la sfida, la Sps di Vercelli che produce riso, la Torrefazione Poli, le conserve Sac e il pastificio De Matteis.

 

Il portale si chiama Food2China.com, ed è un progetto di e-commerce ideato per promuovere i prodotti agroalimentari Italiani sotto la gestione dalla Guangdong Imported Food Association (IFA).

 

L’import di prodotti alimentari in Cina provenienti da tutto il resto del mondo ha registrato un aumento annuo del 15% annuo negli ultimi dieci anni e si stima un valore di 77 miliardi di dollari per il 2018. L’export agroalimentare italiano è cresciuto costantemente dal 2016 al 2018, con una variazione di crescita del 7,8% tra il 2017 ed il 2018.

L’Italia è oggi il secondo Paese esportatore verso la Cina per i prodotti come cacao, olio d’oliva e carni, ed è il terzo paese fornitore di pasta -anche cotta o condita-, caffè e aceto. Food2China rappresenta una vetrina online B2B in lingua inglese e cinese.

 

È un mezzo perfetto per le aziende che possono mostrare i propri prodotti con l’obiettivo di raggiungere direttamente importatori e distributori cinesi interessati.

 

L’accordo tra l’Agenzia ICE di Guangzhou (canton), diretta da Cecilia Costantino e Guangdong Imported Food Association (IFA) permette, tramite il padiglione italiano, l’adesione al progetto alle aziende italiane per un periodo di 6 mesi, durante il quale usufruiranno di una vetrina on line in cui promuovere i propri prodotti.

Il primo gruppo di aziende italiane è già online. I prodotti promossi sono pasta, caffè, conserve, frutta, salse, olio d’oliva. Ogni azienda è inserita con una breve descrizione della propria attività.

 

Questa spinta del food italiano in Cina è stata decisa valutando le potenzialità del mercato segnalate dalla crescita costante dell’export alimentare italiano sul mercato cinese.

 

Negli ultimi 10 anni, secondo Ice, il settore è cresciuto ad un tasso medio annuo del 17%, un valore più di tre volte superiore a quello registrato nello stesso periodo dal totale export food & beverage italiano.

In dieci anni, secondi Coldiretti, le esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy in Cina hanno raggiunto un valore che è più che triplicato (+254%) di pari passo alla progressiva apertura del gigante asiatico a stili di vita occidentali.

Nonostante i ritmi di crescita sostenuti, il ruolo giocato della Cina per l’export italiano è però ancora marginale, sottolinea Nomisma: nel 2018 le imprese italiane hanno esportato verso il gigante asiatico 439 milioni di euro tra vino, cioccolato, olio di oliva e altri prodotti alimentari, che rappresenta solo l’1,2% del totale delle vendite all’estero di prodotti alimentari nazionali.

 

Anche la quota di mercato detenuta dalle imprese italiane in Cina è molto bassa: appena l’1,5% dell’import cinese di alimenti e bevande riguarda prodotti del Bel Paese, ossia 6 volte meno dei francesi, 3 meno degli olandesi e 2 dei tedeschi, se ci si limita ad un confronto con i soli competitor europei.

 

Stando a Coldiretti però il 2018 è stato un anno record per l’export agroalimentare italiano in Cina. E il 2019 si annuncia dello stesso tenore. A trainare l’export verso la Cina è senz’altro il vino, il cui valore cresce dell’11% nel 2019, seguito dai formaggi, che praticamente raddoppiano le esportazioni (+95%), e dall’olio di oliva.

Bene anche la frutta -soprattutto dopo l’apertura delle porte alle esportazioni degli agrumi- e i dolci. Un impulso che, stando ai dati, può venire dai nuovi accordi con la Cina per l’esportazione nell’agroalimentare, dalle arance alla carne suina congelata, siglati nell’ambito della Via della Seta.  

Una strada importante verso la rimozione degli ostacoli ancora presenti alle frontiere che si sono aperte in Cina per l’erba medica italiana, ma che al momento riguardano la frutta fresca. L’Italia può esportare solo kiwi e agrumi mentre sono ancora bloccate le mele e le pere sulle quali è in corso uno specifico negoziato».

 

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