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Genova e Salerno registrano un calo container. A rilento i cargo aerei, ma analisti sono ottimisti

19/02/2020

Il blocco della produzione cinese si sta riflettendo sul trasporto merci italiano. Freight Leaders Council: “La riduzione dei container potrebbe arrivare fino al 20% a Genova e Salerno”


L’emergenza sanitaria del coronavirus cinese sta causando una pesante flessione dei collegamenti merci tra Italia e Repubblica Popolare. A peggiorare la situazione, vi è anche la decisone di Roma, poi fortunatamente revocata, di bloccare ogni tratta area o marittima commerciale con Pechino.  Tuttavia che in Cina la supply e logistics chain stiano lavorando a rilento, è un dato di fatto. Ad oggi i porti di Ningbo, Shanghai, Guangzhou e Qingdao stanno timidamente riaprendo i battenti. L’attenzione è ovviamente altissima.

Secondo Eurostat, nei primi nove mesi del 2019 l’export italiano verso la Repubblica Popolare era stato pari a 9,43 miliardi di euro, mentre l’import era cresciuto a 24,25 miliardi. Tuttavia lo shutdown forzato della produzione cinese si sta ripercuotendo non solo con l’import-export tra i due paesi, ma anche nel settore del trasporto merci in generale. Ed il settore sta cominciando a fare la conta delle perdite.

L’Italia è tradizionalmente un gateway privilegiato per le merci che devono essere spedite nel centro e sud Europa.

“Nel porto di Genova la contrazione su gennaio è stata del 5% circa e ci sono state comunicate sette cancellazioni di servizi di trasporto marittimo di linea nei prossimi tre mesi sulla rotta Asia-Europa”, ha detto Paolo Emilio Signorini, presidente dei porti di Genova e Savona. Gli analisti si aspettano un calo maggiore nel mese corrente.

Secondo le stime dell’associazione Freight Leaders Council “la riduzione dei container potrebbe toccare quota 20% negli hub di Genova e Salerno, per via dello stop delle partenze dalla Cina”. Le ricadute dirette su tutta la catena logistica potrebbero essere significative, fino a mettere in sofferenza settori chiave per l’economia, quali l’automotive, l’elettronica e la produzione di macchinari altamente specializzati.

Il settore aereo non naviga in acque migliori, complice anche l’idea di Palazzo Chigi di bloccare inizialmente tutti i cargo aerei con la Cina. Nonostante Enac abbia rimosso il divieto a volare con la Cina per i voli cargo, in pratica solo una compagnia (Cathay Pacific) ha ripreso timidamente a fornire i propri collegamenti con Hong Kong.

Tra gli operatori del settore, vi è tuttavia ottimismo. In prospettiva se l’epidemia è effettivamente controllata, sia dal punto di vista della pericolosità del virus sia del contagio e della diffusione. Ci si aspetta sì  un rallentamento dell’import/export per qualche mese, ma almeno è stato scongiurato il blocco totale della produzione in Cina il che avrebbe portato significativi danni economici.

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