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Hi-Tech: Le tre app di video streaming cinesi che spopolano in Medio Oriente

12/06/2019

Il mercato delle short video app in Cina supererà i 14 miliardi di dollari entro il 2020, dicono gli esperti. Ed ora le app del Dragone diventano globali. Ad oggi YY, Kuaishou e Tok Tok dominano il settore nel Medio Oriente

 

Ognuno interessato alla cosiddetta live streaming industry, non può non fare a meno di prendere il mercato asiatico come punto di riferimento, e la Cina in particolare. Secondo le statistiche, il mercato delle short video app, nella sola Repubblica Popolare, crescerà fino a superare i 14 miliardi di dollari nel 2020. Ma questa è una tendenza tutta in salita anche a livello globale.

Fino ad oggi, l’Occidente doha dominato minava lo scenario tecnologico mondiale, ma negli ultimi anni, stiamo assistendo ad un’inversione di tendenza. La Cina sta esportando oltre Muraglia nuovi modelli di business e tendenze tecnologiche, cui i big tech occidentali prendono liberamente spunto. A riguardo eclatante il caso della social commerce o l’e-wallet di Facebook.

Tuttavia è nel Medio Oriente che le app del Dragone sembrano avere un grande appeal, e nello specifico le app di video streaming. Da Ryad fino a Dubai, da Doha a Teheran, per passare per Tel Aviv o Abu Dhabi, non vi è smartphone che non abbia almeno una app di streaming video “Made in China”. Attualmente, tre sono i top player che dominano la scena in Medio Oriente

 

1. YY: La piattaforma che per prima a segnato i passi della “Lunga marcia” del live streaming cinese

 

YY, una delle prime piattaforme di video streaming del Dragone, è stata de facto l’apripista del settore in Cina. Il suo primo prodotto riguardante il live streaming è stato un software gratuito per PC nel 2008, che consentiva agli utenti di creare canali individuali per le attività di gruppo online dal vivo. Di lì il passo al mobile è stato breve, tanto che YY lanciò una prima app per smartphone nel 2010 per poi ampliare i servizi nel 2012. Tuttavia è nel 2015, quando la febbre del live streaming ha colpito appieno il Dragone, che YY ha aggiornato ulteriormente le sue funzioni, anche al fine di meglio monetizzare il prodotto e sbaragliare la concorrenza.

Attualmente YY ha una revenue annuale di circa 460 milioni di dollari e tramite l’acquisizione dell’app di streaming video Bigo, questa è entrata a gamba tesa nel panorama hi-tech mediorientale. L’ingresso nel mercato mediorientale hanno valso ad YY un utile nel 2018 di oltre 650 milioni di dollari, un traguardo ben oltre le aspettative prefissate dal portale cinese.

 

2. Kuaishou: da Pechino a Dubai. Tutti sono pazzi per Kwai

 

Lanciata nel 2011 da Kuaishou Technology, Kuaishou è una delle piattaforme leader nel settore delle “short video social platforms”. Con oltre 200 milioni di utenti attivi il successo della app di base a Pechino sta nella sua semplicità di utilizzo e lungimiranza di localizzare il proprio business a seconda dei diversi mercati d’arrivo. Ad impressionare sono i numeri dell’azienda. Dal suo lancio, Kuaishou è cresciuta fino a diventare la più grande piattaforma di condivisione in Cina con 15 milioni di contenuti creati su base giornaliera e 350 milioni di “like” ogni 24 ore.

Supportato da un archivio di 10 miliardi di cortometraggi originali, nonché dai big data e algoritmi di Kuaishou, vero tesoro dell’app, Kuaishou è arrivata ad ogni angolo della Cina, valicando i confini del Dragone. Prima nel Sud Est Asiatico, infine in Medio Oriente. Tutto con il marchio Kwai. Infatti, se Kuaishou è il brand “nazionale” per il mercato cinese, Kuaishou Technology ha intelligentemente lanciato online Kwai, la versione “straniera” di Kuaishou. Non solo, il gigante di base a Pechino ha anche applicato una strategia di localizzazione del proprio business adattandosi di volta in volta ai diversi costumi ed esigenze degli utenti: mercato che vai, usanze che trovi.

 

3. TikTok: Come Douyin sta conquistando i giovani di mezzo mondo?

 

Video veloci, divertenti a volte ironici. Questa è Douyin, 抖 音 – TikTok per il mercato occidentale – la video-app di Bytedance che non solo ha conquistato il Dragone, ma adesso è divenuto un trend anche in Occidente. L’ascesa di una delle app più popolari del momento ha dell’incredibile, ma non deve sorprendere. Douyin fa parte della galassia ByteDance, start-up con sede a Pechino fondata da Zhang Yiming. ByteDance suonerà sconosciutiuta ai più, ma questa è meglio conosciuta in Cina per avere creato la piattaforma di notizie Toutiao, terzo portale cinese nel settore mediatico dopo CCTV e ed il gigante Yicai. ByteDance, cavalcando l’onda della diffusione del video-blogging ha deciso nel 2016 di lanciare Douyin, precedentemente chiamata A.me.

Di lì la corsa mondiale della video-app è stata inarrestabile. Tra i segreti del successo il suo format. Douyin permette infatti di creare brevi video di 15 secondi, ma le opzioni da  utilizzare nel montaggio sono pressoché infinite. Attualmente TikTok si è classificato rapidamente tra le app gratuite più scaricate al mondo, con oltre 104 milioni di download, 500 milioni di utenti iscritti, di cui 150 solo in Cina, ma il numero è in continua ascesa.

Sebbene sia ancora lontano da competitor come Kuaishou, Douyin si sta avvicinando rapidamente alla vetta, chiudendo il 2018 con entrare record, anche grazie alle tante collaborazioni con brand di moda che hanno deciso di collaborare proprio con TikTok per promuovere i loro prodotti. Quale il segreto del successo? Ciò che gli utenti più amano di Douyin è la sua facilità d’uso e versatilità. L’utente può cercare video con parole chiave o lasciare che l’algoritmo scelga quelli che meglio si adattano ai suoi gusti. Mentre l’user passa da un video all’altro, è possibile lasciare like e commenti. Questa la novità che rende questa app un vero social network. Un modello di business che si è rivelato vincente anche nei mercati occidentali, Stati Uniti e Giappone in testa, ed ora anche Medio Oriente.

 

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