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Hong Kong, le proteste spingono i residenti verso l’estero

23/10/2019

 

Le richieste per espatriare sono aumentati del 48,7% e gli acquisti di case offshore sono concentrati in Grecia, Portogallo, Cipro, Malta e Malesia

 

 

Nel mercato immobiliare globale, le proteste di Hong Kong rappresentano un vero sconvolgimento. Solo negli ultimi cinque mesi, infatti, gli acquisti di proprietà residenziali offshore da parte di residenti ad Hong Kong sono aumentati di quattro volte.

A spingere i cittadini ad acquistare case all’estero è ovviamente l’atmosfera tesa della città di Hong Kong. Le destinazioni più ricercate per acquistare una casa sono quei paesi che adottano incentivi sull’emigrazione, come il cosiddetto visto per oro offerto da Grecia, Portogallo, Cipro, Malta, nonché il programma malese “La mia seconda casa”.

John Hu, fondatore e consulente principale di John Hu Migration Consulting, ha dichiarato: “Le nuove domande mensili sono aumentate di quattro volte. Abbiamo ricevuto circa 1.000 domande di visto ogni mese da quando sono iniziate le proteste antigovernative a Hong Kong”.

 

 

Per emigrare bisogna prima ottenere il certificato penale

 

 

John ha anche dichiarato che le destinazioni più popolari da Hong Kong sono Australia, Canada e Stati Uniti. Più di 50 domande sono state ricevute per l’Australia, mentre 30 sono state ricevute per l’Irlanda.

David Hui, amministratore delegato di Centaline Immigration Consultants e direttore delle vendite per la Cina e le proprietà all’estero, ha dichiarato: “Anche Giappone, Tailandia, Malesia e Singapore sono molto ricercati. Malesia e Singapore, inoltre, sono stati particolarmente popolari in questi pochi mesi”.

Mandy Wong, capo del dipartimento residenziale internazionale della JLL di Hong Kong, ha dichiarato: “Le vacanze estive sono tradizionalmente la bassa stagione per l’acquisto di proprietà all’estero, ma le richieste che abbiamo ricevuto questa estate sono state del 30% in più rispetto a quelle di un anno fa”.

 

 

La qualità della vita è diminuita a Hong Kong

 

 

John Hu ha aggiunto che “Hong Kong è la città più costosa del mondo. Il senso di oppressione è grande. Il proverbio dice: Hong Kong è un buon posto per fare soldi ma non un buon posto in cui vivere”.

I certificati rilasciati dalla polizia di Hong Kong per le domande di visto per visitare, studiare o vivere in un altro paese, o per l’adozione di bambini, sono saliti alle stelle mentre le proteste di Hong Kong sono peggiorate. La cifra, nel solo mese di settembre, è raddoppiata rispetto allo scorso anno, salendo a quota 3.263.

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