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Il PCC si riunisce: i riflettori del mondo sulla Cina, perché seguire le mosse di Pechino?

09/10/2017

Pechino si sta preparando già da un anno ad ospitare il diciannovesimo Congresso del Partito Comunista Cinese che si terrà il 18 ottobre prossimo. Gli occhi del mondo, non solo degli analisti politici, sono puntati sulla Cina, attualmente seconda economia al mondo. Il Congresso in sé è l’evento politico più importante nel Paese di Mezzo e tenuto con cadenza quinquennale, quest’anno sancirà il ricambio dei vertici del PCC. Saranno infatti sostituiti cinque dei sette membri del Comitato Permanente del Politburo, vero organo di comando dell’intero Paese. L’attuale Presidente Xi Jinping sarà confermato, come consuetudine, per il suo secondo mandato facendo prevalere, come Deng e Mao prima di lui, la sua linea politica di lungo corso all’interno del Partito stesso.  Come al solito il vertice è ammantato di segretezza tanto che, da queste parti, si dice che sapere cosa succederà durante il Plenum è come “saper leggere le foglie di tè”, cosa certa è che questa volta si svolgerà la partita decisiva tra Xi Jinping e l’ala del Partito a lui più riottosa. A colpi di campagne anti corruzione dove “piccole mosche e grandi tigri sono state spazzate via”, l’inquilino di Zhongnanhai è il leader de facto del Paese. I suoi uomini sono stati inseriti nei punti strategici della guida della Cina e gran parte del Partito, oramai condivide la sua linea politica. Guardare all’estero, cambiare l’immagine della Cina, abbracciare il cambiamento osservando il passato e le tradizioni classiche del Paese, questa la nuova filosofia di governo. Innalzare Deng Xiaoping come grande padre della patria, vero iniziatore del progresso economico cinese, senza però tralasciare lo spirito rivoluzionario di Mao. Xi Jinping con grande ed abile classe politica è divenuto il “core leader” del Partito utilizzando bastone e carota, è un uomo del popolo ed è amato dal suo stesso popolo, tant’è che sotto la presidenza targata Xi Jinping la classe politica cinese ha ottenuto una rinvigorita popolarità. Salari aumentati, modernizzazione economica ed innovazione tecnologica, queste le ricette della Cina 2.0 con rinnovati sentimenti nazionalistici tradizionali abilmente mescolati alla linea marxista-leninista: “far rinascere la nazione cinese” come promesso da Xi Jinping.

Perché dunque seguire con interesse i giochi di potere di Pechino? La Cina è la seconda economia al mondo e l’Italia ha molto da guadagnare in termini di opportunità economiche, guardando ad est. Il Bel Paese è infatti al terzo posto tra le destinazioni degli investitori cinesi in Europa. Sport, chimico ed agroalimentare sono solo alcuni settori dove l’imprenditoria del Dragone è entrata, senza contare che l’Italia è stata scelta come snodo strategico nel Mediterraneo della Nuova via della Seta. Guardare al prossimo Congresso del PCC, quindi, significa avere già una percezione di quello che avverrà in futuro, decidendo così le prossime mosse. Primo fra tutti capire il nuovo corso economico della Cina. Xi Jinping attualmente racchiude nelle sue mani tutte le principali cariche per la guida dello Stato avendo in tasca “le tre presidenze”: del partito, dell’esercito e dello Stato. Tuttavia è opinione degli analisti che il Plenum del 18 ottobre rafforzerà la sua personale linea dei “quattro pilastri”. Riprendendo quasi la formula che fu di Zhou Enlai delle “quattro modernizzazioni”, i “quattro pilastri” di Xi sono “l’essenza di un futuro prospero per la Cina: approfondire le riforme, avanzare nello stato di diritto, costruire una società prospera e rafforzare la governance del PCC”. Gli obiettivi delle riforme principali che lo Stato approverà nel febbraio prossimo, sono già state anticipate in parte dal Presidente stesso a luglio di quest’anno, ma saranno ben definite, espresse e discusse nel prossimo Plenum. Sotto la lente d’ingrandimento di Xi Jinping ci sono in particolare le riforme del settore finanziario che rischiano di arenarsi dopo un possibile ritiro dello stesso presidente dalla scena politica attiva nel 2022. “Cercare il progresso, mantenendo la stabilità” questo il mantra dettato da Zhongnanhai, chi non rispetterà le regole o le aggirerà sarà punito, come nel caso dell’epurazione di Sun Zhengcai, Segretario del Partito Comunista di Chongqing, accusato di corruzione, espulso dal PCC ed attualmente sotto processo.

Tra le norme da rispettare vi sarà anche il contenere la speculazione immobiliare, continuare con la modernizzazione del Paese in particolare l’industria high-tech. La strada delle riforme strutturali è stata intrapresa oltre dieci anni fa, ma dall’elezione di Xi Jinping alla presidenza si è avuto un’accelerazione senza pari. La nuova Cina a marchio “Xi” si sta rinnovando radicalmente. Chiudono le industrie statali non efficienti, si allenta la corda sul settore metallurgico e si sta investendo massicciamente sulla Cina 2.0 aprendo anche ai capitali privati. Il prossimo Plenum sicuramente sottolineerà la volontà della leadership cinese di trasformare ulteriormente il Paese in un polo altamente tecnologico, delineando e suggerendo quali settori abbracciare. E-commerce, startup e molto altro sono già una realtà nella “Nuova Cina”, per questa ragione guardare con occhi critici ed attenti la nuova sessione plenaria del Partito ad ottobre, potrà essere un’importante anticipazione delle prossime linee politiche cinesi.

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