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Import in Cina, anche i grandi piangono: gli esempi di Shiseido e Nestlé

01/09/2017

Importare nel mercato cinese non è una sfida facile. Non basta analizzare le abitudini di consumo ed intercettare la (spesso ingente) domanda di prodotti internazionali da parte del pubblico cinese. È necessario infatti essere preparati ed informati sugli ultimi aggiornamenti normativi, sulle politiche doganali, e su ogni singolo aspetto o potenziale problema che può insorgere nell’utilizzo del prodotto.

Ecco perché anche le grandi multinazionali – proprietarie di brand molto richiesti e presenti nel mercato cinese da lungo tempo – non sono esenti dai problemi relativi alla non conformità di prodotti in entrata nel mercato cinese. Oggi parliamo di due esempi recenti in due settori molto diversi: prodotti cosmetici e latte.

 

Cosmetici Shiseido alterati dal trasporto

Un aspetto da non sottovalutare nell’export di prodotti verso la Cina è il trasporto. Non solo deve essere valutata la soluzione migliore dal punto di vista economico e di tempistiche, ma anche per quanto riguarda la tutela del prodotto stesso.

Il produttore giapponese di cosmetici Shiseido ha annunciato recentemente il ritiro dal mercato di alcuni prodotti che hanno subito alterazioni durante il trasporto. Questa alterazione poteva provocare una sensazione anomala durante l’applicazione, un rischio che nel settore della cosmesi non è assolutamente accettabile – specie in un mercato come quello cinese, dove l’informazione sui prodotti tra consumatori raggiunge enormi livelli di intensità online.

Stando a quanto riportato da Sohu, i prodotti interessati, venduti a livello internazionale potrebbero riguardare più di 410 mila pezzi, tra i quali: Shiseido Sun Medic Sunscreen, Shiseido Anessa Whitening Essence Facial UV AB (40g) e Shiseido Anessa Whitening essence facial UV AB special size (15g).

Latte Nestlé proveniente da Taiwan

Lo scorso luglio AQSIQ – l’autorità per la supervisione della qualità, per le ispezioni e la quarantena dei prodotti in entrata-uscita – ha rilasciato la lista dei prodotti alimentari e cosmetici a cui in giugno non è stato permesso entrare nel territorio cinese. Si tratta di 630 lotti di alimenti. In particolare, parliamo di 6 lotti (corrispondenti a oltre 10 tonnellate) di latte a marchio Klim, un brand di proprietà dell’azienda Nestlé molto diffuso in Cina.

 

I lotti erano provenienti da Taiwan, e sono stati bloccati per concentrazioni di vitamine B1, B2, B6, B12 oltre i limiti prestabiliti. Inoltre, sono stati bloccati 1 lotto di latte intero marchiato Nestlè, pari a 690 kg. La direzione dell’AQSIQ ha comunicato che tutti i prodotti non conformi sono stati rispediti indietro o destinati alla distruzione.

 

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