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In Cina si brinda con il vino italiano: in crescita le esportazioni verso il Dragone

17/11/2017

Dove viene venduta oggi la maggior parte del vino in Cina?

Da quanto dichiarato dall’Organizzazione Internazionale OIV nel 2016 il mercato cinese si è classificato come il primo consumatore di vino al mondo. Fra i vini preferiti dai consumatori del Dragone troviamo quelli italiani, inglesi e francesi, e fra questi i vini provenienti dal Bel Paese sono quelli che hanno avuto il più alto tasso di crescita delle importazioni nell’ultimo periodo. Dato sorprendente è che proprio dalle generazioni più giovani proviene una domanda crescente per questa bevanda. Gli economisti dell’Hong Kong Trade Development Council, hanno dichiarato che da una ricerca di mercato è emerso che qualità, gusto, marchio e certificazioni sono i fattori principali che incidono nelle scelta d’acquisto, da qui le garanzie di qualità italiane hanno permesso la rapida crescita delle vendite. Dove questi vini oggi vengono maggiormente venduti? In relazione all’età anagrafica dei consumatori ed al modificarsi dei modelli di shopping, oggi le piattaforme di e-commerce sono diventate le principali piazze di acquisto di alcolici. Un esempio concreto è JD.com che nel 2015 aveva già presenti sul suo sito 100 marchi di vini rinomati.

La porta di accesso principale? Potrebbe essere Hong Kong

In questo mercato in rapida crescita, la Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong è riuscita a ritagliarsi il suo ruolo di porto d’ingresso, diventando così il centro logistico di smistamento di vino non solo della Cina continentale, ma anche dell’intera Asia. Il risultato è stato raggiunto grazie ad importanti scelte strategiche compiute nel 2008, quando sono state ritirate tutte le misure di sdoganamento e controllo amministrativo legate al vino. Scelte prese per facilitare sempre più il commercio internazionale del vino sono state implementate nel novembre di quest’anno allorquando l’amministrazione dell’ex colonia britannica ha annunciato che i vini che saranno riportati nella terraferma avranno lo sdoganamento immediato per tutte le aree doganali. Quindi non più solo per le aree di Pechino, Shanghai, Tianjin, Guangzhou e Shenzhen. Grazie a queste politiche, già nel primo semestre di quest’anno sono stati importati in Cina 254 milioni di litri di vino in bottiglia, ed il segretario finanziario di Hong Kong, Chen Mao-bo ha affermato che i risultati raggiunti sono soprattutto frutto del sistema finanziario decisamente favorevole cui Hong Kong ancora gode.

Che sia un chiaro messaggio diretto a Pechino per chiedere il mantenimento dello status quo dei “due paesi due sistemi”? Probabile, ma l’ex enclave di Sua Maestà non avendo tasse sui beni e servizi, e soprattutto non chiedendo di versare alcuna IVA, ha fatto dell’attività commerciale una delle voci più importanti di guadagno. Con questo scenario favorevole, il mercato del vino, in particolare quello italiano che ancora deve colmare un enorme gap con i concorrenti, ha ottime possibilità di sviluppo appoggiandosi proprio allo sdoganamento di Hong Kong.

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