Italia, 起来!

29/05/2018

Un utente Weibo così commenta il caos italiano: Italia, 起来! Alzati Italia. Il nuovo stallo politico nazionale colpisce anche le prime pagine dei quotidiani cinesi. Come viene percepita la crisi istituzionale nel Dragone?

 

Savona si, Savona no. Il balletto dietro al nome del Professore critico nei confronti dell’Unione Europea si è risolto con il veto del Quirinale ed una nuova crisi istituzionale mai vista nella storia repubblicana. Facendo così ripiombare il Bel Paese nel caos politico, con Piazza Affari che ieri ha azzerato tutti i guadagni del 2018.

Il parere negativo di Mattarella nei confronti di Paolo Savona ha causato la caduta, già prima del decollo, del premier incaricato Giuseppe Conte e la nomina di “mister spending review” Cottarelli come Primo Ministro. Quest’ultimo dovrà ora assemblare una squadra di governo e traghettare, come un novello Caronte, ciò che rimane del Paese a nuove elezioni.

Il nuovo stallo politico, una dialettica da gogna pubblica che rimanda – per rimanere in tema – nei toni alla “Rivoluzione Culturale” ha colpito i giornali di mezzo mondo, Cina compresa.

 

Anche i quotidiani del Dragone hanno speso, a ragione, parole non proprio lusinghiere per tutto ciò che ha portato l’Italia nuovamente in campagna elettorale.

 

Se il Quotidiano del Popolo è rimasto su una posizione neutrale, battendo asciutte e scarne agenzie, Caixin, primo giornale economico del Dragone appartenente alla galassia Shanghai Media, apriva in prima pagina con un titolo inequivocabile: “Saltano le trattative per un nuovo governo, l’estrema destra minaccia nuove elezioni”.

Caixin, ripercorrendo brevemente i fatti, sottolinea come l’incertezza politica ha portato il Paese sotto la lente di ingrandimento degli speculatori. Secondo il quotidiano di Shanghai, le cause di questa situazione sono da ricercarsi dal grande debito pubblico italiano e da un programma economico, proposto dal governo giallo-verde, non molto chiaro su alcuni punti.

Nel suo editoriale, il giornale economico conclude che “la febbre endemica dell’economia italiana diventa un argomento difficile anche per l’Unione Europea”. Caixin riprendere anche una considerazione dell’Istituto Cinese di Studi Internazionali, per il quale “l’Italia sta affrontando un dilemma”.

L’Istituto spiega che “tutti sanno che l’uscita dall’euro significherebbe rischi incontrollabili , ma è pur vero che allo stato attuale ridurre il debito pubblico è difficile. Tuttavia è proprio l’assenza di un gabinetto di governo forte e programmi di governo non chiari ad essere il punto debole che fa sì che la speculazione si abbatta sull’Italia”.

 

Xinhua: “senza un governo l’Italia rischia di ritrovarsi all’angolo e vedere ridimensionata la sua sfera di influenza internazionale”

 

Anche l’agenzia di stampa  Xinhua si è dedicata al Bel Paese si da fine aprile. Xinhua spiega che “uno stallo politico permanente porterà per forze di cose ad erodere l’influenza internazionale di Roma”.

Mai parole furono più veritiere. Nei prossimi mesi il governo Cottarelli – se mai avrà la fiducia del Parlamento – sarà chiamato a presenziare al G7 in Canada, alla riunione dei Paesi NATO nonché al Consiglio Europeo.

Tante le tematiche sul tavolo. Dai dazi americani all’acciaio europeo al dossier sul nucleare Iraniano, per passare poi al problema dell’instabilità libica, che sarà all’ordine del giorno del prossimo summit a Parigi, dove l’Italia non si ancora da chi sarà rappresentata.

Xinhua già due settimane fa avvertiva che “le scadenze economiche attendono l’Italia, ma la formazione di un governo è ancora in discussione”, salvo poi applaudire positivamente la quadra del cerchio con la nomina di Giuseppe Conte. Ma ora tutto è da rifare.

La crisi italiana ha trovato spazio anche su CCTV, la tv di Stato cinese nonché primo network della Repubblica Popolare. Il canale televisivo, ha infatti dedicato le aperture dei suoi telegiornali serali alla crisi italiana chiedendosi “quale sarà l’esito di questo nuovo caos politico”.

 

Non solo media tradizionali, la questione italiana diventa un hot topic anche su Weibo con i netzen che si chiedono cosa stia succedendo. Cosa ne pensa la leadership cinese? Per ora Pechino osserva.

 

La pagina Weibo 意大利那些事儿 – letteralmente “cose italiane”, una pagina dedicate a curiosità e fatti sul Bel Paese – ha dedicato alcuni post sulla crisi istituzionale italiana, generando un acceso dibattito.

Sostanzialmente i cinesi non comprendono, anche a causa della profonda diversità degli apparati istituzionali, cosa stia succedendo. Alcuni utenti si chiedono “come è possibile che non siete capaci a gestire questo Paese?” o “perché volete lasciare l’eurozona? Sarà un disastro!”. Accorato l’appello di un utente che scrive – prendendo punto dall’inno cinese – “Italia, 起来”,Italia, Alzati.

Il dibattito poi si è spostato sulla questione della figura del Presidente Mattarella, con l’intervento dei giovani cinesi che vivono in italia che hanno cercato di spiegare ai “cugini continentali” come funziona l’iter costituzionale. E non ha tutti i torti un utente che chiosa “太复杂! Troppo complicato”.

Come al solito la leadership cinese non entra mai in merito alle questioni nazionali di Paesi terzi. Tuttavia, l’interesse dei tanti quotidiani per la questione italiana, significa che nelle sale del potere del Paese di Mezzo osservano attentamente l’evolversi della faccenda.

 

Ciò che Pechino teme di più al giorno d’oggi non è più un effetto Brexit, bensì una reazione a catena determinata proprio dal caos istituzionale italiano.

 

Una instabilità politica nel nostro paese porterebbe ad un effetto domino che, molti pensano, potrebbe essere destabilizzante per l’eurozona. La leadership cinese come al solito attende, ma l’attenzione è alta, dal momento che il Dragone vede nell’Italia non solo un partner strategico importante, ma anche un hub fondamentale per la sua Nuova Via della Seta e si auspica che il dialogo bilaterale possa continuare in maniera positiva.

La forza del Dragone è sempre stata la lungimiranza politica nell’attuare politiche di lungo periodo e lunga data, un concetto che non sembra albergare nei cuori dei politici nostrani

Ovviamente confrontare i due sistemi politici di Cina ed Italia sarebbe del tutto inutile. Tante le differenze culturali e storiche che hanno portato a creare un modo di pensare che non è applicabile nei propri confini nazionali.

Anche paragonare la governance non è auspicabile. Tuttavia l’Italia potrebbe prendere come modello quella volontà della leadership cinese di portare avanti strategie di lungo corso, che guardino ad un futuro lontano e non all’immediato “effetto placebo” per meri fini elettorali. La rinomata concretezza cinese, su questo, è nettamente superiore alle generali o populiste chiacchiere della politica nostrana.

 

Guardare più avanti, o quantomeno ad un tentativo di unità di vedute fra le forze politiche, potrebbe fare la differenza. Ed invece eccoci pronti a sfilare controcorrente il 2 giugno, il giorno della Festa della Repubblica.

 

“Historia magistra est”, diceva Cicerone, ma a quanto pare noi italiani siamo pessimi studenti. Se da una parte è giusto ribadire che una Europa a trazione integrale tedesca, porta il giudice ed arbitro nelle sedi unitarie a giudizi “di parte”, bisogna domandarsi anche sul come si è arrivati a tutto ciò.

Parlare di meno e concretizzare di più la ricetta. Questo ha permesso alla Cina quella rapida e vertiginosa crescita, anche tecnologica, ora sotto gli occhi di tutti. Non solo, questa è stata la forza della Germania post muro di Berlino, che ora siede nuovamente alla testa del Vecchio Continente.

Nonostante l’alternanza di diversi governi, da un punto di vista economico e politica estera, seppur generale, si è mantenuta sempre una visione concreta del futuro. L’Italia? Troppo impegnata nelle bagarre elettorali, ed ora raccogliamo i risultati.

Ben vengano gli auguri del popolo cinese a rialzarci, perché il lavoro, così come il cammino, che ci si porpina davanti a noi è lungo e con ostacoli. Italia, 起来!

 

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