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Jack Ma si ritira da Alibaba. “Ora mi godrò la vita, come Forrest Gump”

11/09/2019

 

In occasione del 20° anniversario di Alibaba, Jack Ma annuncia il passaggio di consegne a David Zhang. Totale pensionamento? Niente affatto. Tante le sfide, dall’internazionalizzazione della piattaforma alla concorrenza interna

 

 

La notizia annunciata a sorpresa l’anno scorso si è finalmente realizzata. Jack Ma, in occasione del suo 55° compleanno ha annunciato il ritiro dalla presidenza di Alibaba. Ieri il passaggio formale all’attuale ceo, David Zhang, che prenderà le redini dell’azienda. Anche la tempistica non è stata casuale. Il 10 settembre Alibaba ha infatti festeggiato vent’anni di attività.

Il futuro di Jack Ma? “Ora mi godrò la vita”, aveva annunciato esattamente l’anno scorso. Il fondatore di Alibaba, ora il secondo uomo più ricco dell’Asia, si dedicherà alla filantropia e all’educazione.  “Non è la fine di un’era ma l’inizio di una nuova, per me”, ha dichiarato Jack Ma.

 

 

L’avventura del fondatore di Alibaba iniziò esattamente nel 1999 in un palazzo diroccato ad Hangzhou. Da quel giorno, la piattaforma ha macinato traguardi su traguardi, divenendo una vera multinazionale altamente competitiva sotto ogni punto di vista. Dall’e-commerce all’intelligenza artificiale, dall’IoT alla logistica Alibaba sembra essere arrivata ad un punto di svolta. Da un semplice portale e-commerce, la compagnia ha diversificato i settori di investimento, andando ad abbracciare fintech, musica ed intrattenimento. 

In un video pubblicato sull’account Twitter del colosso di Hangzhou, Jack Ma ha ripercorso le tappe che hanno portato Alibaba a competere con i big tech della Silicon Valley. Passeggiando nell’appartamento-museo di Hupan Garden, Jack Ma ha detto commuovendosi : “Lì tutto nacque. Mai mollare”.

 

Dalla fondazione nel 1990 al lancio di Taobao nel 2003 fino ad Alipay. Alibaba è divenuta il volto del nuovo “sogno cinese”.

 

Come nelle migliori epopee, si dice che l’idea di dar vita ad un canale e-commerce arrivò quando, intento a cercare una birra, ritenne più comodo ordinarla su internet, anziché camminare fino ad un negozio. Decise così di creare insieme a 18 amici Alibaba. “Facevamo economia anche sui centesimi e dopo quattro mesi stavamo per fallire”, ha raccontato di recente. Sicuramente il successo di Alibaba deve molto alla tenacia, e fortuna, del suo fondatore.

Dopo neanche un anno di vita, Alibaba, prossima  al fallimento, bussò ad ogni banca cinese per avere dei finanziamenti. La risposta fu ovviamente negativa. Noncurante, Jack Ma volò fino in Giappone. L’unico a credere al potenziale di Alibaba fu Mitsuyoshi Son, fondatore del colosso SoftBank, il quale decise di finanziare con 20 milioni di dollari la neonata creatura di Jack Ma.

 

 

Alibaba. L’unico a credere al potenziale di Alibaba fu Mitsuyoshi Son, fondatore del colosso SoftBank, il quale decise di finanziare con 20 milioni di dollari Alibaba.

 

In un’intervista a Bloomberg, Masayoshi Son ha candidamente detto come a convincerlo “non fu il business plan totalmente assente di Jack Ma, o le zero entrate di Alibaba. Bensì la sua luce negli occhi. Aveva un sogno ed ho creduto anche io in quel sogno. Ed ho avuto ragione”. Tra i due nascerà poi una personale amicizia che durerà fino ad oggi.  Di strada, Jack Ma ne ha fatta sicuramente tanta ed ora è pronto a lasciare le redine al 47enne David Zhang, il deus ex machina di molti recenti successi di Alibaba.

Come riportato dai principali media internazionali, a prendere le redini dell’azienda che oggi sul mercato vale 460 miliardi di dollari sarà l’attuale ceo, Daniel Zhang. Non ci sarà, ufficialmente, nessun evento pubblico, se non il party per celebrare la fondazione della compagnia che coincide, e non è casuale, con il ritiro di Ma. 

Cosa ne sarà quindi di Jack Ma? Come egli stesso ha dichiarato più volte, desidera cambiare vita, dedicarsi alla filantropia e all’educazione. Con altri magnati dell’industria cinese ha già fondato nel 2015 la Hupan University ad Hangzhou, un’istituzione divenuta in breve tempo una delle più importanti fucine di personalità nel mondo del business in Cina. Celebre l’affermazione di Ma: “Me ne andrò ancora giovane per godermi la vita come Forrest Gump”.

 

Sicuramente l’immagine di uno degli uomini più ricchi del mondo, beatamente seduto in spiaggia a godersi i frutti del lavoro svolto, è suggestiva. Tuttavia Jack Ma non si ritirerà così presto come può sembrare. 

 

Nonostante abbia ceduto il timone a David Zhang, gran parte delle azioni di Alibaba sono ancora nel portafoglio di Jack Ma, senza contare che siederà al board della compagnia fino al 2020 e guiderà come membro a vita la Alibaba Partnership, un ristretto gruppo di vecchi manager che avrà il compito di scegliere i ruoli chiave aziendali. Insomma, un pensionamento con il freno tirato. Tante sono infatti le sfide che attendono Alibaba nell’immediato. In primo luogo, la crescente concorrenza interna.

 

Pinduoduo. Dal le lower tier alle top tier cities. Pinduoduo getta il guanto di sfida ad Alibaba e JD.

 

Alibaba deve fare i conti con Pinduoduo e JD, piattaforme che si stanno affermando sempre di più nei mercati emergenti delle lower tier cities. Parole chiave di Alibaba per il futuro sarà sicuramente internazionalizzazione e cross-border e-commerce. Il gigante cinese ha rafforzato gli sforzi per crescere come una realtà non più regionale, bensì globale.

TMall Global è ormai fruibile in molti paesi. Inoltre l’acquisizione di Lazada, sta garantendo una posizione di vantaggio sul mercato e-commerce del Sud-est Asiatico. Inoltre la recente acquisizione di Kaola per 2 miliardi di dollari permetterà la nascita di un enorme portale dedito al cross-border e-commerce che avrà circa il 50% del mercato cross.border cinese. Con queste sfide, colui il quale ha fondato un’azienda dal nulla elevandola a potenza globale, potrà mai rimanere sdraiato nel caldo sole di Hainan? 

 

 

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