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JD apre il suo mercato dell’usato online: a rischio il monopolio di Alibaba e Tencent

19/01/2018

Un giro d’affari di 5 miliardi di euro e tre player sul mercato

 

La piattaforma e-commerce JD.com ha ufficialmente lanciato il suo canale per la compravendita online dei prodotti di seconda mano, un settore che genera ogni anno milioni in termini di fatturato, andando direttamente a puntare il monopolio di Tencent e Alibaba.

Il nuovo portale di JD, chiamato Paipai Secondhand, permette sia ai singoli privati che ai venditori di mettere online una serie di articoli suddivisi per categorie come prodotti di lusso, smartphones, computer, vestiti, strumenti musicali e molto altro.

Con Paipai, JD entra a gamba tesa in un mercato in continua espansione che il Consiglio di Stato Cinese, nei suoi libri di bilancio sul traffico online redatti nel 2017, ha stimato di superare i 5 miliardi di euro. Fino ad oggi i leader indussi della sharing economy di seconda mano erano le piattaforme Xianyu di Alibaba e Zhuanzhuan di Tencent. Che il terzo attore in gioco possa ribaltare gli equilibri? Difficile a dirsi, ma in un mondo dinamico come l’economia cinese, è sempre difficile fare previsioni.

Come si sa, gli investimenti dei giganti del web cinese e delle piattaforme e-commerce sono trainate dai gusti dei millenials, veri creatore di tendenze nel Dragone. Si tratta della generazione nata a cavallo tra gli inizi degli anni 90 e 2000, hanno tra i 20 e 30 anni e rappresentano quasi un terzo della popolazione cinese. Indipendenti e curiosi del mondo, ma con il cuore rivolto verso la mainland cinese. I millennials cinesi sono una vera superpotenza dei consumi, divisi tra antichi valori riscoperti, modernità ed orgoglio nazionalistico. Questo esercito di oltre 400 milioni di giovani ha soldi, ama spendere, ma sono decisamente più “open-minded” rispetto alle generazioni precedenti.

Per loro comprare un oggetto di seconda mano, purchè sia garantita ovviamente la qualità, significa fare acquisti intelligenti, non comprare “qualcosa di inferiore”. Addirittura, nel caso del vestiario, comprare oggetti vintage degli anni 70 o 80 è divenuto anche qualcosa di esclusivo.

 

Paipai punta ad Alibaba ed investe un miliardo di dollari

 

Gli utenti principali del “mercato dell’usato online” sono per lo più ragazzi sotto i 30 anni, studenti universitari e colletti bianchi. Secondo i dati rilasciati a fine 2017 da Xianyu, piattaforma di proprietà del colosso di Hangzhou, si legge che la maggior parte degli utenti di questo portale sono nati dopo gli anni 90 e spendono in media 3500 smb al mese, circa 450 euro, con tre o quattro transazioni al mese. Dopo il successo del festival dello shopping dello scorso novembre, JD punta il primato di Alibaba. Anche Tencent con la sua Zhuanzhuan, ad aprile 2017, ha investito 200 milioni di dollari nel suo canale di vendite di prodotti di seconda mano.

“Paipai Secondhand sarà una piattaforma win-win dove sarà garantita la qualità dei prodotti forniti”, ha dichiarato Hu Shengli, vice presidente del gruppo JD, “quest’anno investiremo circa un miliardo di dollari per costruire una rete solida di venditori che andrà a creare una rete certificata di sellers di prodotti di seconda mano.”

JD fa sul serio e il colosso di Pechino punta tutto sulla qualità dei prodotti in vendita, che sulla oramai certificata eccellenza del servizio delivery della piattaforma stessa. Basti pensare che tra i primi ordini di Paipai è stato un pianoforte Yamaha di 400 mila rmb e pesante ben 300 chili consegnato in sole 24 ore. Il guanto di sfida è stato gettato. Come risponderanno gli altri player?

 

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