Jinan e Weifang motori dell’economia dello Shandong

05/12/2018

Le “lower-tier” come Jinan e Weifang sempre più importanti per l’economia del Dragone. A sostegno di tutto non solo la BRI, ma anche il progetto “Made in China 2025”. Un viaggio nei nuovi centri economici dello Shandong

 

Dove puntare con gli investimenti? La Repubblica Popolare è attualmente la seconda economia al mondo, ma è vasta come un continente. Vera locomotiva d’Asia, il Paese di Mezzo ha promesso che anche nel 2018 rafforzerà le riforme strutturali economiche, così come quelle del tessuto produttivo.

Tuttavia, nonostante la grande corsa degli ultimi vent’anni, la Cina non ha ancora un’economia integrata ed omogenea, dal momento che esistono ancora forti discrepanze tra le diverse aree del Dragone. Come riconosciuto anche dagli stessi economisti di Stato, le cause sono molteplici, sia storiche che non.

 

Jinan and Weifang, shandong tier 2 cities - confucius statue - cifnews

©Pixabay. Terra ricca di cultura e arte, lo Shandong con Qingdao è storicamente uno dei centri produttivi più importanti del Dragone.

 

Oggi il Paese risulta diviso in “cluster”, vale a dire in macro aree produttive sparse da nord a sud, includendo più città di primo e secondo livello. Questi cluster – ad oggi se ne contano undici – includono dalle 20 alle 30 città e circa il 60% della popolazione che produce quasi l’80% della ricchezza del Dragone.

Ogni area si differenzia a sua volta non solo per geografia, ma anche per produzione ed abitudine nel mondo degli affari. Oggi come non mai è utile ricostruire una mappa per sintetizzare le aree produttive cinesi, comprendendo anche l’importanza di queste “lower-tier cities”. Un primo punto di partenza è lo Shandong, la storica patria natia di Confucio.

Tra queste Jinan e Weifang guidano la spinta economica dello Shandong, un cluster produttivo tra i principali del Paese.

 

La provincia, situata sulla costa centro-settentrionale della Cina è, se escludessimo le quattro Municipalità speciali,  per PIL la terza più ricca della Cina. Il suo valore di produzione ha raggiunto i $579,97 miliardi nella prima metà del 2018, con una  crescita del 6,6% di anno in anno.

Nel 2015, il governo centrale ha annunciato un piano quinquennale con obiettivi strategici da raggiungere entro il 2020 come lo sviluppo economico, la spinta all’innovazione e salvaguardia ambientale

Recentemente l’Environmental Protection Bureau della provincia  ha pubblicato un piano d’azione triennale per rinnovare l’approvvigionamento energetico, abbracciando finalmente le rinnovabili.

 

Con un PIL annuo che rappresenta circa 1/10 dell’intero importo dello Shandong, Jinan è uno dei nove centri finanziari in Cina e una delle prime 50 economie del Dragone.

 

Nonostante Qingdao sia il cuore economico dello Shandong, Jinan ne è la capitale. Con una popolazione di 7 milioni di persone, questa second tier sta crescendo nettamente, anche grazie per la sua nomea di “software city”.

Questa, insieme a Nanchino e Chengdu, è il terzo polo tecnologico per costruzione di software in Cina. Tanto che la città contribuisce oggi ad 1/10 del PIL provinciale balzando ad uno dei 50 centri più dinamici della Repubblica Popolare.

L’attenzione rivolta alle industrie ad alta intensità di tecnologia ha trasformato Jinan da una città sostenuta dall’industria pesante e dal tessile a un’economia correlata all’IT, tanto da essere una delle prime città a fondare una zona “hi-tech zone” approvata dal Consiglio di Stato nel 1991.

 

Jinan & Weifang, Shandong tier 2 cities - jinan olympic stadium - cifnews

©Weibo. Jinan Olympic Sports Center Stadium in Jinan, Shandong. La capitale provinciale sta ora divenendo un modello nazionale di sviluppo sostenibile.

 

Dalla sua creazione, la “zona di sviluppo industriale ad alta tecnologia di Jinan” ha attratto imprese internazionali come LG, Panasonic e Volvo. L’area ora rappresenta una vetrina dell’eccellenza hi-tech del nuovo “Made in China”.

Per quanto riguarda l’innovazione, con oltre ventimila imprese, Jinan si concentra su dieci settori tra cui IT di nuova generazione, scienza e tecnologia quantistica, logistica moderna, cultura e turismo. Tutti questi settori che stanno crescendo di importanza dando spinta all’economia reale.

Inoltre, la Cina, proprio a Jinan nello Shandong, è diventata il primo paese al mondo a implementare la tecnologia quantistica per fini commerciali lo scorso anno.

“Jinan accelererà la costruzione di piattaforme di innovazione come un centro di supercalcolo nazionale, un grande centro di dati sanitari e un centro di ricerca e produzione di farmaci al fine di sviluppare se stessa come un pilastro della ricerca e innovazione regionale”, ha dichiarato Wang Zhonglin, capo del partito della città.

 

Ma oltre a Jinan, anche Weifang spinge in avanti l’economia provinciale grazie alle sue aziende ad alto valore aggiunto.

 

Situata nel cuore dello Shandong, Weifang è tradizionalmente conosciuta come la capitale degli aquiloni. Ma questa città dalla storia centenaria, oggi conta più di 9 milioni di abitanti, sita al 10° posto per crescita economica all’interno del panorama delle città emergenti della Repubblica Popolare.  Si stima che entro il 2020 il numero di industrie hi-tech di Weifang raggiungerà quota 170 e genererà oltre l’80% del valore della produzione necessaria a soddisfare la domanda locale.

La “Weifang High-Tech Industry Development Zone”, costituita nel 1992, si concentra su quattro cluster industriali hi-tech, tra cui IT, produzione di attrezzature moderne, biomedicina e nuovi materiali. Questa è diventata un trampolino di lancio importante per la città per realizzare scambi scientifici e tecnologici internazionali.

 

Jinan & Weifang, Shandong tier 2 cities - weifang - cifnews

©JingDaily. Weifang, Shandong. La città da polo storico di primaria importanza, è divenuto un centro hi-tech vanto del nuovo “Made in China”.

 

Non solo, la Weifang High-Tech Industry Development Zone è ‘stata anche elencata dal Ministero della Scienza e della Tecnologia cinese come una delle prime cinque zone di sviluppo hi-tech più innovative del Dragone.

Inoltre, nel 2014, Weifang ha istituito un dipartimento apposito per trasformare la città stessa in una smart city. Il progetto è finalizzato a migliorare la gestione stessa della rete urbana, promuovere la digitalizzazione e costruire un nuovo tipo di “città intelligente” pronta per il futuro.

Recentemente l’amministrazione locale ha rilasciato l’app Weifang V per fornire quelle risorse pubbliche, come l’istruzione, l’assistenza sanitaria e i servizi di trasporto tramite cellulare. L’app è stata quindi implementata con la piattaforma Zhiji basata sul sistema di informazioni sul censimento della sicurezza pubblica da cui gli utenti ricevono un ID elettronico sotto forma di un codice QR dinamico.

 

Dopo Shenzhen e Hangzhou, Weifang è la terza città in Cina a consentire i pagamenti mobili per le carte mediche e la prima a implementare le carte di identificazione elettronica.

 

Inoltre nel 2016, Weifang è anche diventata la prima città della Repubblica Popolare a costruire un sistema di controllo intelligente dell’illuminazione urbana utilizzando la tecnologia IoT di Huawei. Attualmente, Jinan e Weifang stanno affrontando grandi opportunità di sviluppo. Le due città di secondo livello beneficiano anche della loro posizione geografica.

 

©123.rf. Perseguendo il programma di sviluppo “Made in China 2025” second tier come Weifang stanno promuovendo industrie hi-tech dal valore aggiunto.



Site in posizioni strategiche, sia Jinan che Weifang stanno beneficiando di riflesso delle strategie del governo centrale sullo sviluppo delle cosiddette “tre aree”: la Yellow River Delta High-Efficiency Bio-Economic Development Area, la Jiaodong Peninsula High-End Industrial Concentration Area, ed ovviamente la Shandong Peninsula Blue Economic Area.

 

L’imprenditoria occidentale pertanto non dovrà solo vedere in queste città un mercato appetibile, ma altresì un nuovo mondo economico con cui interagire ed investire. Le città di seconda e terza fascia sono la testa di ponte del progetto “China 2025”.

 

Una crescita di queste nuove città non significa solo accesso a nuovi mercati, ma anche la possibilità di nuove collaborazioni con realtà imprenditoriali innovative.

Con il progetto “Made in China 2025” – abbreviato in China 2025 – la leadership cinese punta a fare quegli stessi cambiamenti macroeconomici e strutturali  in modo da lasciarsi alle spalle la fama di “fabbrica del mondo”.

Gli analisti sostengono che nell’arco di 20 anni la Cina sarà in grado colmare tutti i gap che ancora la separano dalle potenze economiche occidentali. Per superare le sfide, sono tanti i centri di competenza per l’innovazione delle imprese sorti nei principali cluster produttivi della Cina.

Nonostante parte del progetto si riferisca alla riforma e ristrutturazione del settore manifatturiero, “China 2025” è un programma ben più aperto ed inclusivo che coinvolge molti altri settori, dal momento che la riforma voluta da Pechino ha bisogno non solo delle migliori eccellenze cinesi, ma anche investitori e know-how stranieri. La Cina punta a diventare a tutti gli effetti un polo d’alta tecnologia cui rivolgersi.

 

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