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Jumei rinuncia all’aumento di capitale, ritirata l’offerta di vendita del gruppo

05/12/2017

Jumei  rinuncia alla privatizzazione ed i suoi titoli salgono del 30%. Il gruppo acquirente ha affermato che “la piattaforma e-commerce cinese si è ritirata dall’offerta vista l’attuale stabilità del mercato ed in quanto la sua strategia di diversificazione ha raggiunto i risultati iniziali sperati”. Contemporaneamente il comitato speciale del consiglio d’amministrazione di Jumei, che si occupava di questa operazione, ha spiegato in una nota che “il ritiro è in linea con gli interessi a lungo termine dell’azienda, la quale mira alla continua creazione di valore e rendimento per gli investitori”.

Il gruppo finanziario a sostegno, composto da Sequoia Capital, il CEO di Jumei Chen Ou ed il vice presidente Dai Yusen, al momento della proposta sperava di concludere la privatizzazione a 7 dollari per azione. Ll gruppo acquirente avrebbe così detenuto il 90% dei diritti di voto, e più del 50% delle azioni. All’epoca il CEO Chen Ou aveva dichiarato che, il valore azionario di Jumei nel mercato statunitense era sottovalutato, e che la privatizzazione aiuterà le aziende durante il periodo di transizione ad essere più flessibili ed a prendere decisioni a lungo termine. Però, il prezzo di 7 dollari era molto inferiore a quello inizialmente proposto di 27 dollari, così si è sollevata una forte critica da parte degli investitori. Un azionista di minoranza aveva dichiarato che, se l’acquisizione fosse avvenuta per 7 dollari per azione, questo avrebbe danneggiato enormemente gli interessi dei medi e piccoli investitori, e soprattutto avrebbe potuto minare la fiducia di altri titoli cinesi quotati nel mercato statunitense.

Mentre svolgeva le sue normali attività di e-commerce nel 2017 Jumei è andata alla ricerca di azioni di start-up da acquisire per creare una sussidiaria interamente controllata che permettesse all’azienda di entrare in un’area completamente nuova.

Le diverse attività di investimento hanno incluso compagnie cinematografiche, il sito web Beby Tree, la supply chain del cross border e-commerce di Jumei, l’industria dei prodotti per la maternità e l’infanzia.  Dai dati rilasciati da Jumei, nel 2016 la società ha raggiunto un utile netto di 20 milioni di euro, realizzando 5 anni di continuo profitto, l’azienda cinese poi ha continuato dichiarando che queste possibilità di diversificazione sono state raggiunte grazie alla redditività ed alle riserve di liquidità disponibili.

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