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La Cina dichiara guerra alla sovrapproduzione di acciaio

02/04/2018

 

Il governo cinese avvierà un’ispezione su scala nazionale circa i prodotti di acciaio scadenti e la capacità produttiva di acciaio in eccesso da maggio a giugno

 

La nuova politica, che sembra essere un ramoscello d’ulivo teso ai dazi americani, mira a impedire alle imprese siderurgiche di violare le norme circa la produzione di acciaio di bassa qualità ricavato da rottami metallici.

“Un problema che nonostante gli ottimi dati economici degli ultimi anni ancora persiste” ha dichiarato Shui Hengyong, un funzionario della Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (NDRC).

L’ispezione sarà organizzata da un organo interministeriale, composto da personale tecnico proveniente da 25 agenzie governative e associazioni industriali. Che in Cina ci sia una sovrapproduzione di acciaio, è cosa ben nota anche al governo centrale.

Tant’è che nei piani economici di Pechino vi è un taglio netto alla produzione di questo metallo. Il motto è “più qualità, meno quantità”. Solo nei primi mesi di quest’anno, sono state scartate ben 30 tonnellate di acciaio di bassa qualità quest’anno.

 

Gli sforzi del governo si concentreranno sullo smaltimento delle “imprese di zombie” il cui debito ed inefficienza sono un peso per le casse dello Stato e i registri di produzione “gonfiati”.

 

Progetto del governo è quello invertire drasticamente questa tendenza. L’obiettivo di Pechino è di modernizzare il settore siderurgico, chiudere le industrie più inquinanti e “scorrette” che non solo falsificano i bilanci di produzione, ma ricavano acciaio da rottami metallici o altro.

La mal gestione del settore siderurgico ha infatti intaccato anche i ricavati delle imprese.  Luo Tiejun, funzionario del Ministero dell’Industria e Tecnologia dell’informazione, ha sottolineato come “andando a lavorare su settore tradizionalmente gonfiati come quello dell’acciaio e del carbone, il trend negativo registrato negli ultimi anni si è fermato”.

Grazie al blocco, accorpamento o ristrutturazione di molti impianti produttivi di bassa qualità, il settore siderurgico è tornato con segno positivo.

Piano del governo è quello di tagliare di ben l’80% la produzione di acciaio attuale entro il 2020, un importante target che, riferiscono alcuni analisti stessi governativi, sarà difficile da raggiungere, non tanto per i mezzi da utilizzare, quando nel convincere le filiere produttive di una rinnovata politica.

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