La Fintech cinese è ora sinonimo di avanguardia

24/09/2018

 

L’industria Fintech avanza in Cina, nonostante un passato complesso che vedeva il paese arretrato nel settore, oggi è sede delle migliori compagnie di tecnologia finanziaria

 

 

La straordinaria ascesa della tecnologia finanziaria cinese, anche detta industria “fintech”, mostra pochi segni di rallentamento. Una volta la finanza cinese era quasi sinonimo di arretratezza, oggi il paese ospita molte delle società finanziarie più dinamiche del mondo.

 

Delle 27 aziende unicorno fintech del mondo, nove hanno sede in Cina o ad Hong Kong

 

Stando a un rapporto del 2017 di TechCrunch, le 9 aziende fintech beneficiano dell’accesso al mondo più tecnologicamente avanzato e più esteso per mercato e consumi. I pagamenti tramite piattaforme mobile di terzi sono cresciuti a un tasso annuo a tre cifre negli ultimi cinque anni.

I consumatori cinesi effettuano più transazioni tramite le app di pagamento Alipay e WeChat Pay oggi che tramite il resto delle modalità, contanti e carte. Il prestito peer-to-peer, nel frattempo, è esploso fino a diventare un business da 190 miliardi di dollari al servizio di milioni di famiglie bisognose di credito e delle piccole imprese.

 

Ma come cambierà l’industria? La recente oscillazione nel mercato P2P si diffonderà? Potrebbe un inasprimento del regolamento da Pechino smorzare la crescita incessante del mercato?

 

Il rischio di calpestare il sistema finanziario è diventato una priorità per i responsabili delle politiche nell’ultimo anno, e le società di fintech dopo la libertà di cui hanno goduto nell’ultimo decennio potrebbero essere sul punto di prendere piede.

L’analisi di queste domande fa parte del lavoro quotidiano di Zennon Kapron, responsabile della società di consulenza e ricerca fintech Kapronasia. Kapron dà il suo contributo su alcuni dei recenti sviluppi del mercato e ha spiegato perché l’industria della fintech cinese è importante da osservare.

 

Fintech è un termine che include vari sottomercati. Quali di questi sono i più rilevanti in Cina?

 

Kapron sostiene che le basi della fintech in Cina sono i sistemi di pagamento. Alipay, la modalità di pagamento online più popolare in Cina, è stata creata per risolvere il problema della fiducia nell’e-commerce.

Quando hanno iniziato i primi giganti della vendita al dettaglio online, in Cina, il sistema esistente era semplicemente “in contanti alla consegna” e, naturalmente, questo portava una serie di potenziali problemi e inefficienze.

Alibaba ha lanciato Alipay per supportare questo processo: ordini qualcosa online, i soldi costiscono l’impegno all’acquisto, una volta ricevuta la merce ordinata si procede con la transazione, e se non ci sono imprevisti o lamentele sul prodotto entro poche settimane viene automaticamente ultimata.

Questo procedimento ha dato sia ai commercianti che ai clienti più fiducia nel sistema e-commerce. Da allora si è sviluppato con i pagamenti m-commerce e new retail. Al momento Alipay sta davvero guadagnando terreno.

Intorno al 2013, i tassi di prestito bancario erano piuttosto alti, perciò Alipay ha collaborato con Tianhong Asset Management e istituito il fondo del mercato monetario Yuebao creando un prodotto di gestione patrimoniale. Questo è il secondo importante segmento della fintech cinese.

Dieci anni fa, se si intendeva comprare un prodotto per la gestione patrimoniale, si sarebbe dovuto passare attraverso un processo complesso in banca. Aspettare in fila, per ricevere un elenco di opzioni diverse di scelta con alla base un investimento minimo considerevole.

Dopodichè, i propri fondi verrebbero bloccati per sei mesi o un anno, forse due. Yuebao è riuscito a capitalizzare questa procedura. Ha offerto alti tassi di interesse, il 7 o l’8%, con liquidità quasi istantanea. Quindi qualcuno potrebbe investire denaro un giorno, iniziare a guadagnare interessi il giorno dopo, e ritirare i propri guadagni in poche ore.

 

Il risultato è stato sostanzialmente la democratizzazione della gestione patrimoniale.

 

Il terzo aspetto è il credito. Queste aziende tecnologiche in crescita ora hanno accesso a una grande quantità di informazioni sulla situazione finanziaria delle persone e sulle loro abitudini di spesa quotidiane, da quanto tempo hanno certe somme nei loro account, a quando e dove hanno speso i loro soldi.

Ciò ha dato alle aziende un mezzo efficace per costruire il rating del credito di una persona, ed è stato un piccolo passo per offrire effettivamente un’alternativa di prestito alle banche.

Oggi in Cina c’è ancora qualche difficoltà nelle transazioni. Ad esempio, se si desidera effettuare un pagamento con carta nel paese, è necessario ancora il chip, quindi il PIN, quindi fornire la propria firma; mentre con Alipay o WeChat Pay basta scansionare un codice QR e andare via.

 

La People’s Bank of China ha un database di credito di meno della metà della popolazione – circa 600 milioni di cittadini – e di questi solo della metà ha ancora dettagli reali del rating e della storia del credito.

 

“Essendo cresciuto negli Stati Uniti, ho avuto una carta di credito da quando ero giovane, quindi Equifax, TransUnion e altre agenzie di credito hanno un’enorme quantità di dati su di me.

Non c’è la stessa cosa in Cina, e il risultato sono enormi fette di questa copiosa popolazione che non ha una storia di credito, e ha aperto un’altra nicchia per le piattaforme di prestito di fintech in cui trasferirsi. Un altro fattore importante da considerare è l’approccio del governo “aspetta e osserva” verso lo sviluppo del settore.

Alipay, ad esempio, è stata lanciata nel 2004, ma le piattaforme di pagamento sono state regolate solo nel 2011. Allo stesso modo, le aziende peer-to-peer (P2P) hanno iniziato a decollare nel 2007/2008, ma la regolamentazione per loro è stata davvero presa a calci nell’ultimo paio di anni.” ha spiegato Kapron.

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