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La Nuova Via della Seta cambia i nostri modelli commerciali: L’Italia è ora direttamente collegata alla Cina via treno

08/12/2017

Oltre 10 mila chilometri di strada ferrata per unire il Mediterraneo con il cuore del Dragone

 

La settimana scorsa, la mattina del 28 novembre, è partito il primo treno merci che collega Milano a Chengdu, lungo la linea ferroviaria Rong-Ou. È il primo collegamento ferroviario diretto che parte dall’Italia, accorciando le distanze tra il Mediterraneo e la Cina. Si tratta di un avvenimento importante nell’economia internazionale, se pensiamo che le modalità e quindi le spese del trasporto influiscono notevolmente sui costi finali dei prodotti esportati, nonché sull’economia dei paesi che commercializzano.

Il percorso totale di questo treno dura 14 giorni, per un totale di 10.694 km. Collega l’Europa all’Asia, ma è allo stesso tempo strumento di connessione tra le città cinesi di “seconda fascia”. Il tragitto ferroviario percorre le città importanti sulla Nuova Via della Seta, per terminare strategicamente a Chengdu, capoluogo della Provincia del Sichuan nonché una delle più ricche città della Repubblica Popolare, a sua volta ben connessa a tutto il resto della Cina.

Sono 11 le città europee rientranti nel percorso, l’esigenza di un nuovo treno che collegasse centri di interesse si faceva sentire, visto che finora, nel 2017 oltre 3.000 treni merci hanno viaggiato su 57 linee tra città dell’Asia e d’Europa, già superando il numero dei mezzi su rotaie degli ultimi sei anni. L’anno scorso oltre 500 mila tonnellate di merci sono andate in treno tra i due continenti, quasi nulla prima del 2013.

 

La nuova tratta ferroviaria sfiderà compagnie aeree e marittime, trasformando i modelli commerciali.

 

Una città come Astana, in Kazakistan, una delle capitali più remote al mondo, circondata da migliaia di chilometri di steppa deserta, è attraversata da una serie di treni diesel, ognuno dei quali tira decine di container. Per far questo, dal 2011 ad oggi ha investito più di 3 miliardi di dollari per il potenziamento delle sue linee ferroviarie e rotabili. Passando per la sua vecchia stazione ferroviaria, si sta costruendo la Nuova Via della Seta, che attraversa l’Asia centrale. La compagnia ferroviaria nazionale del Kazakistan, KTZ, afferma che entro il 2020 avrà una capacità di 1.7 milioni di container per attraversare il paese tra l’Europa e la Cina ogni anno; questo sarebbe un decimo del volume attualmente trasportato via mare e via aerea assieme. A lungo termine, la piena modernizzazione delle tre tratte ferroviarie esistenti dalla Cina all’Europa potrebbe produrre 3 milioni di container all’anno in termini di capacità.

D’altronde erano queste rotte terrestri che un tempo permettevano la maggior parte degli scambi tra Europa, Cina e India; e che svanirono nell’irrilevanza quando le navi europee iniziarono a circumnavigare il Capo di Buona Speranza. Si tratta anche di una parte importante del progetto “One Belt One Road” (OBOR), la Cina ha bisogno di sviluppare le sue regioni interne diffondendo la sua crescita economica in modo più uniforme. I produttori di alcune aree non sono stati in grado di spostarsi a causa dei costi di viaggio delle merci verso i porti di esportazione.

Ora lo sviluppo della rete ferroviaria verso l’Europa apre una via anche per le zone in rapido sviluppo della Cina interna. In generale ne beneficeranno tutti i paesi interessati, in quanto la rotta attraverso l’Asia centrale è relativamente breve: una nave portacontainer troppo grande per il canale di Suez deve compiere un viaggio di 24.000 km per raggiungere l’Europa. I treni non percorrono più di 11.000 km per raggiungere la stessa destinazione.

 

L’Italia è considerata dai leader cinesi un tassello importante nell’attuazione di OBOR.

 

Ronald Kleijwegt, esperto di industria, afferma che le aziende occidentali sono state entusiaste di adottare il trasporto merci ferroviario perché le aiuta a ridurre i costi, ed è per questo che si può considerare questa via anche per il commercio di beni di valore. Nella prima metà di quest’anno il valore delle merci in viaggio in treno è aumentato del 144% rispetto allo stesso periodo del 2016. Nel caso dell’elettronica high-tech, ad esempio, che i consumatori amano ricevere rapidamente, portarla sulla costa cinese e trasportarla via mare in Europa è estremamente costoso.

Situata al centro del Mar Mediterraneo, che è il punto di arrivo della Via della Seta del 21° secolo in Cina, l’Italia è considerata dai leader cinesi un tassello importante nell’attuazione di OBOR. I porti italiani e le connessioni ferroviarie verso i mercati dell’Europa centrale, orientale e settentrionale sono diventati il centro dell’attenzione del governo italiano e i cinesi sono desiderosi di sfruttare le opportunità nei settori della logistica e dell’infrastruttura per promuovere la via della seta. Non c’è, tuttavia, molta attenzione dei media nazionali in Italia su cosa sia la Nuova Via della Seta e quale cambiamento questa evoluzione delle vie di comunicazione e scambio comporti. Ma la comunità imprenditoriale – in particolare alcune imprese private e società controllate dallo stato – sono in prima linea per la promozione di OBOR in Italia.

Il fatto che un treno in partenza dall’Italia attraversi Germania, Polonia, Bielorussia, Russia e Kazakistan, per arrivare dritto in Cina, è chiaramente vantaggioso per macchinari, mobili di qualità e piastrelle di ceramica Made in Italy che sono già partite sul primo Milano-Chengdu, e si spera lo sia il prima possibile anche per i prodotti alimentari, i vini e altri prodotti italiani di alta qualità a cui il mercato asiatico risulta molto interessato.

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