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La salute del web italiano? Risponde l’esperto Massimo Fattoretto

10/10/2017

Quale è la salute di internet in Italia? Sono ormai passati oltre trent’anni da quando l’Università di Pisa si collegò all’etere per la prima volta. Un viaggio di pochi bit, andata e ritorno via satellite, che hanno aperto un’epoca per il Bel Paese. l’Italia è stata quindi una tra le prime nazioni del Vecchio Continente ad affacciarsi alla rete se consideriamo che in passato gli unici backbone europei erano dislocati in Norvegia, nella Germania Ovest e nel Regno Unito. Partita in corsa, con il passare degli anni l’Italia ha perso posizioni, ma nonostante i mancati investimenti, la situazione sta radicalmente cambiando tanto da colmare il gap rispetto alla velocità internazionale.A Padova, in occasione della WM EXPO, giunta alla sua terza edizione, abbiamo incontrato Massimo Fattoretto, consulente SEO e Web Marketing, che ci ha illuminato sulla situazione del web italiano. Quest’anno Cifnews è stata invitata a partecipare non solo come media partner, ma anche per raccontare il suo lavoro di ponte e tramite tra il mondo dell’e-commerce italiano e cinese. Parlando ad una platea di prim’ordine Cifnews ha potuto raccontare la sua mission innovativa all’interno del panorama editoriale italiano.

Massimo Fattoretto, tu sei uno degli organizzatori del WM EXPO, ci puoi dire qual è l’anima di quest’evento e perchè parteciparvi?

Il WM Expo è un percorso formativo di alta qualità rivolto non solo agli addetti ai lavori, ma anche a tutti gli appassionati ed ai responsabili d’azienda o di startup che intendono approfondire le loro conoscenze.  La nuova edizione ha spaziato su tutte le attività verticali del digital marketing, dalla SEO al PPC, dall’Affiliate marketing agli AB Test, da Google Analytics a Facebook ads.  Essendo inoltre l’unico grande evento Digital del Triveneto, rappresenta il punto di riferimento del Digital Marketing per tutto il Nord-Est italiano.

Attualmente in Italia quanti sono gli utenti che si possono raggiungere? Sono numeri in crescita o siamo alla saturazione?

Le recenti statistiche dimostrano che a trainare il nuovo corso del web Made in Italy sono le nuove tecnologie utilizzate per collegarsi alla rete globale.  Oramai il primo dispositivo per l’accesso ad internet è lo smartphone. Gli italiani infatti si connettono sempre di più usando i propri cellulari e questo è tangibile anche analizzando i dati tramite Google Analytics dove è possibile verificare queste metriche.

Nello specifico?

In Italia grazie ad internet è possibile raggiungere potenzialmente 40 milioni di persone su un totale di 59.8 milioni, ma solo il 66% della popolazione è un netzen attivo. Fra questi circa 50 milioni di utenti, quindi l’85% della popolazione, utilizza un unico device per accedere al web. Anche l’utilizzo dei social media è in crescita. Circa il 52% della popolazione, 31 milioni di italiani, utilizzano nuove modalità di comunicazione e circa 28 milioni di italiani utilizzano il proprio smartphone per attività social.

Rispetto ad altri mercati con i quali hai avuto a che fare, quali sono secondo te le caratteristiche peculiari del pubblico italiano?

l’Italia è il primo paese Europeo per utilizzo di smartphone. I contenuti che il pubblico italiano predilige sono sicuramente quelli generati nei social network, la fruizione di video e l’utilizzo di app quali whatsapp ed instagram. Rispetto agli altri mercati, per quello italiano dal lato delle digital agency, è importante curare molto bene la parte relativa al mobile friendly ed alle app.

A livello di clienti, quali sono i settori che segui di più? E quali sono in generale i settori che più investono in SEO e SEM?

A livello di clienti per la consulenza SEO non ho particolari distinzioni, anche se con un ramo dell’azienda seguiamo esclusivamente  banche e finanziarie. Tuttavia abbiamo come clienti anche multinazionali e importanti piattaforme e-commerce che fatturano più di 10 milioni l’anno. Riassumendo in Italia i settori che investono di più in SEO e SEM sono sicuramente il settore delle scommesse online, il trading online e la finanza, oltre ovviamente al turismo.

Con quali tipologie di prodotti ti capita di lavorare in relazione all’e-commerce, e con che numeri?L’e-commerce italiana presenta un panorama variegato includendo settori come quello dei prodotti sportivi, beauty, food & beverage e per la casa. Non mancano prodotti digitali come crm o software per la contabilità alla vendita, e prodotti per bambini. Insomma lato e-commerce vediamo differenti tematiche.

Quanto influisce oggi il traffico dei motori di ricerca nelle scelte di acquisto in uno store online?

Posizionarsi con keyword legate ai prodotti che vendiamo è molto importante perché in questo modo possiamo far conoscere il nostro brand agli utenti che ancora non ci conoscono. Ovviamente il peso del traffico dato dai motori di ricerca influisce se poi nella pagina di arrivo (landing page) ci sono tutte le informazioni utili per portare in acquisto la visita del cliente, come ad esempio testimonianze, info sulle spedizioni, numeri di telefono, indirizzo e molto altro, insomma tutta quella serie di elementi che rende l’utente più sicuro nell’acquistare nel nostro ecommerce.

In che modo la crescita di importanza dell’e-commerce ha impattato nel settore SEO e SEM? Come stanno cambiando le KPI considerate dai clienti?

La crescita di importanza dell’e-commerce la si nota monitorando il volume mensile di ricerche brand che vengono effettuate ed allo stesso tempo monitorando le visite dirette che arrivano all’interno del sito. Abbiamo diversi strumenti d’analisi, ma il più utile è sicuramente l’utilizzo delle query di ricerca tramite il Google Search Console, affiancato all’utilizzo di Google Analytics. Le KPI considerate dai clienti si stanno sempre più raffinando, anche perchè ormai c’è una abitudine crescente alle spedizioni super veloci di Amazon, quindi per competere online lato e-commerce bisogna essere efficienti sotto tutti i punti di vista. Sistemi di terze parti di recensioni aiutano sicuramente ad aumentare la fiducia verso i clienti finali, e abbinate alle informazioni viste nella domanda precedente sono tutti fattori che alla fine fanno propendere o meno i clienti all’acquisto del vostro prodotto.

 

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