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La veloce crescita del media cinese ByteDance comincia il 2018 con qualche incertezza

11/01/2018

 

La censura del web cinese inibisce lo sviluppo vertiginoso della compagnia

 

ByteDance è un nome che sta per diventare molto familiare in tutti i circuiti tecnologici internazionali.

O dovrebbe già esserlo. Valutato più di 20 miliardi di dollari, la sua app di lettore di notizie Toutiao è stata uno dei servizi del web in Cina in più rapida crescita a fine 2017, con 120 milioni di utenti al giorno.

Può sembrare assurdo che qualcosa di così enorme possa essere sconosciuto in molte parti del mondo, ma non è questo l’unico caso di qualcosa di importante in Asia o in Cina e quasi inesistente altrove. Nel caso di Bytedance, la notorietà ha cominciato ad aumentare tre mesi fa, a seguito dell’acquisto di Musical.ly, l’app per dispositivi mobile diffusa tra i giovani degli Stati Uniti; l’accordo si aggira attorno al miliardo di dollari.

Ma non è tutto, la compagnia con sede a Pechino ha già fatto altre due scelte a novembre scorso che rendono perfettamente evidente la sua ambizione di svilupparsi al di fuori della Cina ed espandersi nel settore internazionale dei media mobile. Ha investito 50 milioni di dollari in Live.me, una promettente app di streaming mobile gestita dalla compagnia cinese Cheetah focalizzata sul mercato statunitense; e ha accettato di sborsare 86,6 milioni di dollari per acquistare News Republic, un servizio di aggregazione di media di proprietà di Cheetah. Per ingigantire l’affare, ByteDance ha rivelato un accordo che consente a Cheetah di pubblicare annunci all’interno dei suoi prodotti, rafforzando le attività di entrambe le società.

News Republic, con sede in Francia, è stata acquisita da Cheetah per 57 milioni di dollari un anno e mezzo fa, diventando un altro mattone nell’ambizioso piano di espansione globale di ByteDance. Toutiao, il suo migliore servizio, con un alto margine di guadagno, afferma di avere 120 milioni di utenti in Cina che si rivolgono a lui per ottenere la versione quotidiana delle news nelle quali gli occidentali si imbattono quando si connettono a social come Facebook e Twitter, bloccati in Cina. Esteso ad un pubblico internazionale più ampio, Toutiao ha perfezionato il suo flusso di notizie e la capacità di personalizzare le storie per gli utenti utilizzando l’intelligenza artificiale.

Tutto ciò ha conseguentemente permesso alla startup cinese Bytedance di crescere molto velocemente lo scorso anno, se non fosse che nella corsa sia inciampata nella censura di internet cinese, ad inizio 2018.

Gli obiettivi di espansione internazionale si fanno ora un po’ più urgenti, dopo che Toutiao, il suo servizio di punta, è stato messo offline per 24 ore nella serata antecedente alla notte di Capodanno, secondo quanto riportato dall’SCMP.

Toutiao è un’app one-stop-shop per le notizie che vengono aggregate dai media cinesi. La Phoenix Television, con sede a Hong Kong, è stata chiusa per un giorno perché “ha esercitato una cattiva influenza sull’opinione del web”, secondo l’Internet Information Office di Pechino. Si diceva che avesse promosso “contenuti pornografici e volgari”. ByteDance non ha commentato, dopo 24 ore di fermo ha ripreso il servizio normalmente, ma l’incidente dimostra quanto sia saldamente al centro della censura del web cinese.

L’anno scorso la Cina ha adottato un approccio di regolamentazione del web molto ambiguo, che alcuni dei più grandi nomi della tecnologia nel paese a volte hanno dovuto sopportare o al quale si sono sottomessi, in particolare nella tipologia dei contenuti delle notizie.

Baidu e Weibo sono stati indagati per l’hosting del porno, le autorità cinesi hanno represso i servizi di streaming live proprio in un momento di crescita e di maggiore popolarità, mentre un certo numero di account multimediali di alto profilo è stato rimosso da WeChat perché non “promuoveva attivamente i fondamentali valori socialisti”.

Il caso del divieto di utilizzo del servizio per 24 ore, funge come avvertimento per Toutiao di aderire all’obiettivo di Pechino. “In generale, i leader cinesi sono stati ossessionati dal contenimento delle informazioni, e sotto Xi Jinping abbiamo visto un declino piuttosto drammatico verso una censura seria dei media cinesi”, ha commentato a settembre scorso al New York Times il co-diretto del progetto China Media della University of Hong Kong, David Bandurski. “Quello che stiamo vedendo ora è una guerra, non è più sufficiente, per chi si occupa di contenuti multimediali, evitare il negativo.”, ha aggiunto Bandurski.

Alla luce di tutto ciò, possiamo concludere che sia il momento buono per espandersi all’estero, per ByteDance, che già ci stava lavorando da qualche tempo, forse consapevole che prima o poi avrebbe attirato l’attenzione di Pechino. L’azienda ha fatto passi avanti negli Stati Uniti, tramite l’accordo Musical.ly e acquistando Flipagram a febbraio 2017, e sta lavorando per rendere Toutiao internazionale, utilizzando la stessa tecnologia AI nelle sue app di news reader in lingua inglese e in News Republic, che recentemente è stato acquisito da Cheetah Mobile. Con Musical.ly, tuttavia, si concentrerà sulla crescita della propria presenza in Cina e nel resto dell’Asia, luoghi in cui è molto più debole rispetto al mercato statunitense, dove il servizio vanta circa 60 milioni di utenti.

Rimanere intrappolati nella rete di censura cinese è un rito di passaggio per qualsiasi startup di successo che opera nel settore comunicazione o informazione, ma rappresenta anche il primo serio controllo e limite per ByteDance. Dopo il breakout del 2017, la compagnia comincia l’anno nuovo con un diverso tipo di sfida.

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