fbpx

La Via della Seta è davvero più vicina?

26/02/2019

 

Forse, stando agli ultimi negoziati con Pechino

 

 

Il 22 e 23 marzo, salvo eventuali variazioni, Xi Jinping sarà in visita ufficiale a Roma. Il presidente cinese sarà in Italia per confermare l’importanza degli investimenti di Pechino nel nostro paese, del valore di quasi tredici miliardi fino ad oggi.

In agenda potrebbe rientrare anche in particolare l’argomento specifico della firma del memorandum d’intesa con cui l’Italia, prima fra le prime dieci economie del mondo, aderisce alla cosiddetta Via della Seta che dal 2013 è il grande progetto internazionale di Xi.

 

L’accordo, che attrae in particolare l’attenzione dell’amministrazione americana e di vari governi europei, per il momento non è ancora chiuso e non è del tutto certo che lo sarà entro l’arrivo del presidente Xi a Roma.

 

“Il memorandum non è stato definito e non lo sarà fino all’annuncio. Stiamo formalizzando alcune parole, ma non credo esistano dubbi sui contenuti”, dice Michele Geraci, il sottosegretario allo Sviluppo economico che porta avanti il negoziato e dal 2008, per dieci anni, in Cina, ha rivestito principalmente ruoli da accademico.

“C’è la decisione politica di portare avanti la trattativa e sono rimasti solo alcuni punti aperti, penso facilmente risolvibili” aggiunge.  Tra queste, anche se non fanno formalmente parte del memorandum, le discussioni in corso con i cinesi riguardano anche il coinvolgimento di una o più aziende di Pechino nel porto di Trieste.

“A noi interessa che qualunque investimento porti ad un aumento della capacità dell’infrastruttura”, osserva a proposito Geraci. Oggi l’Italia è solo il ventesimo maggiore esportatore in Cina.

 

Il suo fatturato annuo è di 18 miliardi di euro, cinque meno della Francia e cinque volte più piccolo rispetto alla Germania.

 

Il sottosegretario sottolinea che l’accordo, se sarà firmato, non implica obblighi o vincoli per il governo italiano: “Non assumiamo impegni finanziari, il memorandum ha solo clausole di intenti che mirano a facilitare l’accesso al mercato cinese per le nostre imprese.”

Per ora quattro governi dell’Ue hanno sottoscritto la Via della Seta: l’Ungheria, la Polonia, il Portogallo e la Grecia. Nel 2018 Atene a sorpresa ha bloccato due condanne della Cina per mancata tutela dei diritti umani. L’eventuale adesione dell’Italia alla Via della Seta dovrebbe però essere qualcosa di differente.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *