L’e-commerce è il futuro, quali le opportunità? Le risposte al CCEE Hangzhou 2018

13/06/2018

Cala il sipario sull’edizione dei record. Tmall: “tante le sfide, ma la strada che stiamo percorrendo è quella giusta”. JD annuncia: “in 13 anni il cross-border e-commerce è diventato una realtà importante”. Dove investire e quali saranno i trend del 2018? Risponde Anser X

 

Si sono ufficialmente chiusi i lavori per l’edizione estiva CCEE, andata in scena ad Hangzhou, cuore dell’e-commerce cinese.

CCEE è l’importante serie di appuntamenti incentrati sul cross-border e-commerce, rivolta alle aziende che vogliono entrare in Cina tramite il “New Retail”. L’evento è altresì rivolto a service provider e buyer che vogliono lavorare con la nuova generazione di brand e aziende cinesi.

Sin dalla suo prima edizione, CCEE ha acquistato sempre più importanza all’interno dell’universo del mercato digitale del Dragone e non solo, registrando oltre 45 mila presenze il primo anno. Ad ogni edizione, sul palcoscenico di questa prestigiosa kermesse sono intervenuti i principali attori dell’industria del commercio online internazionale. Ed anche questa volta non ha deluso le aspettative.

Grande successo di pubblico con molte aziende partecipanti per l’edizione di Hangzhou del 12-13 giugno. Questa, come dichiarato ai media cinesi dal Direttore del Dipartimento per l’E-commerce dello Zhejiang,  stata l’edizione dei record. Ben 35 mila visite solo nella prime sei ore dal lancio dell’evento.

 

Oggi è stata la giornata dei big del commercio digitale cinese. Tmall dichiara: “tante le opportunità per il Made in China e la crescita del cross-border e-commerce, ma per entrare nei mercati stranieri bisogna cambiare approccio”.

 

Dal palco di Hangzhou Xiu Ke, Direttore del Centro per il New Retail di Tmall Global, ha dichiarato che “tante sono le sfide che ci aspettano, dai trend di mercato diversi da paese a paese ai costi di spedizione nonché ricerca della qualità.” Xiu ritiene che “gli sforzi del governo cinese come ad esempio la riduzione dell’IVA sulle importazioni e la Belt And Road Initiative, vanno sulla strada giusta.”

Attualmente Tmall – altro che un ramo di Alibaba – dall’acquisto di Lozada – piattaforma leader nel sud-est asiatico – è diventato il principale portale e-commerce del continente asiatico. “Dal 2016 al 2018 abbiamo avuto una grande crescita”, continua Xiu, “e tante sono le opportunità per le nostre aziende di qualità, in particolare quei brand che producono prodotti etnici, molto apprezzati all’estero.”

Xiu ha tuttavia toccato un nervo scoperto per le aziende cinesi: la loro capacità di penetrare nei mercati stranieri. Come sottolineato da Xiu Ke, le aziende cinesi, al fine di aumentare la loro credibilità di marchio devono cambiare strategia. Abbandonare una logica cinese ed abbracciare anche una visione più completa del panorama culturale del paese dove vogliono operare.

 

JD: “cresce il mercato russo, ma negli ultimi tredici anni il cross-border e-commerce ha avuto uno sviluppo rapido e vertiginoso e sembra non fermarsi”.

 

Dopo Tmall ad avere parola  stato il numero due delle piattaforme e-commerce cinesi, ovvero JD. Hu Jinping, Responsabile di JD Global per le piattaforme di Pop-shop. ha sottolineato come negli ultimi tredici anni il settore dell’e-commerce è cresciuto con una rapidità straordinaria.

JD, colosso dell’e-commerce con sede a Pechino, ha sfidato direttamente Alibaba ed ora  una realtà nel mercato spagnolo, inglese, americano e russo. Quest’ultimo il principale sbocco delle merci fruite tramite la piattaforma digitale.

Hu Jinjing si è altresì soffermata sui trend di mercato. Se nel mercato russo telefoni cellulari ed elettrodomestici la fanno da padrone, nelle piazze in lingua anglofona (Gran Bretagna e Stati Uniti principalmente) cosmetici coreani e giapponesi, nonché l’intero comparto tecnologico guidano i consumi.

Una tendenza diversa rispetto Tmall, che al contrario vede come top vendita prodotti della moda, per la cura del corpo e per neonati. L’elettronica è solo al secondo posto.

 

Ma quali sono le reali cifre della crescita del cross-border cinese? Huang Dongmin: “incredibile lo sviluppo registrato in un solo anno. Le opportunità sono sia per le aziende cinesi che per quelle occidentali.”

 

Secondo un recente studio di Anser X, azienda specializzata in analisi e raccolta di Big Data presente a CCEE 2018, il settore del cross-border e-commerce “ha avuto una crescita incredibile”.

Huang Dongmin, CEO di Anser X, ha dichiarato che “solo in un anno, dal 2017 al 2018, i guadagni dell’e-commerce in generale sono passati da 6 trilioni di RMB a 23 trilioni di RMB. Mentre in una previsione triennale, la crescita del cross-border e-commerce dai 22 trilioni di RMB del 2017, passerà a 39 trilioni di RMB nel 2020, registrando una crescita del 24%.

Il futuro sarà nell’e-commerce. Sempre secondo Anser X, nel 2017 il retail tradizionale è cresciuto solo del 5%, rispetto al settore dell’e-commerce che ha visto una crescita del 25%. “Nonostante le sfide interazionali, il cross-border e-commerce tra Cina e altri paesi è cresciuto. Con gli States abbiamo registrato una crescita del 15%, con l’Europa un complessivo 19% mentre con la Russia un rialzo dell’11%”, ha concluso Huang.

Si spengono le luci di questa edizione CCEE, ma ora Cifnews è nuovamente in marcia per organizzare il suo ultimo appuntamento estivo a Xiamen, che vedrà anche questa volta la partecipazione di molte realtà imprenditoriali locali.

 

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