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Le Fake News un grosso problema per Tencent che blocca 1.000 articoli al minuto

03/01/2018

 

Il gigante cinese del web lavora con 1.300 esperti e istituzioni per prevenire la diffusione di informazioni false sui suoi social media

 

 

Il gigante del web, che ha circa un miliardo di utenti in Cina e in tutto il mondo con la sua famosa app di messaggistica WeChat, ha dichiarato che blocca 1,4 milioni di fake news al giorno, ne arrivano in media 15 al secondo o 1.000 al minuto.

Un totale di 490 milioni di notizie false su WeChat sono state bloccate da Tencent nel 2017, stando a quanto annunciato dalla società con sede a Shenzhen nel suo rapporto annuale, reso pubblico la settimana scorsa. La società vuole anche educare gli utenti a distinguere tra notizie false e reali, pubblicando degli articoli specifici a tale scopo, che sono stati letti più di 800 milioni di volte.

Tencent ha intensificato il controllo sulle informazioni che circolano sulle sue piattaforme dopo che la Cina ha introdotto la legge sulla cibersicurezza a giugno, che mira a regolamentare le attività su Internet indesiderate come il terrorismo, i rumours e la pornografia.

A settembre, le autorità del continente hanno dichiarato di aver imposto “ingenti penali” a WeChat di Tencent, a Baidu Tieba e al gruppo Alibaba che sostiene Sina Weibo (tra i più popolari social network cinesi), per non aver gestito correttamente le loro piattaforme di social media dove gli utenti diffondevano disinformazione che metteva a rischio la sicurezza nazionale, la sicurezza pubblica e l’ordine sociale.

Le autorità non hanno specificato a quanto ammontano le ammende inflitte alle tre società cinesi di tecnologia, ma la pena massima per violazione della legge sulla sicurezza informatica è di 500.000 yuan.

Come altre famose società di social media internazionali, tra cui Facebook e Twitter, Tencent utilizza l’aiuto di terze parti in qualità di ispettori per provare a bollare le notizie false. La procedura si avvale di oltre 1.300 esperti e istituzioni, per contrastare la diffusione di fake news sulle piattaforme; tra cui WeChat, QQ, il browser Tencent, così come il suo sito web di notizie e aggregatori.

A gennaio scorso, Facebook ha lanciato il “Journalism Project” volto a frenare la disinformazione e migliorare i rapporti con gli editori di notizie. L’operatore di social network statunitense utilizza anche degli “ispettori” di terze parti, incluse agenzie di stampa, che si occupano di controllare le notizie ampiamente diffuse su Facebook.

A differenza di Facebook, Jinri Toutiao, che, con sede a Pechino, è il più grande aggregatore di notizie in Cina -con 120 milioni di utenti attivi al giorno-, utilizza algoritmi di intelligenza artificiale (AI) per rilevare notizie false. La società ritiene che i sistemi di intelligenza artificiale che si evolvono gestendo la disinformazione, saranno presto di gran lunga superiori agli esseri umani nella capacità di filtrare le bufale.

Solo su WeChat, circa 800 organizzazioni di terze parti autorizzate hanno aiutato Tencent a chiudere 180.000 account che pubblicavano notizie false e ha reso noti 40 elenchi relativi ai rumours che circolano sulla piattaforma dei social media.

Ha anche lanciato una mini-app in WeChat per aiutare gli utenti a identificare l’autenticità delle informazioni che circolano sulla piattaforma. Il totale dell’utenza della mini-app ha quasi raggiunto i 20 milioni a partire da dicembre, ha dichiarato Tencent. La società afferma che adotterà meccanismi ancora più intelligenti ed efficienti per individuare e bloccare le fake news in futuro, ma non sa dirci quanto ci vorrà per debellare la minaccia.

La disinformazione è per lo più individuata tra argomenti come l’assistenza sanitaria e la sicurezza alimentare e probabili informazioni di parte; è quanto dichiara Tencent stessa. Tra le false informazioni bloccate su WeChat, il 39% erano consigli per mantenere un corpo e uno stile di vita più sani e quasi un terzo aveva la parola “cancro”.

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