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Le migliori aree di investimento nel 2017 in Cina

06/01/2018

 

 

Le startup e i giganti della tecnologia cinese hanno raccolto 58,8 miliardi di dollari dagli investitori nell’arco dell’anno appena terminato.

 

 

Non c’è stato alcun segno della bolla gigante che alcuni temevano nel 2016, dopo che un’esplosione di fondi tecnologici locali ha riversato nuove – ed inesperte – fonti di liquidità sul mercato.

“Penso che ci siano sempre alti e bassi e bolle per specifici settori di finanziamento. È il caso del settore del car e bike sharing nel 2017”, ha dichiarato Edith Yeung, partner e capo del reparto Cina delle 500 Startup con sede negli Stati Uniti. “Gli investitori sono fiduciosi nei confronti di Didi, il servizio di bike-sharing”, ha aggiunto, riferendosi alla prima app di questo tipo in Cina.

Il bottino del 2017 è stato caratterizzato da un numero inferiore di round di finanziamento, con un conseguente record del valore investito nel singolo investimento. Il maggiore è stato di 5,5 miliardi di dollari, ed è andato a Didi Chuxing. Nel 2017 la startup ha raccolto un totale di 9,5 miliardi di dollari, in quanto immette denaro in AI (intelligenza artificiale), un laboratorio di ricerca automobilistico e nei suoi attesissimi progetti di espansione oltre la Cina continentale.

Didi e le start-up di bike-sharing – in particolare Mobike e Ofo – hanno contribuito al settore della logistica e dei trasporti attirando il maggior numero di finanziamenti, proprio come nel 2016. I primi cinque settori in cui si è investito nell’anno appena concluso, sono: logistica e trasporti, ($ 16,8 miliardi); Ecommerce, ($ 12,7 miliardi); Fintech, ovvero le start-up finanziarie ($ 4,8 miliardi); hardware ($ 2,6 miliardi) e servizi internet generali ($ 2,5 miliardi).

Le start-up finanziarie sono cresciute la metà di quello che hanno fatto l’anno scorso, dato che la corsa rapida della Cina in questo settore negli ultimi dieci anni ha portato a diverse nicchie – i prestiti online, le assicurazioni, ecc. – dominate dagli attori principali del mercato. Inoltre, nel 2017 una manciata di ditte cinesi di fintech sono diventata pubbliche, guidate dall’assicuratore Zhong An.

I dati del 2017 mostrano sorprendentemente l’interesse degli investitori per le startup più mature, ad esempio, è successo e si prevede così continuerà nel 2018, che, seguendo la guida di Softbank, i fondi superiori a 5 miliardi di dollari abbondano. Questi cercano di sostenere i vincitori emergenti a livello regionale ed internazionale.

Ma per le startup molto giovani alla ricerca di un finanziamento iniziale, entra un grande nuovo fattore in gioco: ICO, altrimenti noto come offerta di denaro.

La Cina ha visto 65 offerte raccogliere oltre 394 milioni di dollari grazie alla soluzione ICO, solo nella prima metà del 2017, ma a settembre un divieto ha fermato queste raccolte fondi per le startup. Nonostante il blocco, è molto probabile che blockchain e criptovalute rimangano una tendenza significativa per l’avvio dell’impresa cinese.

Inoltre, il 2017 è stato l’anno in cui un’altra area di investimento è andata nei settori più tradizionali, quelli del retail. Il gigante dello shopping online Alibaba si stava già inserendo in questa fetta di mercato da alcuni anni prima della scossa di Whole Foods da parte di Amazon; ma l’azienda di Jack Ma ha accelerato la sua corsa al retail aprendo altri nuovi supermercati.

La sua catena, soprannominata Hema, apparsa per la prima volta nel 2015, ha investito in grandi novità nel 2017 e sta lavorando all’apertura di 30 nuovi negozi nel 2018, di cui si parla qui.

 

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