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Lenovo acquista Fujitsu: un’operazione da 200 milioni di euro

03/11/2017

Al gruppo cinese il 51% della divisione computer del colosso nipponico

 

L’ombra del Dragone sembra volare sul Sol Levante. Dopo smentite, dichiarazioni ed ulteriori retromarce adesso è arrivata l’ufficializzazione: Lenovo ha acquistato il 51% della Fujitsu Client Computing Limited (FCCL). Una joint venture che non sembra sorprendere molto gli addetti ai lavori. Il colosso nipponico era infatti in trattativa da più di un anno con il corrispettivo cinese per cedere l’intera attività computer dell’azienda. Lenovo, forte anche degli ottimi risultati trimestrali, ha messo in porto un’operazione di quasi 200 milioni di euro. Nell’accordo, si legge in una nota, entrambe le parti convergeranno le proprie risorse per aumentare la sinergia nei reparti di ricerca e sviluppo, produzione e vendite su scala globale. La nuova unione vedrà l’azienda cinese con un pacchetto di maggioranza, Fujitsu rimarrà con una quota del 44%, mentre il restante 5% sarà appannaggio della Development Bank of Japan, istituto di credito nipponico a guida statale dedito prettamente a risollevare le finanze delle grandi aziende in difficoltà.

 

Lenovo continua quindi a perseguire una politica di crescita

 

Da Pechino intanto fanno sapere che per i clienti Fujitsu il cambio al timone non comporterà alcuna difficoltà. I prodotti di FCCL saranno facilmente acquistabili ancora con il marchio Fujitsu, inoltre non immutati saranno i rapporti di partnership che l’azienda giapponese aveva in precedenza. Stesso dicasi per il servizio clienti e post vendita. Tuttavia è da sottolineare che l’acquisizione si pone in un momento piuttosto particolare per l’azienda cinese. I buoni risultati trimestrali raggiunti quest’anno hanno visto  un aumento del +5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e un aumento del +18% rispetto al primo trimestre fiscale. Questo ha quindi permesso di rallentare le perdite in altri settori, in particolare quello dei dispositivi cellulari. Infatti sin dall’acquisto di Motorola per 2.9 miliardi di dollari, i device targati Lenovo hanno faticato a ritagliarsi una fetta di mercato. Nonostante quest’ultimi abbiano registrato buona accoglienza nell’est Europa ed America Latina “non prevedo che il business degli smartphone possa essere molto redditizio per Lenovo” ha dichiarato a Bloomberg  Qian Kai, analista della China International Capital Corporation, “il gruppo di Pechino è lontano dai leader del mercato in Cina e nei mercati come l’India dove pure ha fatto bene” ha continuato l’analista “la sfida sta crescendo grazie a aziende come Xiaomi “.

Se l’acquisto nel 2005 di IBM portò il gruppo cinese alla vetta delle vendite mondiali, gli assorbimenti di Motorola e della “lob-down server unit” sempre di IBM, non hanno dato i risultati attesi. Con l’aggiunta del colosso giapponese al proprio portfolio, Lenovo spera quindi di dare nuova linfa ad un mercato rimasto in stallo per troppo tempo

 

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