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L’hi-tech ai tempi del coronavirus. Come l’IA può fare la differenza?

03/02/2020

Dai robot autodisinfettanti alle grande banche di big data e cloud computing. Dietro le quinte l’hi-tech sta aiutando la battaglia di dottori e ricercatori 

 

Il misterioso coronavirus che ha colpito la Cina nel cuore del Capodanno Lunare, è ormai cosa ben nota. Quotidianamente ci giungono bollettini dal Dragone conditi da una sana isteria generale a livello globale. Se questa epidemia avrà, purtroppo, delle ripercussioni a livello economico su scala mondiale, tanti sono i paesi che stanno lavorando anche a stretto dialogo con gli esperti cinesi per trovare una soluzione.

Vi è tuttavia un attore trascurato che è sceso in campo con forza per lavorare a stretto contatto con il personale sanitario e studiosi cinesi: l’hi-tech. Sicuramente questa tornata di coronavirus passerà alla storia come l’epidemia dove per la prima volta l’Intelligenza Artificiale ha avuto, e sta avendo, un ruolo fondamentale per la lotta al contagio. Questa non fermerà l’epidemia né sostituirà il ruolo di esperti epidemiologi. Tuttavia per la prima volta, sta diventando uno strumento utile per monitorare, curare e rispondere alla crisi.

Un primo esempio sono l’arrivo di Ping Ping ed An An, la prima coppia di droidi autodisinfettanti messi in corsia dal Guangdong Provincial People’s Hospital. I robot in questione, oltre ad essere a guida autonoma e self-charging, ridurranno il carico di lavoro dei medici nonché  i rischi di infezione. Gli automi sono in grado di aprire le porte, fornire medicine ai pazienti, creare un database per tutti i pazienti nonché filmare e immagazzinare in una banca dati il loro processo di degenza.

Alibaba Health, il braccio di assistenza sanitaria di Alibaba, ha reso disponibili i suoi servizi di telemedicina ai residenti dello Hubei, incoraggiando i pazienti con malattie minori a consultare gratuitamente i medici online, poiché gli ospedali della zona già soffrono di sovraffollamento. Pingan Good Doctor, un’altra azienda di assistenza sanitaria online, con Weibo e WeChat sta offrendo servizi simili.  

 

Uno dei due droidi entrati in servizio al Guangdong Provincial People’s Hospital.

 

La vera battaglia tuttavia si svolge nei laboratori di ricerca dove gli esperti stanno lavorando alla messa in produzione di un vaccino. In questo caso Alibaba e Baidu hanno messo a disposizione tutta la loro esperienza nel campo dell’Intelligenza Artificiale e degli studi di genomica.  Mentre Alibaba è nota soprattutto per i suoi canali e-commerce, la divisione cloud dell’azienda lavora sulla genomica sin dal 2015. Alibaba fornisce computing power e analisi dei dati al Beijing Genomics Institute (BGI), una delle più grandi organizzazioni di genomica del mondo. BGI ha anche ricevuto l’approvazione a produrre e vendere due kit di rilevamento virus e un sistema di sequenziamento per il coronavirus, affermando che è in grado di rilevare il virus in tre ore.

Anche Baidu ha lavorato, piuttosto segretamente, sulla ricerca genomica. Il colosso cinese ha dichiarato che ha offerto gratuitamente il suo algoritmo LinearFold ai ricercatori che stanno lavorando ad un vaccino sul coronavirus, fornendo anche tutte le sue conoscenze in campo IA.

Come l’IA può fare la differenza? Grazie all’apprendimento automatico fornito dall’Intelligenza Artificiale, possiamo leggere decine di miliardi di dati e cartelle cliniche, nonché stabilire le connessioni con i pazienti che hanno o non hanno il virus. Le “caratteristiche” dei pazienti che contraggono la malattia emergono dal processo di modellizzazione, che può quindi aiutarci a indirizzare i pazienti a rischio più elevato.

Allo stesso modo, è possibile costruire automaticamente un modello o una relazione tra i trattamenti documentati nelle cartelle cliniche e gli eventuali passi avanti raggiunti dai pazienti. Questi modelli possono identificare rapidamente le scelte terapeutiche correlate a risultati migliori e aiutare a guidare il processo di sviluppo di linee guida cliniche. 

 

 

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