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L’Italia è sempre più attraente per gli investitori

11/09/2019

 

Sale al sedicesimo posto nella classifica per attrattività. La Nuova Via della Seta agevola in particolare gli investimenti dalla Cina

 

 

L’Italia, Secondo il Global Attractiveness Index -creato da The European House – Ambrosetti e pubblicato in questi giorni al Forum di Cernobbio- è il sedicesimo Paese del mondo per attrattività. In una classifica di 144 Stati, può vantare un buon potenziale di investimento. Con un punteggio pari a 66,06 infatti, in aumento rispetto al 64,04 dell’anno scorso, il Bel Paese mostra infatti un “medio-alto potenziale di attrazione”.

Tale punteggio è certo lontano da quello della Germania che con 100 punti conquista la prima posizione in classifica, ma comunque si piazza nella fascia alta. Nei giorni in cui si insedia il nuovo Governo Conte, lo studio presentato a Cernobbio evidenzia però anche i problemi su cui il Governo dovrà lavorare. l’Italia è poco dinamica e, soprattutto, ha una serie di vulnerabilità, a partire dal debito pubblico, che potrebbero farle perdere posizioni. È per questa ragione che si è parlato di intervenire con misure strutturali.

 

Con un punteggio pari a 66,06 infatti, in aumento rispetto al 64,04 dell’anno scorso, il Bel Paese mostra infatti un “medio-alto potenziale di attrazione”.

 

Queste devono avere almeno tre priorità: investimenti, semplificazione amministrativa e incentivi fiscali. “Un Paese non attrattivo – scrive l’ex Presidente dell’Istat ed ex ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, presidente del comitato scientifico che ha curato il lavoro – rischia di essere un Paese senza futuro”.

Essere capaci di attrarre investitori significa essere competitivi. Vuol dire che altri vogliono venire o rimanere sul territorio di un Paese per usufruire delle competenze e dei patrimoni che lo contraddistinguono. Ecco perché – continua Giovannini – c’è “l’urgenza di darsi una prospettiva di medio-lungo termine, e di perseguirla con atti concreti”.

L’Italia ha da superare ostacoli culturali, studiare modelli di sviluppo per focalizzare al meglio i settori in cui investire, sopperire alla scarsa digitalizzazione. Nell’ultimo decennio gli investimenti sono calati in media del 20% (da 54,2 miliardi del 2009 a 37,1 del 2018), ma in alcuni settori la frenata è stata ancora più evidente.

 

Per esempio nella tecnologia, dove hanno registrato un calo degli investimenti del 50%. Se nonostante le sue debolezze l’Italia mantiene il suo appeal, è il caso di colmare le mancanze.

 

Gli investimenti dall’estero trovano terreno fertile e quelli dalla Cina possono aumentare. Il Memorandum di intesa sulla Belt and Road permette all’Italia di porsi in vantaggio rispetto ad altri paesi americani o europei e di occuprasi del futuro delle sue relazioni commerciali.

L’Italia e il suo governo può ottenere benefici tangibili per il proprio export, partecipare a questa iniziativa e attirando investimenti che ricadranno positivamente sull’occupazione. Il potenziamento delle vie di comunicazione e scambio rappresenta una enorme opportunità per le medie e piccole imprese con prodotti all’avanguardia che fino ad ora non avevano la stessa occasione di proporre all’oriente il Made in Italy.

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