Il mercato del vino italiano è in espansione in Cina

07/09/2018

 

La Cina è il mercato leader per i viticoltori cileni: e i vini italiani? Il vino italiano è ora in fase di sviluppo nel Dragone, numerose opportunità sono in fase di esplorazione

 

 

La maggior parte dei consumatori cinesi ha meno familiarità con i vini italiani rispetto ad altri concorrenti stranieri. Ad esempio è facile che un cinese conosca vini provenienti da Francia o Australia, che sono entrati nel mercato cinese in precedenza rispetto a quelli italiani.

 

L’italia spinge la promozione dei suoi vini in maniera più evidente a partire dall’ultimo anno, attualmente si ipotizza che potrebbe non passare molto tempo prima che i consumatori cinesi preferiscano i vini esotici italiani.

 

Il vino proveniente dalle cantine italiane assume importanti quote di mercato in alcuni mercati occidentali maturi. È quello più ricercato in alcuni contesti o in tutti i contesti. Il gruppo China Wine Platform, con sede a Pechino, agente di vini importati dall’alta qualità, ha collaborato con marchi di vini provenienti da Francia, Spagna, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Argentina e Cile.

Nel 2017 ha firmato un accordo di cooperazione esclusiva con cantina Sartori in Italia, fondato nel 1898. Ettore Sequi, l’ambasciatore italiano in Cina, ha dichiarato a questo proposito che il nostro paese ha circa 400 diverse qualità di uva e circa 800 diversi tipi di vino. È chiaro che si possa essere ottimisti sul potenziale di crescita dei vini italiani in Cina.

 

“L’Italia è il primo produttore ed esportatore di vini al mondo e in molti mercati, come Stati Uniti, Canada e Regno Unito, il paese occupa una posizione di primo piano nell’esportazione in termini di quantità e qualità”, ha affermato.

 

“I vini italiani combinano la massima qualità con prezzi molto convenienti, il che rende un eccellente rapporto qualità-prezzo” ha aggiunto. Con una classe media in crescita, la Cina ha un numero sempre crescente di consumatori che perseguono stili di vita di alta qualità, perciò il consumo di vini importati si è  diffuso maggiormente in Cina, dove bere vini non è stata mai una tradizione come per altri paesi.

Nella prima metà del 2017, la Cina ha importato un totale di 0,34 miliardi di litri di vino, con un aumento del 12,66% rispetto all’anno precedente. Di questo totale, in Cina hanno fatto ingresso 0,25 miliardi di litri di vino imbottigliato, salendo del 13,93% su base annua, secondo i dati dell’Amministrazione generale delle dogane.

Durante il periodo, Francia, Australia e Cile si sono distinti come i primi tre paesi d’origine dell’importazione. I vini italiani hanno ottenuto risultati eccezionali, perché la Cina ha importato 14,96 milioni di litri di vino italiano, con una crescita del 17% rispetto a tutto il periodo precedente.

I vini italiani importati valevano 67,37 milioni di dollari, con un incremento del 18,28% su base annua. Nei primi sei mesi del 2017, i vini provenienti dal Bel Paese rappresentavano il 5,9 per cento della quota di mercato in Cina tra i vini importati, superiore al 5,1 per cento nello stesso periodo dell’anno scorso, secondo la dogana.

 

Li Zhishuo, presidente di China Wine Platform Group, ha affermato che il mercato del vino importato in Cina è cresciuto in modo solido e sarà inevitabile una tendenza dei consumatori a scegliere i vini italiani.

 

“Questo è il momento migliore per aggiungere vini italiani alle nostre categorie di prodotti. Penso che i vini dell’Italia diventeranno presto oggetto principale della nostra conoscenza, con la loro varietà e valore. Mi aspetto che nei prossimi anni, più agenti di vini importati in Cina collaborino con note cantine italiane”.

L’analisi di Coldiretti sui dati Istat, che conferma il dato sulle esportazioni che hanno raggiunto il massimo storico di 130 milioni di euro nel 2017 grazie all’incremento del 29% è stata anche argomento di discussione durante la presentazione dell’edizione 2018 della fiera di Vinitaly.

Il risultato annunciato ufficialmente è stata un’analisi della mappa del consumo di vino italiano, consumo che si sta spostando verso est. Un mercato strategico italiano rimane tuttavia al quinto posto nella classifica dei principali esportatori di vino in Cina.

 

La Francia rimane sempre al primo posto, con un valore di circa un miliardo di euro.

 

Come risultato della crescita ininterrotta dei consumi, la Cina è stata inclusa nella lista dei cinque paesi top-consumer nel mondo; ma se consideriamo il vino rosso da solo, vola in cima alla lista.

Si tratta quindi di un mercato strategico per l’Italia che nel 2017, grazie ad un aumento del 6%, ha raggiunto il record di circa 6 miliardi di euro di esportazioni di vino in tutto il mondo.

Tuttavia, durante il dibattito si è tenuto presente il punto di vista italiano, critico sulla questione dell’esportazione nel mondo: oltre il 90% di queste vendite è ancora concentrato nei mercati europeo e nordamericano.

Bisognerà imparare dal Cile, che, per il secondo anno consecutivo, nel 2017 ha messo al primo posto la Cina come destinazione per l’esportazione dei suoi vini, con un valore di circa 254 milioni di dollari. Si è trattato del 30% in più rispetto al 2016, secondo l’associazione Wines of Chile.

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